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Il caso Haiti insegna come impera la bugia mediatica

Grazie al controllo del villaggio globale, un volgare colpo di stato oggi
può essere venduto come una "rinuncia".
17 marzo 2004 - Ernesto Carmona - trad. Laura Erizi
Fonte: Argenpress

http://argenpress.info


Grazie al controllo del villaggio globale, un volgare colpo di stato oggi
può essere venduto come una "rinuncia". E un sequestro da parte di gangster
passa per "viaggio volontario", senza che Marshall Mac Luhan abbia la colpa.
Non ci sono barriere per impedire la vendita quotidiana di gatti enormi come
se fossero lepri..., appena cacciate, fresche fresche.

La falsa "rinuncia" di Jean Bertrand Aristidea a Haiti mostra come i mezzi
di comunicazione ingannino i cittadini consumatori di notizie da tutto il
mondo, indipendentemente dal paese in cui vivono. Gli arabi hanno al meno la
televisione Al Jazira, ma in America Latina e nel resto dell'ex "terzo
mondo" non c'è modo di fermare i grandi mostri mediatici.

Il mondo ci ha creduto quando james Foley, ambasciatore statunitense a
Haiti, è apparso nella CNN domenica 29 febbraio per "informare" che Aristide
aveva rinuciato e se ne era andato. I fanti della marina sbarcati solo la
notte precedente, vigilia dell'"accordo" delle Nazioni Unite, sono stati
solo parte della scenografia. Nessuno ha chiesto perché parlava un
ambasciatore e non Bonifacio Alejandro, il futuro "presidente", che è
rimasto muto alla sua destra. Questi dettagli "dal vivo e in diretta" dal
palazzo di Puerto Príncipe sono sembrati irrilevanti di fronte a una
"notizia" così importante.

Non c'è stato nemmeno modo di far sapere al mondo che l'avvocato Ira Kurzban
aveva chiesto negli Stati Uniti un'indagine al Parlamento, né che il
francese Gilbert Collard aveva iniziato un processo a Parigi contro
monsignor Thierry Burkard, ambasciatore francese, come complice di
sequestri, mentre la persona che rappresenta si trova incomunicata nella
Repubblica Centro Africana. Viene nascosta anche l'indagine imparziale
chiesta da P. J. Patterson, primo mimistro della Giamaica, e dai paesi del
Caricom, il Patto dei Caraibi, che contribuiscono con 15 dei 34 soci della
OEA, l'Organización de los Estados Americanos (Organizzazione degli Stati
Americani). Nessuno commenta la violazione del diritto e della sovranità
delle nazioni reclamati da 53 paesi dell'Unione Africana.

Il fatto è che solo sei gruppi corporativistici controllano le notizie degli
Stati Uniti e di quasi tutto il pianeta, con l'australo-britannico-statunitense Rupert Murdoch come principale protagonista. In America Latina, Gustavo Cisneros ha trasformato il suo impero mediatico venezuelano, oltre alla sua rete ispana Univisión, in un altro partito politico che lotta per rovesciare Hugo Chávez, così come l'organizzazione internazionale democristiana ODCA, e ha già fatto un primo
colpo di stato avallato dal Cile, paese in cui possiede il canale Chile
Visión e una decina di emittenti radiofoniche. Il corrotto Silvio Berlusconi
è arrivato al potere in Italia per istaurare un governo fascista senza aver
bisogno di un colpo di stato, grazie al suo impero televisivo, che ne ha
fatto il "leader". E in Cile, un certo Mario Conca fa, disfà e censura nella
televisione pubblica, copia della britannica BBC, senza che nessuno lo abbia
scelto. La rinuncia al Direttivo da parte di Faride Zerán, Teodoro Rivera,
Marco Colodro e Bernardo Matte ha lasciato libero il presidente Ricardo
Lagos di prendere una decisione sulla TVN. Speriamo che non continui ad
andare ulteriormente a destra, o che per lo meno spenga le frecce accese in
direzione contraria.

Ernesto Carmona e' il Difensore del Lettore dell rivista cilena El Periodista.

Note:

Tradotto da Laura Erizi, 16 marzo 2004 a cura di Peacelink - L'utilizzo di questa
traduzione e' liberamente consentito citandone la fonte (Associazione
PeaceLink) e l'autore (Laura Erizi).

originale in spagnolo:http://argenpress.info/nota.asp?num=009319

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