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    Colombia

    Repressione armata contro tagliatori di canna da zucchero dell’impresa La Cabaña

    Spari, bombe lacrimogene e minacce di morte
    21 marzo 2013 - Giorgio Trucchi

    Resistenza civile Foto Sintrainagro

    Lo scorso 6 marzo, centinaia di corteros (tagliatori di canna da zucchero) dell’impresa La Cabaña, Valle del Cauca, Colombia, hanno iniziato uno sciopero indefinito con l’obiettivo di ottenere il rispetto dei propri diritti. La risposta dell’impresa La Cabaña è stata violenta e brutale e i lavoratori hanno deciso di iniziare una resistenza civile.

    “Abbiamo riempito cinque autobus e ci siamo diretti verso l’entrata del Parco Industriale. All’improvviso abbiamo sentito non meno di sei spari. Abbiamo cercato di proteggerci, perché era evidente che stavano tentando di spaventarci.

    Quando siamo arrivati sul posto e ci siamo disposti a iniziare una marcia verso l’entrata della fabbrica ci siamo imbattuti nella Polizia. Era molti e ci hanno inmediatamente dispersi con le bombe lacromigene”, ha raccontato, Mauricio Ramos, presidente della sezione La Cabaña del Sindacato dei lavoratori dell'industria agropecuaria, Sintrainagro.

    Ramos ha spiegato che l’impresa ha intensificato le misure di sicurezza intorno allo zuccherificio e aumentato le minacce contro i lavoratori.

    "Gli autobus che trasportano i lavoratori sono scortati da camioncini strapieni di guardie armate. Negli stessi autobus ci sono guardie che fanno mostra delle proprie armi e che minacciano i lavoratori. Gli dicono che li ammazzano se li sentono parlare di sciopero.

    Quando arrivano sul posto, gli autobus vanno via e le guardie private circondano la zona, affinché nessuno possa entrare nè uscire. Hanno inoltre creato cordoni di sicurezza attorno alle piantagioni di canna da zucchero.

    Si vive in un clima di terrore e le guardie continuano a minacciare ritorsioni e licenziamenti per tutti quelli che osino avvicinarsi alle persone che stanno protestando. È una cosa brutale che non ha precedenti", ha detto Ramos.

    Di fronte a questa situazione, più di 120 lavoratori, tra loro molti di quelli ingiustamente licenziati il 3 gennaio scorso, si sono radunati nelle vicinanze del comune di Puerto Tejada, Cauca, e hanno iniziato una resistenza civile.

    Immediata è stata la solidarietà degli studenti universitari, dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, della popolazione in generale e dei deputati Wilson Arias e Alexánder López del Polo Democratico Alternativo.

    Nei giorni scorsi, l’11º Congresso della Confederazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell'agricoltura del Brasile, Contag, ha espresso il proprio sostegno alla lotta dei corteros colombiani dell’impresa La Cabaña e ha inviato una lettera al presidente colombiano, Juan Manuel Santos, affinché intervenga nel conflitto e si adoperi attivamente nella ricerca di una soluzione a questa grave situazione.

    "Abbiamo dovuto spostarci dal posto in cui ci trovavamo perché l’impresa, di notte, ci ha fatto lanciare acqua mescolata con il veleno che usano per i campi di canna da zucchero. Da qui, comunque, non ci spostiamo. Siamo disposti a tutto e continueremo in resistenza civile”, ha concluso il presidente del sezione La Cabaña del Sintrainagro.

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    -  Galleria fotografica 1

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    Note:

    © Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org

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