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Honduras

No al saccheggio della Baia di Tela

Il 16 maggio 2004 il presidente honduregno Ricardo Maduro sarà in Italia per chiedere nuovi finanziamenti per progetti di "sfruttamento turistico" che porteranno la distruzione di immense aree naturali protette in un paese già scosso da grandi proteste sociali.
15 maggio 2004 - COPINH
Fonte: Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras (COPINH)

“Ricardo Maduro Presidente della Repubblica di Honduras è alla ricerca di investimenti esteri per il proprio Paese” così dichiara la nota della presidenza inviata alla stampa il 9 maggio 2004.

Lunedì 10 maggio Maduro sarà in Giappone per partecipare al seminario internazionale organizzato dal BID (Banco Interamericano di Sviluppo) sul tema del finanziamento internazionale del turismo.

“In quella occasione - secondo quanto affermato dal portavoce della Presidenza Luis Cosenza - Maduro potrà presentare alla comunità internazionale la situazione dell’Honduras in particolar modo i suoi risultati sul tema della democratizzazione delle istituzioni, della riforma giudiziaria, della lotta contro la corruzione e del rispetto dei diritti umani. Sarà, inoltre, occasione per riunirsi con i leader del settore privato internazionale al fine di chiamare la loro attenzione sulle grandi opportunità che l’Honduras offre circa l’investimento di capitali nel settore turistico”.

Dopo la visita in Giappone Maduro arriverà in Europa. Il 16 maggio, accompagnato dalla moglie Aguas Ocana, sarà ricevuto in Vaticano dal Santo Padre Giovanni Paolo II. Il 17 maggio si riunirà con il capo del governo, Silvio Berlusconi e con i dirigenti della Segreteria Ministeriale della Cooperazione Italiana. Oggetto degli incontri, secondo quanto dichiarato dalla Presidenza di Honduras, “sarà la partecipazione del capitale italiano al progetto “Baia di Tela” che prenderà inizio il prossimo anno e sarà uno dei maggiori fattori di sviluppo turistico sulla costa atlantica”.

Di seguito Maduro farà visita in Spagna dove, oltra ad assistere alle nozze del principe di Asturias, farà visita al nuovo governo di Zapatero e al settore privato spagnolo.

In questi stessi giorni l’Honduras è attraversato da una molteplicità di proteste sociali risultato di una profondissima crisi economica che determina giorno per giorno l’impoverimento delle masse popolari. Ormai da 15 giorni nella zona Occidentale del Paese il popolo indigeno Lenca ha occupato diverse installazioni municipali (palazzo municipale) e governative (Segreteria Regionale dell’Educazione; Segreteria Regionale dell’Agricoltura) in segno di denuncia verso l’amministracione corrotta e noncurante delle problematiche gravi che affliggono le comunitá.

Il primo di maggio, in occasione della festa dei lavoratori e in ricordo del primo grande sciopero nazionale che nel 1954 bloccò la produzione di banane, decine di migliaia di persone in diverse città del Paese hanno manifestato contro il governo e le sue politiche neoliberali che di fatto stanno svendendo le ricchezze del Paese ai settori privati nazionali ed internazionali.

L’Honduras è il Paese più povero del Centro America (l’86% della popolazione vive in povertá, il 45% in indigenza estrema, secondo i dati dell’UNDP). La situazione circa i diritti umani è terribile. Secondo la denuncia della Commissaria delle Nazioni Unite sarebbero dal 2000 ad oggi più di tremila le esecuzioni extragiudiziali. In molti di questi casi sarebbero coinvolti militari, elementi della polizia nazionale e nuove formazioni paramilitari.

Ma il Presidente Maduro, in continuità con i governi che lo hanno preceduto, rimuovendo la realtà dei fatti e con assoluta indifferenza rispetto alle sofferenze di un intero popolo, continua con la “politica delle svendite” porgendo su un vassoio d’argento le ricchezze del popolo honduregno favorando i soli settori dell’oligarchia nazionale. Il Presidente, in veste di “agente di commercio” presenta offerte come quella del grande progetto “Bahia de Tela”, il cui costo, stimato dai 140 ai 200 milioni di dollari, si aggiunge all’altissimo debito estero e si allinea a quelle politiche che hanno previsto, ad esempio, la consegna di piú del 30% del territorio nazionale alle multinazionali minerarie, l’approvazione della “Legge di Privatizzazione dell’Acqua” (a cui partecipa anche il Municipio di Roma, con la controllata ACEA) e la pianificazione di ulteriori privatizzazioni di terre e boschi con progetti finanziati dal BID, dalla Banca Mondiale, del Banco Centro Americano de Integración Economica, etc.

Questi progetti, come quello di “Baia di Tela”, sono pensati esclusivamente per il beneficio del settore privato, sebbene rappresentino per il governo un forte investimento di fondi pubblici. Il governo Maduro ha presentato una richiesta di prestito di 39 milioni di dollari per finanziare il “Programa Nacional de Turismo Sostenible”, all’interno del quale si colloca il progetto “Baia di Tela”.

Sul medesimo progetto, da parte del capitale straniero, si evidenza l’investimento del governo italiano con un versamento di 40 milioni di dollari al governo di Honduras per la creazione di infrastrutture che possano attrarre capitali privati. Tra gli investitori italiani sta infatti crescendo l’interesse verso l’Honduras, soprattutto nel settore turistico.

Il progetto “Baia di Tela” è concepito su una superficie estesa per piú di 312 ettari sui quali si costruiranno infrastrutture quali sette complessi alberghieri di lusso, 2000 appartamenti, 6 multiresidences per un totale di 168 ville, centri commerciali, parchi tematici e di intrattenimento, ecc.
L’area del progetto, inoltre, include la zona del PARCO NAZIONALE “Punta Sal” (riserva naturale protetta dove vivono comunitá afrodiscendenti, i garifuna, dedicate alla pesca) dalla comunitá di Tornabe a quella di Miami de Tela.
In violazione delle stesse leggi del Paese che prevedono la protezione dell’area, il Parco Nazionale verrà distrutto ed il progetto “Baia di Tela”, di fatto, prevederà lo sfollamento delle comunitá Garifuna che da secoli hanno abitato in equilibrio con la natura di quella regione.

Di fronte a questo ennesimo insulto verso il popolo di Honduras, facciamo appello alla comunitá italiana perché condanni le svendite dei patrimoni naturali e culturali del nostro Paese promosse dal Presidente Maduro così come condanni il saccheggio da parte dei settori economici multinazionali delle risorse naturali e della manodopera del nostro popolo.
Sappiamo quanto sia forte nella lotta e nella solidarietà internazionale il movimento italiano contro la guerra e la globalizzazione neoliberista.

Vi invitiamo, quindi, ad appoggiare la nostra lotta inviando messaggi e.mail di denuncia o protesta al governo italiano ed a quello honduregno, oppure con vostre iniziative spontanee e creative per manifetare il vostro dissenso.
Facciamogli sentire la nostra voce contraria alla loro che é usata solo per determinare accordi economici che peró distruggeranno vita e ambiente, dignitá e cultura.

Un ringraziamento ed un abbraccio solidario dall’Honduras.

Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras
COPINH

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