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Nicaragua: Parlamento approva legge contro la violenza “machista”

Tipificato il reato di “femminicidio” e pene più dure per i violenti
30 gennaio 2012 - Giorgio Trucchi

Manifestazione di fronte al Parlamento © (Foto G. Trucchi)

Managua, 30 gennaio (LINyM)-. Con 84 voti a favore e nessuno contrario, il Parlamento nicaraguense ha approvato lo scorso giovedì (26/1) la Legge integrale contro la violenza sulle donne, con la quale si vuole cercare di attacare alla radice le cause della violenza di genere.

Testo della Legge

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Tra i punti più rilevanti di questa nuova legge vengono segnalati la tipificazione di nuovi reati, come il femminicidio e la punibilità di tutte le forme di violenza contro le donne, includendo quella fisica, psicologica, sessuale, patrimoniale ed economica, la violenza nell'esercizio della funzione pubblica, quella lavorativa e la misoginia. 

L'approvazione della nuova legge è stata accompagnata da una riforma al Codice Penale (Legge 641) per ciò che riguarda le pene e le sanzioni per questi reati. Persegue anche obiettivi che vanno ben oltre l'aspetto penale ed è il risultato di un'ampia consultazione con istituzioni e organizzazioni che lavorano sul tema della violenza sulle donne. 

"Oltre a tipificare e sanzionare i reati, questa nuova legge ha un obiettivo preventivo. La violenza di genere ha a che vedere con i valori e coinvolge la società nel suo insieme", ha affermato la deputata Irma Dávila, presidentessa della Commissione Giustizia e Affari Giuridici. 

È per questo motivo, ha spiegato Dávila, che la legge creerà anche una Commissione Nazionale Interistituzionale, rafforzerà i Commissariati della Donna e l'Infanzia e moltiplicherà gli sforzi e le azioni per l’educazione e la formazione dei cittadini e degli operatori pubblici su questo tema. 

Da rilevare anche l’inasprimento delle pene: massima - 30 anni - per chi assassina una donna e per un femminicidio; da sette a tredici anni per lesioni gravi; da dodici a quindici per violazione aggravata; da cinque a sette per sfruttamento sessuale e da due a cinque anni per violenza economica.   

La presidentessa della Csj (Corte Suprema di Giustizia), Alba Luz Ramos, ha ricordato che la legge prevede la creazione di Tribunali di Distretto Penale specializzati sulla violenza, i cui giudici verranno nominati attraverso un concorso interno e dovranno possedere una  laurea specialistica in violenza di genere. 

"Come potere giudiziale siamo disposti a mettere tutto il nostro impegno affinché gli obiettivi e i principi di questa legge vengano rispettati e la sua applicazione garantita in modo serio ed efficiente”, ha affermato Ramos. 

 

Secondo la magistrata, ogni tribunale specializzato avrà un costo di 60 mila dollari all'anno e si starebbe già lavorando per sollecitare i fondi necessari a organismi internazionali specializzati nel settore, come ad esempio U.N. Women (Agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne).

“Cominceremo ad avviare un tribunale-pilota per renderci conto di quali siano le difficoltà e i problemi e per risolverli. Poi, con il tempo, creeremo tutti i tribunali che sono previsti dalla legge”, ha affermato la presidentessa della Csj. 

Allegria delle donne 

Intorno al Parlamento, centinaia di donne si sono date appuntamento per tre giorni consecutivi per  esigere l’approvazione della legge. La buona notizia, che è stata data loro dal gruppo parlamentare sandinista, costituito in maggioranza da donne, è stata accolta con applausi, grida e lacrime di gioia. 

"L’approvazione di questa legge crea un grande precedente nella storia del Nicaragua, perché per la prima volta lo Stato riconosce e punisce tutte le forme di violenza contro le donne.

È uno strumento importante che ci è costato tanto sacrificio e che abbiamo ottenuto con la lotta, ma ne è valsa la pena. L’unica cosa che continua a farci male sono le 800 donne assassinate negli ultimi dieci anni", ha detto Sandra Ramos, presidentessa del Movimento delle donne lavoratrici e disoccupate "María Elena Quadra" (Mec). 

La legge entrerà in vigore dopo 120 giorni. Durante questo periodo le varie istituzioni dovranno preparare le condizioni per garantirne l’immediata applicazione. Per Sandra Ramos si tratta comunque solo di un primo importante passo. “La nostra lotta continua, affinché ciò che è stato approvato si applichi”, ha concluso.

Nei giorni successivi all’approvazione della legge, pur riconoscendone l’importanza, varie organizzazioni nazionali per la difesa dei diritti delle donne hanno nuovamente chiesto con forza la depenalizzazione dell’aborto terapeutico. Il Nicaragua, insieme a un numero molto ristretto di altri Paesi nel mondo, proibisce e sanziona con il carcere qualsiasi tipo di interruzione della gravidanza.

Note:

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )

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