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Ecuador : i produttori di banane del circuito del commercio equo

"Grazie al commercio equo e solidale, riesco a sopravvivere
come agricoltore. Non soffro piu' la fame, i prezzi che mi vengono garantiti
sono stabili ed equi - Sono parole di un piccolo produttore aderente della cooperativa El Guabo, organizzazione da cui CTM importa le banane fair trade distribuite in Italia.
25 giugno 2004

"Grazie al commercio equo e solidale, in primo luogo riesco a sopravvivere
come agricoltore. Non soffro piu' la fame, i prezzi che mi vengono garantiti
sono stabili ed equi - una cosa che con la maggior parte delle altre aziende
non accade - e le esigenze qualitative sono superiori.
Ho servizi adeguati, pozzi per l'acqua potabile, stabilimenti puliti. Ho
cambiato molte cose e posso vivere pi¨´ serenamente."
Sono parole di un piccolo produttore aderente della cooperativa El Guabo,
organizzazione con cui Ctm altromercato collabora in Ecuador e da cui
importa le banane fair trade distribuite in Italia.
Vediamo come e perche' lavorare nel commercio equo pu¨° davvero cambiare la vita.

La banana e' ormai entrata a buon diritto a fare parte della nostra dieta e
la sua presenza a tavola e' ormai tanto comune che viene data per scontata.
Tuttavia, la realta' che sta dietro alla produzione delle banane che
consumiamo e' spesso una di sfruttamento - delle persone come del
territorio - e di insostenibilita' economica. Infatti, Stati Uniti ed Europa
si sono spartiti il mercato in base ai propri interessi: i primi
commercializzando le "dollar bananas" dell'America Latina, i secondi quelle
delle ex colonie di Francia e Gran Bretagna, in Africa, Caraibi e Pacifico
(ACP) nella cos¨¬ detta "guerra delle banane" che penalizza i produttori.

Attualmente il commercio delle banane e' in mano a grandi multinazionali: le
prime tre controllano da sole due terzi del mercato mondiale. Ai produttori
locali resta spesso non pi¨´ del 5% del prezzo finale di una banana. Inoltre,
la pratica della coltura intensiva nelle piantagioni ha generato nel tempo
per i lavoratori condizioni di lavoro drammatiche, con paghe molto basse,
senza benefici spesso in assenza di diritti di sindacali e assistenza
medica, con rischi elevati per la salute, oltre ad un progressivo
inquinamento ambientale.

Ctm altromercato e il commercio equo hanno l' obiettivo di migliorare le
condizioni di vita e di lavoro dei coltivatori di banane, garantendo loro
accesso al mercato con banane prodotte secondo criteri basati sulla
giustizia sociale, ambientale ed economica. In particolare, ctm altromercato
collabora con El Guabo, un consorzio di 12 realta' cooperative dette gruppi
"agroartesanales". Si tratta di gruppi di base dislocati in 9 zone diverse
della Regione El Oro, in Ecuador. El Guabo commercializza banane Fair Trade
con una percentuale del 20% di prodotti da agricoltura biologica e il
rimanente da agricoltura a lotta integrata; della produzione di El Guabo,
circa il 45% dell'export ¨¨ assorbito da ctm altromercato. A fine del 2003 il
numero di soci di El Guabo era di circa 200, quasi 50 in pi¨´ rispetto
all'anno precedente.

Il prezzo in Ecuador per un cartone da 18 kg di banane varia da 1 a 3
dollari USA, andando spesso al di sotto del costo di produzione, che e' di
circa 3 dollari. Ctm paga al produttore un prezzo franco porto di imbarco di
7 dollari per le banane a lotta integrata e di 9 dollari per quelle da
agricoltura biologica, riconoscendo ai produttori un prezzo pi¨´ che doppio
rispetto al mercato, con un ulteriore premio per la coltivazione biologica.
A sua volta El Guabo paga i produttori una settimana dopo l'imbarco della
nave dal porto di Machala in Ecuador.

Impatto del fair trade in El Guabo
Uso del premio fair trade nel 2003
Del prezzo pagato alla cooperativa, il piccolo produttore, socio di El
Guabo, riceve direttamente 4 dollari per un cartone di banane a lotta
integrata e 6 per quelle bio, escluso il costo del cartone e altri materiali
di imballaggio (sacchetto di plastica, bollini, ecc.), che invece e'
sostenuto direttamente da El Guabo. Inoltre il singolo socio beneficia, come
tutta la comunit¨¤, degli investimenti che El Guabo sostiene in campo sociale
e ambientale, ad esempio ambulatori medici e previdenza sociale.

Come viene distribuito il pagamento equo che El Guabo riceve
Dei 9 dollari El Guabo riceve per un cartone di banane bio, 7,25 sono
versati sul conto dell' Unita' di commercializzazione ed export (UCE) della
cooperativa, e il rimanente 1,75, il cosiddetto fair trade premium, sul
conto di Promesa, l'unita' operativa di El Guabo che si occupa del rispetto
delle norme del commercio equo e solidale da parte dei produttori e della
gestione del premium fair trade.

Dei 7,25 dollari, 5,25 sono corrisposti al produttore e la rimanenza serve a
coprire i costi di esportazione, la retribuzione del personale di El Guabo
(21 persone lavorano nella struttura centrale per la gestione dell'export e
per l'assicurazione della qualit¨¤), i costi dei materiali necessari dopo il
raccolto delle banane (es. trattamento con fungicidi naturali) e i costi di
imballaggio (cartone, sacchetto di plastica interno, bollini, ecc.).

Del "fair trade premium" incassato da Promesa, 75 centesimi sono
riconosciuti direttamente al singolo socio produttore, 50 come premio
ambientale, che consente al produttore di coprire i costi di una produzione
pi¨´ rispettosa dell'ambiente, e 25 come premio sociale, che copre i costi
del "seguro social" (previdenza sociale) ecuadoreno, solitamente non
riconosciuto ai lavoratori della produzione bananiera. Il restante dollaro ¨¨
investito da El Guabo in progetti ambientali e sociali.

Grazie a questo sistema premiante, nell'anno 2003 sono entrati nelle casse
di PROMESA 1.044.726,80 dollari, di cui circa 500.000 derivano dagli
acquisti di ctm altromercato. La somma ¨¨ stata cos¨¬ ripartita:
¡ã 59% liquidazione diretta ai produttori, sotto forma di premio ambiental e
premio social.
¡ã 15,5% come premio agroartesanal, gestiti direttamente dai 12 gruppi
"agroartesanales" che formano El Guabo. I fondi sono gestiti dalla singola
comunita' di base e sono investiti in iniziative che riguardano la
collettivit¨¤. Nel 2003, ad esempio i gruppi agroartesanales hanno deciso di
utilizzare i fondi soprattutto per adeguare le proprie strutture produttive
alle norme Eurogap; sono stati migliorati i sistemi di irrigazione, tante
"empacadoras" (centri di imballaggio delle banane) e tanti magazzini sono
stati "messi a norma".
¡ã 2,5% per progetti di carattere ambientale quali ad esempio la ricerca e
sviluppo di nuovi sistemi di pratica agricola, per la certificazione
biologica e per la tecnologia agraria.
¡ã 12,5% per progetti di carattere sociale quali assicurazioni
sanitarie/infortunistiche, attivita' di microcredito, scuole e attivita'
sportive.
¡ã Il 10,5% infine e' usato per coprire i costi amministrativi di Promesa

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