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Recensione alla graphic novel di Rodrigo Elgueta e Carlos Reyes

Gli anni di Allende

13 maggio 2017 - David Lifodi

internet

La via cilena al socialismo raccontata “senza perdere la tenerezza”, per utilizzare un ‘espressione di guevarista memoria. Gli anni di Allende, la graphic novel dello sceneggiatore Carlos Reyes e del disegnatore di fumetti e illustratore Rodrigo Elgueta, non racconta soltanto i mille giorni di Unidad Popular e del compañero presidente cacciato dalla Moneda dalla destra fascista con il pieno appoggio di Cia e Stati uniti, ma rende partecipe il lettore degli avvenimenti di quegli anni.

Le difficoltà del governo di Allende e le manovre per provocare il colpo di stato sono note, ma ciò che colpisce e accompagna il lettore nello svolgimento della graphic novel è la capacità di Elgueta e Reyes di dare un nome e un volto ai protagonisti che resero possibile, anche se per pochi anni, il Cile socialista, oltre a trasformare ogni pagina del loro libro da un’illustrazione a tanti piccoli film, dei mini documentari dove gli accompagnatori sono, di volta in volta, John Nisch, l’inviato statunitense a Santiago per seguire la contesa elettorale tra Allende e Jorge Alessandri, i quattro ministri operai del primo gabinetto del presidente, intellettuali e artisti come Víctor Jara, Payo Grondona e tutti coloro che si riconoscevano nel movimento politico-musicale della Nueva Canción Chilena. Ad esempio, proprio l’11 settembre 1973 Víctor Jara avrebbe dovuto partecipare all’inaugurazione della mostra Por la vida… siempre, dedicata ai manifesti antifascisti realizzati all’Universidad Técnica del Estado. Ad alludere all’esposizione, che avrebbe dovuto essere inaugurata dallo stesso Allende, John Nitsch, il giornalista che strizza l’occhio all’Unidad Popular, raccontandone, lungo la graphic novel, l’impegno per la nazionalizzazione delle miniere del rame, indagando sull’omicidio del generale René Schneider ed evidenziando la diversità di vedute con il Mir (Movimiento Izquierda Revolucionaria) ed altri gruppi di sinistra. Al tempo stesso, la bravura di Reyes ed Elgueta è quella di trasformare la graphic novel anche in un lavoro di controinformazione. È così che gli autori fanno capire che c’è la Cia dietro all’assassinio di Schneider, così come è merito loro aver riportato in voga il termine false flag, ritornato recentemente di moda a proposito della guerra in Siria. Come è riportato in una nota della novella grafica, “la forma che il giornalista John Nitsch utilizza per comunicare con false flag è una semplificazione del metodo usato in Tutti gli uomini del presidente, thriller politico del 1976 sul caso Watergate”. 

Gli anni di Allende ripercorre con estrema precisione, rigore e, al tempo stesso coinvolgimento e trasporto, ciò che succede in Cile da fine agosto 1970 al colpo di stato dell’11 settembre 1973. Impossibile sospendere la lettura, anche per pochi minuti. Pur essendo a conoscenza del tragico esito, in un crescendo pieno di suspence il lettore si trova di fronte alla celebrazione del primo anno di governo dell’Unidad Popular all’Estadio Nacional di Santiago, che pochi anni dopo diventerà un carcere a cielo aperto per migliaia di oppositori politici, ai tentativi di destabilizzazione della stampa cilena (vedi El Mercurio), ma anche internazionale (a partire dal titolo del Time, che titola Marxist Threat in the Americas), fino all’epilogo. Allende, elmetto in testa, viene raffigurato nella sua solitudine, mentre ragione, fino all’ultimo, su cosa sia meglio fare. Sembra di essere lì, quando ciò che resta di una Moneda distrutta in parte dai bombardamenti è ormai già di proprietà di Pinochet e dei suoi uomini ed il fermento politico che aveva respirato il paese sotto la presidenza di Salvador Allende rappresenta ormai un lontano ricordo, come se anche il lettore assistesse, una volta di più, alla fine di quel presidente che, seppure per breve tempo, era riuscito a regalare al Cile il sogno socialista.

Dalla graphic novel emerge che il colpo di stato non mise fine bruscamente soltanto ad un progetto politico, ma anche ad uno culturale. Elgueta e Reyes descrivono l’esperienza della rivista satirico-politica La Firme, che aveva sostenuto fin dall’inizio la campagna presidenziale di Allende all’insegna dell’idea che “la cultura non è una merce, è un diritto. Riteniamo che sia un’espressione popolare rivoluzionaria”. El Tiempo di Bogotà, a seguito della vittoria elettorale di Salvador Allende, scrisse che si apriva una fase di incertezza non solo per il Cile, ma per tutta l’America. Al contrario, per il paese il peggio doveva ancora venire, ed è per questo che Rodrigo Elgueta ha dedicato il libro “a tutta quella generazione che ha immaginato un Cile unito e padrone del proprio destino”. I protagonisti de Gli anni di Allende sono tutti coloro che hanno sostenuto, appoggiato e accompagnato il progetto di Unidad Popular. I mille giorni della via cilena al socialismo sono merito loro.

Gli anni di Allende

di Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta

Edicola Edizioni, 2016

€ 16

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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