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    Honduras: "Tradurremo in pratica il lascito di Berta"

    Articolazione popolare honduregna "Berta Caceres" realizza la sua prima assemblea unitaria e fissa agenda di lotta e mobilitazione
    11 aprile 2016 - Giorgio Trucchi

    Assemblea dell’Articolazione “Berta Cáceres” (Foto G. Trucchi | LINyM)

    Con l’obiettivo di avviare un processo unitario che permetta la condivisione dei principi che definiranno l’agenda comune di lotta dei movimenti sociali e popolari dell’Honduras, lo scorso 9 aprile l’Articolazione popolare honduregna "Berta Caceres" ha realizzato la sua prima assemblea nazionale.

    “Viviamo in un momento politico, sociale ed economico caratterizzato dal depauperamento delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione e dalla persecuzione omicida contro attivisti sociali. In Honduras si consolida un modello repressivo e autoritario che attacca indiscriminatamente le organizzazioni popolari ", segnala con forza la dichiarazione finale dell’assamblea che è stata letta da Bertha Zúniga Cáceres, figlia della leader indigena assassinata lo scorso 2 marzo.

    Il documento condanna la volontà delle oligarchie nazionali e delle imprese multinazionali "di appropriarsi dei beni comuni naturali", attraverso la concessione di territori, fiumi e le ricchezze del sottosuolo.

    È in questo contesto di criminalizzazione sociale e di svendita del territorio che l’assemblea ha chiesto alle autoritá honduregne chiaramenti immediati sul “femminicidio politico di Berta Caceres Flores" e il coinvolgimento nelle indagini di una commissione internazionale indipendente inviata dalla Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh.

    Ha invece rifiutato la partecipazione della Missione contro la corruzione e l’impunità in Honduras, Maccih, che s’installerá nel paese questo lunedì (11/4) e che i movimenti sociali e popolari considerano come “uno strumento per manipolare l’opinione pubblica”.

    L’assemblea ha anche chiesto uno stop immediato ai progetti estrattivi e la revoca di tutte le concessioni dei beni comuni a livello nazionale, in modo particolare quella che ha permesso all’impresa Desarrollos Energéticos S.A. (DESA) di iniziare i lavori per la costruzione del progetto idroelettrico Agua Zarca, contro il quale Berta Cáceres e il Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras, Copinh, hanno lottato per oltre 4 anni.

    Secondo i famigliari della dirigente indigena, le indagini delle autorità giudiziarie dovrebbero concentrarsi proprio sui forti interessi economici toccati dalle lotte di Cáceres e del Copinh contro il modelo estrattivo. Dopo 5 settimane dall’omicidio dell’attivista, il silenzio delle autorità è quanto mai imbarazzante.

    “Intensifichiamo la lotta!”

    “L’assemblea è servita a ribadire il desiderio e la volontà di articolarci come movimento sociale e popolare nella diversità. La costruzione sarà lenta, ma l’importante è che si continui a scommettere sull’unità nell’azione, con proposte concrete, con contenuti, facendo nostre le parole di Berta: Intensifichiamo la lotta!", ha detto alla LINyM, Miriam Miranda, coordinatrice dell’Organizzazione fraternale negra honduregna, Ofraneh.

    Miranda ha anche sottolineato l'importanza di aver ribadito il bisogno di rafforzare le lotte territoriali di resistenza contro il modello estrattivo.

    Nella dichiarazione finale, l’assemblea ha inoltre chiesto la fine immediata della persecuzione, la criminalizzazione e la “giustizializzazione” dei membri delle organizzazini sociali e popolari, e ha condannato l’attacco sferrato “contro lavoratori e lavoratrici ingiustamente licenziati dal regime", come conseguenza degli accordi raggiunti dal governo con il Fondo monetario internazionale, Fmi e altri organismi finanziari internazionali.

    Piano d’azione

    Le organizzazioni che fanno parte dell’Articolazione popolare honduregna "Berta Caceres" hanno posto le basi per l’elaborazione di un piano d'azione che garantisca la mobilitazione permanente. "Si tratta di tradurre in pratica il lascito di Berta. Per farlo dobbiamo fare leva su ciò che ci unisce e non su ciò che ci divide”, ha detto la leader garifuna.

    “Per noi è inoltre importante ribadire che questo processo di articolazione, alleanza, unità va oltre la volontà di esigere giustizia per l’omicidio di Berta e si propone di costruire percorsi di lotta a medio e lungo termine. Si tratta di un'opportunità che non possiamo farci scappare ed è per questo che in questo spazio ci deve essere posto per i programmi di tutte le organizzazioni”, ha aggiunto Miranda.

    L’assemblea dell’Articolazione popolare honduregna “Berta Caceres” ha infine convocato a un secondo incontro che si realizzerà alla fine di maggio nella sede “Utopia” del Copinh a La Esperanza.

    Note:

    di Giorgio Trucchi | LINyM

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