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    El Salvador

    La sinistra salvadoregna propone un'alleanza strategica per vincere il ballottaggio in marzo

    Salvador Sanchez Cerén del Fmln e Norman Quijano del partito di destra Arena si sfideranno di nuovo fra un mese
    6 febbraio 2014 - Giorgio Trucchi

    Salvador Sánchez (Foto Giorgio Trucchi | Opera Mundi)

    Il risultato elettorale di domenica scorsa nel Salvador, è stato considerato dal Fronte Farabundo Martí di liberazione nazionale, Fmln, come una grande vittoria, che ha permesso al partito di governo di superare di 10 punti percentuali il suo principale avversario, l’Alleanza repubblicana nazionalista, Arena. Ha inoltre vinto in 13 dei 14 dipartimenti e raddoppiato il numero dei municipi in cui ha superato Arena rispetto alle elezioni amministrative del 2012. Bassa l’affluenza, che si è fermata al 53,5%, circa 10% in meno delle elezioni generali del 2009, quando trionfò Mauricio Funes, con il sostegno del Fmln.

    Nonostante ciò, il candidato del Fmln, Salvador Sanchez Cerén, non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta (metà più uno), fermandosi al 48,92% e obbligando il Tribunale supremo elettorale, Tse, a convocare un ballottaggio, previsto per il 9 marzo, tra i due candidati più votati. In questo primo turno, Norman Quijano, di Arena, si è fermato al 38,95%, mentre l’ex presidente Antonio Saca non è andato oltre l’11,44%.

    - Galleria di immagini “El Salvador vota in tranquillità”

    “Quella di oggi è una vera prodezza elettorale ed è anche il risultato di una campagna includente, pulita, propositiva e molto creativa. Ora dobbiamo ampliare le alleanze politiche e sociali che abbiamo costruito fino ad oggi, perché la peggior tragedia che possa capitare a questo paese è che l'ultra-destra oligarchica torni a governare”, ha dichiarato a Opera Mundi, Sigfrido Reyes, presidente del parlamento salvadoregno.

    La nuova strategia potrebbe prevedere un avvicinamento all'ex presidente Elias Antonio Saca e ai partiti Gran alleanza per l’unità nazionale, Gana, Partito di conciliazione nazionale, Pcn, e Partito democratico cristiano, Pdc, che insieme hanno costituito la coalizione elettorale Unidad, considerata dallo stesso Salvador Sánchez come un’opzione “che è riuscita a diventare la terza forza politica del paese con un nuovo modo di pensare”.

    Secondo Sigfrido Reyes, che è anche tra i membri fondatori del Fmln, la sinistra salvadoregna non deve temere questo tipo di accordo. “Non abbiamo una maggioranza stabile in parlamento e questi accordi politici ci permetteranno di andare avanti con i nostri programmi di trasformazione”

    Tra le fila del partito di governo, c'è la certezza della vittoria il prossimo 9 marzo. “Tutti gli esempi che abbiamo avuto in America Latina ci dicono che, con un vantaggio così ampio al primo turno, è molto difficile perdere al secondo. Al contrario, è molto probabile che amplieremo il nostro margine di vantaggio” ha concluso Reyes.

    Il cattedratico e filosofo Carlos Molina Velásquez, ha sottolineato l’importante ruolo svolto dalle autorità elettorali, le quali hanno garantito elezioni sicure, trasparenti e senza particolari problemi. Secondo Molina, questa situazione rende ancora più rilevante il successo del Fmln. “Nonostante non sia riuscito a convincere buona parte degli elettori indecisi, le prospettive per una vittoria al ballottaggio sono molto buone”.

    Il partito Arena dovrà infatti fare i conti con la cocente delusione del suo elettorato di fronte a una sconfitta a dir poco storica. Inoltre, non potrà apportate cambiamenti radicali alla sua pessima campagna elettorale, fino a ora basata sugli attacchi diretti agli avversari e a creare paura tra la popolazione, senza perdere di credibilità, né potrà attrarre la maggioranza del voto di Unidad, la cui base elettorale è formata proprio da ex elettori di Arena, bistrattati e insultati dal candidato Quijano, per avere appoggiato l’ex presidente Saca, espulso dal partito nel 2009.   

    Al contrario, gli elettori del Fmln saranno ancora più motivati e vorranno andare a votare in massa “per ottenere ciò che gli è sfuggito per poco più di 25 mila voti”, ha detto Molina. Per il Fmln sarà comunque fondamentale cercare di attrarre il voto giovane, che durante il primo turno ha ingrossato le file dell’astensionismo, probabilmente poco interessato da candidati poco comunicativi con questo settore della popolazione.

    Oltretutto, è probabile che l'ex presidente Antonio Saca lasci libertà di voto ai suoi elettori, visto che nella campagna elettorale appena conclusa, Arena e il suo candidato, Norman Quijano, hanno scatenato una forte campagna diffamatoria contro di lui. In questo modo, è probabile che parte dell’elettorato moderato di Unidad si astenga o voti per il partito della sinistra salvadoregna.

    “Per la coalizione Unidad, appoggiare Arena sarebbe un suicidio politico, perché il suo obbiettivo è sconfiggerla e capitalizzare la sua sconfitta per crescere. I programmi e le politiche sociali potranno essere elementi in cui il Fmln e Unidad coincidano” ha concluso Molina.

    Guerra Civile

    Professore, sindacalista, comandante della guerriglia del Fmln durante la guerra civile, Salvador Sanchez Cerén è stato uno degli artefici degli accordi di pace che hanno posto fine a 12 anni di guerra civile nel Salvador (1980-1992).

    Norman Quijano, sindaco della capitale San Salvador, è un politico navigato di Arena, partito che quando è stato al potere, dal 1989 al 2009, ha implementato un modello neoliberale nel paese che ha privilegiato gli interessi del mercato e dei grandi imprese nazionali e multinazionali.

    Quasi 5 milioni di cittadini sono stati chiamati a votare lo scorso 2 febbraio, per eleggere il prossimo presidente che prenderà il posto di Mauricio Funes, primo presidente eletto con i voti e il sostegno del Fmln, da quando la ex forza guerrigliera ha scelto la via politica e si è trasformata in partito nel 1992. Durante la sanguinosa guerra civile, si calcola che siano morti circa 75 mila salvadoregni e salvadoregne e sono 8 mila i desaparecidos.

    La campagna elettorale della sinistra ha scommesso sulla continuità dei programmi promossi dal governo Funes, in materia sociale e di lotta contro la criminalità e la violenza, L’opposizione, capeggiata da Norman Quijano, ha invece impostato la sua campagna elettorale sui temi dell'insicurezza cittadina, la violenza e proponendo la militarizzazione della società.

    Fonte originale Opera Mundi (portoghese)

    In spagnolo: LINyM

    Note:

    Traduzione: Sergio Orazi

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