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    Nicaragua: "No alla guerra contro la Siria!" esigono i movimenti sociali davanti all'ambasciata USA

    Forti critiche contro la "doppia morale" del presidente Obama
    16 settembre 2013 - Giorgio Trucchi

    Protesta davanti all'ambasciata USA a Managua

    Un centinaio di cittadini nordamericani e nicaraguensi si sono riuniti lo scorso venerdì (6/9) di fronte all'ambasciata statunitense a Managua, per riaffermare il proprio NO a quello che sembra ormai un inevitabile e imminente attacco militare contro la Siria.   

    Convocata dal Movimento Sociale Nicaraguense "Un altro mondo è possibile", Msn, dal Comitato ecumenico di persone religiose anglofone, Ceprhi, con la collaborazione della Federazione unitaria dei lavoratori dell'alimentazione del Nicaragua, Futatscon e dalla Rel-UITA, l'iniziativa ha unito la propria voce a quella di milioni di persone che in tutto il mondo chiedono la pace e "ripudiano energicamente qualunque tipo di ingerenza o intervento armato nel conflitto siriano e nel Medio Oriente in generale", si legge nel comunicato del Msn.  

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    I presenti hanno manifestato il loro totale disaccordo con un'azione militare decisa al di fuori dei meccanismi previsti dalla Nazioni Unite e hanno condannato con forza la strategia del governo nordamericano di "diffondere menzogne che, riprese e ripetute sfacciatamente dalle grandi catene internazionali di 'disinformazione massiccia', cercano di giustificare un ingiustificabile intervento militare in Siria".  
     
    Allo stesso modo, decine di giovani del Ceprhi hanno distribuito il testo di una lettera inviata ai membri del Congresso nordamericano, nella quale condannano l'uso delle armi e dell'intervento militare come strumento per "risolvere" i conflitti. Hanno anche sollecitato loro di votare contro "qualsiasi tipo d'intervento militare statunitense in Siria" e a favore "di una soluzione diplomatica che permetta di garantire la pace", si legge nella lettera.  
     
    In un documento di posizione, la Futatscon, organizzazione affiliata alla UITA, ha sostenuto l'urgenza di "fermare questi atti criminali e barbari", esigendo il rispetto del diritto internazionale, la ricerca di una soluzione diplomatica, "proprio come lo stanno chiedendo i governi civilizzati del mondo", tra essi il Nicaragua, il Venezuela e gli altri paesi latinoamericani che fanno parte dell'Alternativa bolivariana per i popoli della nostra America, Alba e dell'Unione delle nazioni sudamericane, Unasur.

    "Vogliamo evidenziare la doppio morale di Barack Obama: ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, ma da quando è stato eletto non ha perso occasione per violare sistematicamente la pace nel mondo. Ciò che esprimiamo oggi è anche l'opinione di milioni di persone che, in tutto il mondo, stanno gridando NO alla guerra e alla morte", ha detto Lucas del Msn.  
     
    Per Marcial Cabrera, segretario generale della Futatscon e per Nan McCurdy, del Ceprhi, un attacco alla Siria sarebbe la fine definitiva di quel poco che resta di legittimità alle Nazioni Unite.  
     
    "Come sempre accade, l'Onu adotta una posizione ambigua e non prende decisioni chiare di fronte agli interessi e alle azioni unilaterali intraprese dagli Stati Uniti o dalla Nato. Continua a essere un'organizzazione antidemocratica. Che senso ha mantenere un'organizzazione in cui le decisioni vengono prese solo da poche nazioni che, tra l'altro, hanno il diritto di veto?", hanno detto.  
     
    Le organizzazioni e le decine de persone presenti davanti all'ambasciata statunitense a Managua hanno lanciato un appello ai movimenti sociali di tutto il mondo, affinché si mobilitino contro qualsiasi intervento militare in Siria, "coscienti che il mondo possibile per il quale lottiamo non è il mondo della guerra, né quello della morte, bensì il mondo della solidarietà, dell'autodeterminazione, della giustizia e della pace", hanno concluso.  

    Note:

    © Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org

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