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Argentina: aumenta il divario tra ricchi e poveri

Un rapporto dell' Istituto Nazionale di Statistiche e Censimento (INDEC)
sostiene che il paese ha attualmente la peggiore distribuzione della
ricchezza degli ultimi 30 anni e il fenomeno si e' acutizzato dopo la
perdita della parita' di uno a uno con il dollaro statunitense.
12 luglio 2004 - trad. di A. Bariviera
Fonte: Attac

D¹accordo con la fonte, i dati raccolti alla fine del 2003 evidenziano che
il 10% piu' ricco della popolazione possiede il 38,6% delle entrate del paese
e guadagna 31 volte piu' che il 10 per cento piu' povero.

Nel caso della Capitale Federale e il Gran Buenos Aires, segnala l¹INDEC, la
situazione e' piu' grave, il 10% piu' ricco detiene il 44,5% della ricchezza e
guadagna 50 volte di piu' che la stessa percentuale dei piu' poveri.

La ricerca rispecchia che tutti i settori della popolazione non solo i piu'
poveri, ma anche i ceti medio alti e medio bassi hanno ceduto percentuali
al ceto piu' alto.

30 anni fa, quando l¹INDEC ha iniziato queste ricerche, la distribuzione
della ricchezza nel paese era simile a quella di alcuni paesi europei di
medio sviluppo, ma adesso si colloca tra gli stati di maggiore
disuguaglianze sociali di tutta America Latina. Tra le cause di questa
situazione dopo la svalutazione di dieci anni fa, l¹Istituto segnala
l¹inflazione, l¹incremento della disoccupazione e della poverta' .

Sottolinea che, anche se alla fine del 2002 incomincio' un processo di
riattivazione dell¹economia, la ricchezza aumento' ma i settori bassi e medi
non si sono beneficiati .

Segnala che, nonostante l¹incremento dell¹occupazione, il potere di acquisto
dei salari e delle pensioni ha continuato a ridursi e a questo si
aggiungono i bassi stipendi dei nuovi occupati.

La disoccupazione e il lavoro nero coinvolgono nel paese 5.000.000 di
persone, circa la meta delle 10.000.000 delle famiglie stabilite.

Il rapporto indica che attualmente ci sono 14,4% di disoccupati, che salgono
a 19,5%, se si aggiungono quelli che adesso ricevono aiuti da parte dei
programmi di assistenza sociale per i capi famiglia.

Rileva anche che dopo il recupero iniziale, molto pronunciato nel 2003, si
e' verificato un declino nell¹occupazione e, ancora, quelli che oggi trovano
un lavoro percepiscono uno stipendio piu' basso di quelli che gia' stanno
lavorando, questo comporta una riproduzione del circolo della poverta' e, in
molti casi, dell¹indigenza.
L¹INDEC classifica la qualita' del nuovo impiego come minima, dato che si
colloca principalmente in posti di lavoro precari, senza contratto, vuol
dire che il 47% degli occupati lavora senza assistenza sociale, senza nessun
tipo di garanzie.

In questa situazione, avverte un centro studi privato, si trova l' 80 % delle
donne che mantiene una famiglia povera nel paese, come pubblicato da Clarìn,
le quali in inoltre ricevono stipendi piu ' bassi da quelli ricevuti dagli
uomini.

L¹Istituto per lo Sviluppo Sociale Argentino (IDESA), che ha basato il
proprio analisi nei dati presentati dall¹INDEC, deduce che tra il 2001 e il
2003 le famiglie povere che sono passate ad essere sostenute dalle donne si
e' duplicata da 375.000 a 670.000.

Dopo affermare che loro sono molto vulnerabili in relazione alle distorsioni
delle regolamentazioni lavorative, segnala che le entrate nelle famiglie
povere mantenute da una donna e?il 25% in meno di quelle dove il capo
famiglia e?un uomo, perch?loro ricevono, come media, 320 pesos (quasi 109
dollari), in tanto che gli uomini ottengono 420 pesos (circa 143 dollari).

Nel caso delle donne capo famiglia, il lavoro nero e senza assistenza
sociale arriva al 80% , negli uomini con lo stesso ruolo e' del 54%.

Note:

traduzione di Alejandra Bariviera a cura di Peacelink

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