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Biocarburanti brasiliani

Vittoria indigena in Brasile: La Shell si ritira

Uno dei leader guarani, lo scorso settembre spiegava a Survival International: «La Shell deve lasciare la nostra terra. La compagnia deve smettere di utilizzare la terra indigena. Vogliamo giustizia, e chiediamo che la nostra terra sia demarcata e protetta».
23 giugno 2012 - salvalaselva.org

Raizen, l’impresa creata in Brasile dal gigante petrolifero Shell, per la produzione di biocarburanti coltivava canna da zucchero nelle terre dei Guarani dal 2010. La produzione di etanolo estratto dalla canna da zucchero da parte della multinazionale per l'esportazione verso l'Europa, ha provocato grandi sofferenze alle popolazioni indigene che sono state deportate dalla loro terra e abbandonata, nascoste in riserve indigene o ai margini delle strade. Indigeni Guarani, desplazados

Sfruttati come manodopera a basso costo dai proprietari delle piantagioni, spesso si è giunti a veri conflitti che hanno provocato morti. I fiumi ormai sono contaminati dai pesticidi, l'acqua scarseggia e dal momento dell'apertura dell’impianto di etanolo, la salute dei bambini, degli adulti e degli animali si è considerevolmente deteriorata per i prodotti chimici utilizzati nelle piantagioni.

Grazie alle proteste internazionali, finalmente l’azienda è stata costretta a ritirarsi. In futuro non si coltiverà più la canna da zucchero su terre ufficialmente riconosciute come indigene e si dovrà consultare il progetto del FUNAI (Fondazione Indiana Brasiliana). I Guarani hanno appreso della decisione e hanno approvato anche se la loro sopravvivenza è ancora minacciata dal disboscamento illegale e dall'agricoltura che, sempre più spesso,  invade le loro terre.

Salva la Selva ha consegnato alla Shell 16.415 firme a sostegno della campagna di Survival International. "L'etanolo estratto dalla canna non solo distrugge i mezzi di sostentamento e la vita degli indigeni ma anche la natura e il clima. Per fare spazio alle piantagioni industriali e produrre energia, si distruggono le foreste tropicali", spiega Klaus Schenck, un esperto di Salva la Selva per i problemi causati alle foreste dalle industrie minerarie.

Nel frattempo Stephen Corry, direttore di Survival International ha detto che anche altre aziende dovrebbero bloccare di finanziare il furto della terra in Brasile.

Note:

Salva la Selva è una ONG con sede a Amburgo (Rettet den Regenwald ) e si dedica dal 1986 alla tutela dei diritti degli abitanti delle foreste. L’associazione intraprende azioni per interrompere il circolo vizioso alimentato da deforestazione e allevamento, compagnie petrolifere e minerarie, agro-alimentari, banche occidentali e politici corrotti, che traggono vantaggi a breve termine dalla distruzione delle foreste tropicali, tutto a spese di indigeni, nomadi e piccoli contadini per i quali l'ecosistema è un modo di vita.

Articolo originale : http://www.salvalaselva.org/exitos/4427/victoria-indigena-en-brasil-shell-se-retira

Tradotto per Peacelink da Ernesto Celestini

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