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    Colpo di Stato in Paraguay

    Presidente Lugo accetta decisione del Parlamento di destituirlo. Vicepresidente nominato al suo posto. Prime reazioni di condanna da parte dei paesi latinoamericani
    23 giugno 2012 - Giorgio Trucchi

    Fernando Lugo accetta destituzione (Foto larepublica.pe)

    Il presidente legittimo del Paraguay, Fernando Lugo, ha deciso di rispettare il voto del Senato e ha accettato la sua destituzione dalla carica di Presidente della Repubblica. “Me ne vado dalla porta più grande della patria, che è quella del cuore di tutti i miei compatrioti”, ha detto durante un ultimo discorso di fronte alla stampa nazionale e internazionale.

    Questo venerdí (22/6), Fernando Lugo è stato destituito come risultato di un “giudizio politico” promosso dal Parlamento. Dopo sei ore di discussione e l’inutile tentativo dei difensori del Presidente di evidenziare l’incostituzionalità dell’atto e la mancanza di argomenti che legittimassero tale decisione, Lugo è stato giudicato colpevole di cinque capi d’accusa con il voto favorevole di 39 senatori e 4 voti contrari.

    Secondo molti si è trattato di un’azione promossa dalla destra nazionale, con il sostegno politico del Partito Colorado e dell’ex alleato Partito radicale liberale autentico, che ha consolidato un colpo di Stato attraverso l’uso dello strumento legale del giudizio politico.

    Senza perdere tempo, esattamente come accaduto in Honduras solo tre anni fa e sempre nel mese di giugno, il Parlamento paraguaiano ha nominato il vicepresidente Federico Franco come nuovo presidente del Paraguay.

    “Se mai ci fossero stati dei dubbi, gli avvenimenti di questi giorni confermano ciò che abbiamo detto fin dal primo momento e cioè che l’Honduras è stato un laboratorio per sperimentare nuove modalità per realizzare colpi di Stato in America Latina. La destra internazionale ha studiato e sta applicando queste modalità per frenare la lotta dei popoli e le politiche adottate dai governi progressisti del continente”, ha detto Betty Matamoros, del Fronte nazionale di resistenza popolare dell’Honduras, Fnrp.

    Con vicino tutto il suo gabinetto di governo e il gruppo di avvocati che hanno preso le sue difesa durante il giudizio politico-farsa, Lugo ha affermato che il colpo di Stato non è stato solo contro di lui, bensì contro la storia e la democrazia paraguaiana. "È la storia paraguaiana, la sua democrazia che è stata ferita gravemente oggi, trasgredendo tutti i principi della difesa, vigliaccamente e perfidamente. Spero che i responsabili abbiano chiaro la gravità di quello che hanno fatto”, ha detto Lugo. 

    Il Presidente ha poi ringraziato la popolazione “che ha dato il proprio sostegno, tempo e volontà per consolidare la democrazia e il buon vivere nel nostro paese”.  Ha inoltre comunicato che accettava la destituzione dalla carica di Presidente e ha esortato gli apparati di sicurezza a permettere alla gente di manifestarsi a favore o contro la decisione del Parlamento.

    Secondo il deputato Carlos Filizzola - uno dei quattro che hanno votato contro la destituzione - il giudizio politico è stato "un circo senza né capo né coda". Intanto, nelle strade di Asunción, migliaia di persone manifestavano il proprio rifiuto alla decisione presa dai senatori. La protesta è stata poi soffocata con violenza dalla polizia che ha fatto uso di bombe lacrimogene e potenti getti d’acqua.

    Reazioni internazionali

    Il mandatario ecuadoriano, Rafael Correa, ha assicurato che il suo Paese non riconoscerà Federico Franco come presidente legittimo del Paraguay. “L’Ecuador non riconoscerà nessun presidente paraguaiano che non sia il presidente legittimamente eletto, Fernando Lugo", ha detto Correa. Il presidente ecuadoriano ha inoltre considerato la destituzione di Lugo come “una menzogna avvolta in un pacchetto di legalità” ed ha chiesto l’applicazione immediata di forti sanzioni contro il Paraguay.

    La presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff, ha invece suggerito l’espulsione del Paraguay dal Mercato comune del sud, Mercosur e dell'Unione delle nazioni sudamericane, Unasur.

    Allo stesso modo, il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, la presidentessa argentina Cristina Fernández e il presidente dell’Uruguay, José Mujica, hanno annunciato che non riconosceranno il nuovo governo golpista. Tale decisione è stata fatta propria dal Nicaragua attraverso il suo rappresentante presso l’Organizzazione degli Stati americani, Osa, Denis Moncada Colindres.

    Note:

    © Testo Giorgio Trucchi Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org

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