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Haiti: delegazione USA in Centrafrica non e' riuscita a parlare con Aristide, tenuto segregato in un palazzo governativo

La delegazione formata da K. Ives del Haiti Support Network , J. Stevens e S. Flouders del'International Action Center in rappresentanza di Ramsey Clark si e' recata al palazzo del Rinascimento dove e' alloggiato Aristide, ma sono stati fermati al portone da un rappresentante del ministero della difesa che ha comunicato loro come non fosse permesso ad Aristide ricevere visite, ne telefonate.
8 marzo 2004 - Answer trad. Michele Mazza

ARISTIDE MESSO SOTTO CHIAVE, LO DICE UNA DELEGAZIONE USA

7 Marzo, 2004

Una delegazione proveniente dagli Stati Uniti è arrivata nella Repubblica
Centroafricana per incontrare il deposto presidente Haitiano Jen-Bertrand
Aristide. Aristide era stato portato contro la sua volontà nella Repubblica
Centroafricana a seguito del colpo di stato USA del 28 Febbraio. Al gruppo
erano stati rilasciati i visti martedì e venerdì e venerdì sera erano
partiti dagli USA.

La delegazione include Kim Ives del Haiti Support Network, e Johnnie Stevens
e Sara Flounders dell' International Action Center. Ives, Flouders e Stevens
in precedenza hanno rappresentato gli stati Uniti in rappresentanza dell' ex "U.S. Attorney General " Ramsey Clark. Fanno parte della delegazione Brian Concannon, che agisce nella posizione di avvocato del presidente Aristide; e Katherine
Kean, un amica del Presidente Aristide.

Kim Ives, un amico di Jean Bertrand e di Mildred Aristide, ha dichiarato:"
Stamane, la delegazione si è recata al Palazzo del Rinascimento, il
complesso dove il Presidente Aristide è sotto sorveglianza." Mr. Ives ha
parlato al Ministro degli Esteri martedì per informarlo che la delegazione
sarebbe arrivata nella Repubblica Centroafricana per un incontro col
Presidente Aristide.

"siamo stati fermati ai cancelli da una guardia che ha contattato l '
ufficiale della Repubblica all'interno dell'edificio. Un rappresentante
della Repubblica è uscito e ci ha parlato," ha dichiarato Ives. "Abbiamo
chiesto di entrare per parlare col Presidente Aristide e ci hanno detto che
non potevamo. Abbiamo chiesto se poteva uscire lui all'esterno per vederci,
e ci è stato risposto di no. Abbiamo chiesto se potevamo fargli recapitare
all'interno un biglietto o un numero telefonico e ci hanno risposto
negativamente. L'ufficiale poi ci ha spiegato che aveva parlato col Ministro
della difesa e che ad Aristide non era permesso ricevere visite"

Mr Ives ha anche raccontato che ha chiamato il telefono cellulare che
Aristide usava per parlare con gli amici, gli avvocati e i media. "Mildred
Aristide ha risposto al telefono. Le ho detto, "Ciao Mildred, sono Kim Ives,
siamo qui". A quel punto, è caduta la linea. Abbiamo provato a richiamare
molte volte in seguito ma non c'è stata risposta."

Un altro membro della delegazione è Brian Concannon, che agisce come
rappresentate legale del Presidente Aristide. Dal di fuori dei cancelli del
complesso dove il Presidente è detenuto, Mr. Concannon ha chiesto di
incontrare il Presidente Aristide da solo per un colloquio. Ma anche questo
è stato vietato.

Sara Flounders dell'International Action Center ha dichiarato " Al mondo è
stato detto che il Presidente Aristide è libero di andare e venire, ed egli
ha semplicemente scelto di andarsene. Il fatto che alla nostra delegazione è
stata negata ogni forma di contatto col Presidente conferma, nei fatti, che
egli è sotto chiave, e a questo punto non può nemmeno comunicare via
telefono."

"Il governo degli USA e quello della Francia hanno scelto di portare
Aristide nella Repubblica Centroafricana, un paese povero che era una
colonia" ha detto Johnnie Stevens dell'International Action Center. "La
Repubblica, come tante altre ex-colonie africane e del mondo, è isolata e
sottosviluppata a causa delle passate scelte politiche della Francia, degli
USA e di altre potenze coloniali e neo-coloniali. Gli Stati Uniti dovrebbero
pagare dei danni alla Repubblica del Centro Africa".

Note:

originale in inglese:
http://www.internationalanswer.org/news/update/030704haiti.html

traduzione di Michele Mazza a cura di Peacelink

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