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L’ex agente della Cia, responsabile dell’assassinio del Che, ha partecipato al forum della società civile

Cumbre de las Américas di Panama: l’inquietante presenza di Félix Rodríguez Mendigutía

All’incontro si è presentato anche Guillermo Fariña, amico di Luis Posada Carriles
20 aprile 2015 - David Lifodi

internet

La recente Cumbre de las Américas di Panama è stata descritta su tutti i giornali come un evento storico per il ritrovato idillio tra Cuba e gli Stati Uniti. Sono molti gli aspetti ambigui del nuovo corso tra Washington e L’Avana, così come è assai discutibile che Obama passi come un “uomo di pace” quando soffia continuamente sul fuoco di una guerra sociale ed economica dichiarata nei confronti di un paese fratello di Cuba, il Venezuela bolivariano. Nessuno ha comunque puntato l’attenzione sulla presenza a Panama di Félix Rodríguez Mendigutía, se non la delegazione cubana, ma il clamore non è stato pari ai peana per il colloquio tra Obama e Raúl Castro.

Félix Rodríguez Mendigutía non è una persona qualunque: nel 1967 fu uno dei responsabili della morte di Ernesto Che Guevara, oltre ad aver aderito ai complotti per destabilizzare Cuba. Eppure, nonostante sia stato subito segnalato come “mercenario”, è riuscito ad ottenere l’accredito per partecipare ad un incontro di organizzazioni della società civile insieme ad un gruppo di oppositori cubani spesso coinvolti in progetti che miravano a rovesciare con la forza il governo di Cuba. Conosciuto come “El Gato” ed ex-agente della Cia, Félix Rodríguez Mendigutía non aveva alcuna legittimità per partecipare al Vertice delle Americhe a nome della società civile cubana. Non appena verificata la presenza di Mendigutía a Panama, Ricardo Guardia Lugo, presidente dell’Organización continental latinoamericana y caribeña (Oclae), ne ha chiesto subito l’espulsione alle autorità panamensi invitando gli organizzatori del Forum de la Sociedad Civil a prenderne le distanze. Nel 1961 Félix Rodríguez Mendigutía ebbe un ruolo di primo piano nell’invasione della Baia dei Porci e nel 1967 fu designato dalla Cia come l’uomo che avrebbe dovuto contrastare l’avanzata della colonna guerrigliera del Che Guevara in Bolivia: sembra che sia stato proprio lui a interrogarlo e a dare l’ordine della sua esecuzione. Nel 1980 Félix Rodríguez Mendigutía si trova coinvolto nel traffico di armi e droga della contra antisandinista in Nicaragua: un destabilizzatore di professione che ha fatto dell’opposizione alla revolución cubana una ragione di vita. L’hotel El Panamá, dove si è svolto il forum della società civile, ha ospitato i peggiori esponenti della dissidenza cubana e venezuelana: all’incontro ha partecipato anche Guillermo Fariña, anch’esso agente della Cia, cubano, ma di nazionalità venezuelana, dichiarato “terrorista” sia dal governo cubano sia da quello del Venezuela bolivariano. Fariña, al pari di Félix Rodríguez Mendigutía, ha molti scheletri nell’armadio, a partire dall’amicizia con Luis Posada Carriles, altro uomo della Cia che ha trascorso la sua intera vita nel tentativo di mandare a monte l’emancipazione socialista dell’America Latina. Insieme al “Comisario Basilio”, questo lo pseudonimo con cui Luis Posada Carriles, fin dalla metà degli anni ’60, partecipava alla repressione di gruppi progressisti venezuelani e latinoamericani sotto le direttive della Direzione dei Servizi di Intelligence e Prevenzione (DISIP) venezuelana, Fariña ha ideato l’attentato del 6 ottobre 1976 contro un aereo di linea della Cubana de Aviación al largo delle coste di Barbados, dove persero la vita 73 passeggeri, tra cui l’intera squadra giovanile della Nazionale cubana di scherma. La giornalista di Cubadebate Rosa Miriam Elizalde e il fotoreporter Ismael Francisco, sempre di Cubadebate, hanno subito chiesto l’arresto per Félix Rodríguez Mendigutía, “un terrorista che può viaggiare liberamente per l’America Latina, una terra per  la quale Ernesto Che Guevara dette la sua vita”. Inoltre Mendigutía ha rappresentato per lungo tempo un interlocutore credibile per gli Stati Uniti e la Casa Bianca, che lo hanno utilizzato come pedina per imporre la loro museruola al continente latinoamericano. Come ulteriore gesto di sfida, Félix Rodríguez Mendigutía si è sempre vantato di essere il custode dell’orologio che Ernesto Che Guevara aveva al polso al momento della cattura.

Quella che per la vera società civile latinoamericana ha costituito una presenza vergognosa, per la stampa non è stata considerata una notizia degna di attenzione e così, mentre lo stato d’assedio imposto al vertice per la sicurezza del presidente Usa Obama veniva descritto come necessario, un terrorista come Mendigutía girava per Panama in totale libertà e senza alcun intralcio per progettare, ancora una volta, piani di destabilizzazione e attentati contro l’autodeterminazione dei popoli per la quale hanno combattuto Guevara e tutti gli altri lottatori sociali del continente.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
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