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    El Salvador: Dopo la vittoria, l'FMLN punta su una strategia di “riconciliazione nazionale”

    Per gli analisti, lo scenario futuro è difficile per il partito della sinistra, ma molto distante dalle previsioni catastrofiche di ingovernabilità
    17 marzo 2014 - Giorgio Trucchi

    Salvador Sánchez (Foto G. Trucchi | LINyM)

    Dopo un lungo processo elettorale conclusosi solamente questa domenica, 16 marzo, con la proclamazione ufficiale di Salvador Sánchez Cerén, del partito di sinistra ed ex guerriglia del Fronte Farabundo Martí per la liberazione nazionale, Fmln, come presidente eletto di El Salvador, gli analisti consultati da Opera Mundi preferiscono non abbracciare la tesi, secondo la quale, a seguito dello stretto margine tra i due partiti il Paese sarà esposto a forti tensioni. Poco più di 6mila voti separano Salvador Sánchez da Norman Quijano, del partito di estrema destra Alleanza repubblicana nazionalista, Arena.

    - Galleria fotografica della Festa della Vittoria

    Per gli specialisti, i prossimi anni saranno segnati dalla divisione, con un governo che avrà difficoltà a sviluppare il suo programma, ma senza scenari catastrofici. “Bisogna iniziare a demistificare queste previsioni e analizzare con serietà quello che è accaduto durante il processo elettorale”, dice l'economista e analista politico César Villalona. Secondo quanto sostiene, domenica scorsa non c'è stata solo la vittoria del Fmln su Arena e il suo apparato di propaganda, ma una vittoria con un “candidato proprio, che viene dalle stesse viscere della guerriglia e del partito”.

    Per l'analista dominicano, residente nel Salvador, questo fatto dimostra come il voto del Fmln sia “più schierato, di sfida alla destra e di massa”. Secondo i risultati pubblicati dal Tribunale supremo elettorale, Tse, Sánchez Cerén ha ottenuto quasi 1 milione e mezzo di voti, che è il risultato più elevato di tutta la storia di El Salvador. Inoltre, sottolinea, si tratta di un voto che supera quello di Arena anche in qualità. Arena ha rimontato uno svantaggio del 10% - nel primo turno - ottenendo quasi 450 mila nuovi voti, indubbiamente, “una parte significativa di questi sono il risultato della campagna di terrore, dei voti comprati o ottenuti con la coercizione nei confronti di lavoratori e lavoratrici, di persone che non sono necessariamente di destra”, ha spiegato.

    Campagna

    Carlos Molina Velásquez, filosofo e professore della Uca (Università Centroamericana) sostiene che “dopo la sconfitta del 2 febbraio, Quijano ha incentrato la sua campagna sul tema del Venezuela, facendo parallelismi con ciò che sarebbe potuto succedere se avesse vinto il Fmln. Questo ha avuto un forte impatto su vari settori della società salvadoregna, che ancora sono vulnerabili di fronte all'inganno e alla menzogna. Molina aggiunge che “Quijano ha scavato nei sentimenti primari e viscerali delle persone e ha funzionato. Senza dubbio è' un avvertimento per il futuro governo”.

    In questo contesto di manipolazione mediatica e uso di rumori e bugie, la vittoria del Fmln acquista più valore, sostengono gli analisti. “I voti sono aumentati in tutto il paese e l'Fmln non solo è riuscito a difendersi da questa campagna, ma ha vinto con piena legittimità e con un bacino di voti che non si era mai visto prima”, ha sottolineato il docente della Uca.

    Questi elementi sono sufficienti per contrastare la strategia attuale di Arena, che cerca di presentare al mondo l'immagine di un Paese diviso in due, dove la metà della popolazione non riconosce la legittimità di Salvador Sánchez, nè quella del suo futuro governo. “Usano la parola 'diviso' come sinonimo di 'ingovernabile' e diffondono l'idea che l’Fmln ha diviso il Paese, ma non è così. Quello che conta veramente è la forza istituzionale (del paese) e queste elezioni dimostrano che El Salvador ha istituzioni forti”, ha continuato Molina.

    Villalona invece è convinto che in Salvador si sta verificando “una rottura storica”. “Da un lato la maggioranza ha votato per un progetto di sinistra e, dall'altra parte, la destra ha meno sostegno di quanto appare dal voto”. Secondo l’economista, in queste elezioni c'è stato “un passo in avanti del pensiero di sinistra e progressista”, mentre si è verificato un evidente arretramento dell'estrema destra. “Questo potrebbe essere l'inizio di un cambio che è necessario e urgente” ha aggiunto.

    Governo di tutti

    Salvador Sánchez e il suo vice, Oscar Ortiz, non hanno perso l'occasione per inviare messaggi di apertura ai settori dell'opposizione con i quali è possibile elaborare un'agenda comune. Hanno inoltre cercato di sedimentare, nell'immaginario collettivo, l'idea di un governo di unità, con un modello salvadoregno e l’intenzione di governare per tutti, non importa l'ideologia, il partito d’appartenenza o il voto espresso domenica scorsa.

    “Non sarà facile, perché Arena farà di tutto per indebolire il governo di Sánchez Cerén, in vista delle elezioni legislative e municipali del prossimo anno. Senza dubbio, l'Fmln è molto abile e continuerà a inviare segnali ai settori produttivi, alla destra meno recalcitrante e alla popolazione in generale, per generare fiducia e dare impulso a un progetto di Paese inclusivo e di unità” dice Molina.

    Dopo il secondo turno, Arena ha promosso una campagna diffamatoria nei confronti delle autorità elettorali, accusandole di essere parziali nei confronti del Fmln, fino al punto di aver progettato una frode. Negli ultimi giorni ha addirittura chiesto l’annullamento delle elezioni, ha presentato ricorsi al Pubblico Ministero e alla Sala Constituzionale e ha continuato a chiedere il conteggio ‘voto per voto’.

    La strategia dilatoria e la campagna mediatica hanno creato un clima di incertezza, ritardando il processo di scrutinio definitivo. “Loro sono consapevoli di aver perso e l'obiettivo è che il nuovo governo sia il più illegittimo possibile agli occhi della popolazione. Una grande alleanza contribuirà a dare governabilità e rafforzerà i cambiamenti iniziati nel governo attuale” ha concluso Villalona.


    Fonte Originale: Opera Mundi (portighese)
    Fonte spagnolo: LINyM

    Note:

    Traduzione: Sergio Orazi (AIN)

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