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Venezuela: La Gang e Tutta Qui. Replay del Cile e del Nicaragua?

5 luglio 2004 - ALEXANDER COCKBURN - trad. Melektro

L'America Latina comincia ad invertire l'ordine delle cose e a concedere ai
poveri una rottura dalla pesante monotonia della poverta e dello squallore, e i
soliti sospetti nel Nord si risvegliano dal sonno dell'indifferenza e
cominciano ad abbaiare furiosamente per il rispetto delle norme democratiche. E
accaduto in Cile nel 1973; lo abbiamo visto ancora in Nicaragua negli anni 80;
e qui abbiamo lo stesso show che si ripete in veste estiva nel Venezuela, dove
pende il referendum di revoca del 15 di Agosto del Presidente Hugo Chavez.

Chavez e la cosa migliore che sia accaduta ai poveri del Venezuela in un tempo
molto lungo. Il suo governo ha realmente mantenuto alcune delle sue promesse,
con i migliorati tassi di alfabetizzazione e un maggior numero di studenti che
riescono ad avere pasti scolastici. La spesa pubblica ha quadruplicato le spese
nell'educazione e ha triplicato quelle sulla sanita, e la mortalita infantile e
diminuita. Il governo sta inoltre promuovendo uno dei piu ambiziosi programmi
di riforma agraria che si siamo mai visti in decenni nell'America Latina.

La maggior parte di queste riforme sono state portate a compimento in condizioni
di sabotaggio economico. Gli scioperi nel settore petrolifero, un tentativo di
colpo di stato e la volatilizzazione del capitale hanno provocato un declino di
circa il 4 per cento nel PIL per i cinque anni in cui Chavez e rimasto in
carica. Ma quest'anno l'economia sta sviluppandosi a quote che sono vicine al
12 per cento e con i prezzi mondiali del petrolio che sono prossimi ai 40
dollari a barile, il governo dispone di miliardi di dollari supplementari che
sta usando per i programmi sociali. E quindi cos¨¬ naturale che gli Stati Uniti
lo vogliano rimosso dal potere, e questo tanto quanto lo vogliono i ricchi in
Venezuela. Chavez e stato rieletto nel 2000 per un termine di sei anni, mentre
un fallito coup sostenuto dagli Stati Uniti ¨¨ stato malamente messo assieme
contro di lui nel 2002.

Il copione imperiale richiede che un'organizzazione per i diritti dell'uomo
cominci a ragliare sulle irregolarita commesse da parte della loro vittima
designata. E cosi, a coprire questo ruolo e Jose Miguel Vivanco di Human Rights
Watch. Lo abbiamo incontrato l'ultima volta in questa vicenda mentre
contribuiva a facilitare un pacchetto di sussidio Statunitense di 1.7 miliardi
di dollari destinato all'apparato militare Colombiano. Questa volta sta tenendo
una conferenza stampa a Caracas, strepitando contro la maniera arrogante in cui
Chavez starebbe provando ad espandere l'insieme dei membri della Corte Suprema
del Venezuela, nella stessa maniera in cui fece Franklin Delano Roosevelt, e
per la stessa ragione: ossia che per decenni la corte Venezuelana e stata
efficacemente riempita nell'altro senso, con i lacche giudiziari dei ricchi.
Non ricordo Vivanco tenere troppe conferenze stampa per protestare quella
perenne iniquita.

Gli "osservatori internazionali" reclutati per salvare i ricchi includono
tradizionalmente la Organizzazione degli Stati Americani (OAS) e il Carter
Center; nel caso del referendum Venezuelano si sono messi al lavoro
assolutamente in orario. A nome dell'opposizione, hanno esercitato una enorme
pressione sull'indipendente Consiglio Elettorale Nazionale durante i processi
di raccolta delle firme e di verifica. Alla fine il capo della missione
dell'OAS ha dovuto essere sostituito dal segretario generale dell'OAS a causa
delle sue inaccettabili dichiarazioni pubbliche.

La squadra del Carter Center vede a capo Jennifer McCoy, il cui prossimo libro,
The Unraveling of Representative Democracy in Venezuela, si scaglia
pesantemente contro il governo. Uno dei suoi collaboratori e Jose Antonio Gil
della compagnia Datanalysis Polling, citato spesso per le analisi sui media
Statunitensi. Il Los Angeles Times ha riportato che cosa Gil ritiene debba
essere fatto: "E lui pu¨° intravedere soltanto una via d'uscita dalla crisi
politica che circonda il Presidente Hugo Chavez. 'Deve essere ucciso', ha
detto, usando il suo dito per pugnalare il tavolo nel suo ufficio che si trova
ben lontano dalle strade assai sporche di questa capitale. 'Deve essere
ucciso'".

