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    Parlamento destituisce magistrati e apre una nuova crisi politica in Honduras

    Un colpo di Stato tecnico? Per molti, dietro la crisi si nasconde il riaccomodamento dei gruppi di potere honduregni dopo le elezioni interne del mese scorso
    14 dicembre 2012 - Giorgio Trucchi

    Sessione parlamentare del 12 dicembre (G. Trucchi | Opera Mundi)

    Tre anni e mezzo dopo il colpo di stato che nel 2009 depose il presidente Manuel Zelaya, l’Honduras sembra nuovamente sull’orlo di una crisi politico-istituzionale. 

    Alle prime ore del mattino dello scorso 12 dicembre, il Congresso (Parlamento) ha dato lettura alla relazione della Commissione speciale d’indagine sulla condotta amministrativa dei magistrati che integrano la Sala Costituzionale della Corte Suprema di Giustizia. 

    Subito dopo, con una mozione firmata da non meno di 110 deputati, i congressisti hanno votato la destituzione di 4 magistrati di questa Sala - Antonio Gutierrez Navas, Francisco Ruiz, Rosalinda Cruz e Gustavo Enrique Bustillo –, accusandoli di “avere messo in pericolo immediato la sicurezza cittadina e perché la loro condotta è stata apertamente contraria all'interesse dello Stato dell’Honduras", si legge nella mozione che è stata approvata con 97 voti a favore e 31 contrari. 

    "C’è stata una cospirazione e dobbiamo occuparci di questo tema. Siamo qui per difendere gli interessi del paese e non è possibile che si continui con questi comportamenti delinquenziali", ha detto Juan Orlando Hernández, presidente del Congresso. 

    I locali del primo potere dello Stato sono stati circondati da un folto numero di soldati durante tutta la durata della seduta parlamentare, creando preoccupazione nella popolazione e negli stessi deputati che non approvavano la decisione della maggioranza. 

    Il conflitto che durante l’ultimo anno ha interessato i due candidati presidenziali del Partito Nazionale, Juan Orlando Hernández e Ricardo Álvarez, quell'ultimo sindaco della capitale Tegucigalpa, si è ulteriormente acceso durante le ultime settimane.  

    Durante le elezioni politiche interne dello scorso 18 novembre, Álvarez aveva denunciato una frode elettorale che, secondo lui, avrebbe facilitato la vittoria del suo avversario, il quale gode del totale appoggio del governo. 

    L’11 dicembre, il sindaco della capitale ha presentato alla Corte Suprema Elettorale la richiesta di sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato, chiedendo di fatto di sospendere gli effetti della lettura dei risultati finali delle elezioni e di svolgere un nuovo conteggio dei voti.

    Pochi giorni prima, la Sala Costituzionale, i cui magistrati, secondo vari analisti politici, risponderebbero agli interessi di gruppi economici che appoggiano la candidatura di Álvarez, ha emesso una sentenza con la quale dichiarava l'incostituzionalità della macchina della verità, alla quale sono sottoposti i poliziotti come parte del processo di depurazione di questa istituzione.  

    Questa stessa Sala aveva inoltre rifiutato varie leggi considerate strategiche dal governo, come per esempio la creazione delle città modello (charter cities), l’approvazione di nuove imposte per i grandi capitali e una riforma fiscale.

    Lotta tra poteri

    La risposta del presidente Lobo non si era quindi fatta attendere. La settimana successiva aveva reso pubblico il timore per un nuovo colpo di Stato ordito da vari gruppi economici e corporazioni mediatiche, accusando direttamente il direttore dei giornali El Heraldo e La Prensa, Jorge Canahuati, e varie istituzioni statali. 

    La creazione di una commissione d’indagine sulla condotta amministrativa dei magistrati della Sala Costituzionale, così come la destituzione dei 4 magistrati, potrebbe ora creare le condizioni per un conflitto istituzionale, che avebbe come obiettivo il riaccomodamento dei gruppi di potere che gestiscono l’economia e la politica del paese. 

    "Questi magistrati non stanno compiendo il ruolo per cui sono stati nominati e preferiscono approvare leggi in funzione di gruppi minoritari di potere, senza rispondere agli aneliti della maggior parte degli honduregni. Non permetteremo un altro colpo di Stato e qualsiasi tentativo di questo gruppo che ha finanziato, diretto e promosso il colpo di Stato del 2009, fallirà", ha detto il deputato del partito di Unificazione democratica, Ud, Sergio Castellanos. 

    Contraria a questa posizione, la deputata del Partito liberale, Waldina Paz, ha assicurato che la destituzione è un delitto che potrebbe anche essere considerato come un tradimento alla patria. 

    "Questa destituzione è un cattivo messaggio che inviamo alla comunità internazionale e come ha detto il Procuratore generale aggiunto, Roy Urtecho, può essere catalogata come un tradimento alla patria, nonché un attacco all’indipendenza di poteri", ha detto. 

    Urtecho aveva sostenuto che ci sarebbero stati anche gli estremi per la detenzione da tutti i deputati che avevano votato a favore della destituzione. Per il momento, né la cupola dell'esercito honduregno, né l’impresa privata si sono espressi. 

    Per Marvin Ponce, vicepresidente del Congresso, questa decisione è completamente valida es ha precedenti. Nel 1992, infatti, il Congresso rimosse Osvaldo Ramos Soto dall'incarico di presidente della Corte Suprema di Giustizia, e fece la stessa cosa nel 1998, quando destituì il Procuratore generale, Porfirio Navarro. 

    Nessuna dichiarazione ufficiale da parte del partito Libertà e Rifondazione (Libre) dell'ex presidente Manuel Zelaya, la cui moglie, Xiomara Castro, ha ottenuo più di 600 mila voti come candidata presidenziale durante le recenti elezioni interne.

    Articoli relazionati: Destituzione dei magistrati genera critiche. (spagnolo)

    Note:

    © Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org

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