La manipolazione da parte dei media e una parte essenziale del copione e qui,
con una entrata perfetta, viene quello che era stato il sondaggista di Bill
Clinton, Stan Greenberg, che tuttora rimane uno dei principali strateghi del
Partito Democratico. Greenberg e sotto contratto da parte della RCTV, una delle
compagnie mediatiche di destra che sono alla testa della opposizione
Venezuelana e del tentativo di revoca. Come sondaggista questo e un lavoro da
sogno. Dispone non soltanto di enormi mezzi contro un movimento della gente
povera che e antiquato e politicamente non sofisticato, ma la sua compagnia ha
a disposizione un qualcosa di cui i compagni a casa possono soltanto
fantasticare: il controllo sui media Venezuelani. Immaginate solo se la destra
avesse avuto il controllo di quasi tutti i media durante l'impeachment di
Clinton.

Questa e la situazione in Venezuela. Si pensi soltanto a che cosa l'associato di
Greenberg, Mark Feierstein - un veterano di sforzi similari in puro stile NED
nella estromissione dei Sandinisti nelle elezioni del 1990 - puo fare con
questo genere di controllo totalitario dei media. La NED? Con questo intendiamo
il National Endowment for Democracy, elogiato non tanto tempo fa da John Kerry,
che, come Bush, pubblicamente desidera ardentemente la defenestrazione di
Chavez.

Il NED entra qui in scena come una entita che va a braccetto con la CIA e le
istituzioni supportate dalla CIA nell'AFL-CIO, dove la squadra di John Sweeney
tristemente non e riuscita a ripulire casa. Il NED ha aiutato a dare fondi
all'opposizione a Chavez per una somma di piu di 1 milione di dollari all'anno.
Fra i destinatari ci sono organizzazioni i cui leader hanno effettivamente
sostenuto il coup dell'Aprile 2002 - firmando il decreto che rovescio il
presidente e il vice presidente regolarmente eletti e abolendo le istituzioni
democratiche del paese, compresa la Costituzione, la Corte Suprema e
l'Assemblea Nazionale. Il coup venne contrastato con successo soltanto perche
milioni di Venezuelani dimostrarono a favore di Chavez.

Lasciato fuori dal governo del coup, malgrado il suo sostegno ad esso, fu Carlos
Ortega, il capo della CTV (Federazione Centrale del Lavoro). Il Centro di
Solidarieta dell'AFL, il successore di quell'organo legato alla CIA che fu il
AIFLD, ottiene piu dell'80 per cento dei sui fondi dal NED e da USAID ed ha
versato soldi del NED a Ortega e ai suoi collaboratori. Il Centro di
Solidarieta e stato direttamente coinvolto nelle trame della opposizione, una
riproposizione degli anni di Allende, quando il AFL contribu¨¬ a distruggere la
democrazia Cilena. Il AFL ha negato qualunque coinvolgimento, ma Rob Collier,
un eccellente giornalista del San Francisco Chronicle, ha recentemente fornito
una dettagliata confutazione delle scuse dell'AFL in uno scambio nell'attuale
New Labor Forum. "In Venezuela", scrive, "l'AFL-CIO ha sostenuto ciecamente
un'istituzione reazionaria del sindacato che ha provato ripetutamente a
rovesciare il Presidente Hugo Chavez e, nel tentativo fatto, ha rovinato
l'economia del paese. La CTV ha lavorato in stretta simbiosi con FEDECAMARAS,
l'associazione degli industriali della nazione, per effettuare i tre scioperi /
serrate generali" del 2001, 2002 e 2003. La CTV, dice Collier, e stata
direttamente coinvolta nella organizzazione del coup e il suo leader era
previsto fare parte della nuova giunta.

La conclusione di questo particolare dramma deve essere ancora scritta. La
sinistra qui negli Stati Uniti potrebbe veramente fare la differenza se si
levasse sui fianchi e si gettasse nella mischia.

Note:

Tradotto da Melektro - A Cura di Peacelink

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