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Intervista a Michael Lebowitz

Referendum e rivoluzione in Venezuela

Michael Lebowitz, ora in pensione, e' stato professore di economia all'universita'
Simon Fraser. Attualmente vive in Venezuela, dove e' attento osservatore e
frequente commentatore della 'Rivoluzione Bolivariana' in atto nella nazione.
In una recente visita a Vancouver, Lebowitz e Derrick O'Keefe di Seven Oaks
hanno discusso l'attuale situazione politica venezuelana.
16 luglio 2004 - Derrick O'Keefe e Michael Lebowitz (trad. Simona Riva)
Fonte: SevenOaksMag.com


Seven Oaks: E' stata fissata la data del 15 agosto per il referendum sulla
presidenza di Hugo Chavez, che ha vinto numerose elezioni e naturalmente
e' sopravvissuto al fallito colpo di stato dell'aprile del 2002. Questo referendum
puo' fare la fortuna di Chavez o provocarne la rovina?

Michael Lebowitz: Credo di si', per molti aspetti. Ma ritengo vada visto nell'ottica dell'opposizione, che sta cercando di sbarazzarsi di Chavez in ogni modo possibile. Sai che hanno tentato il colpo e hanno fallito. Il tentativo era di tagliare fuori l'industria petrolifera e altre industrie, al fine di togliere la linfa vitale al governo. Erano molto sicuri di farcela: ai primi di dicembre del 2002 gia' immaginavano Chavez fuori dalla scena entro Natale. E hanno completamente fallito. Chavez ha sempre risposto:'se non vi vado bene, nella nostra costituzione esiste un meccanismo, che si chiama revoca. Tutto cio' di cui avete bisogno è il 20% di coloro che mi hanno votato nelle scorse elezioni, quindi potrete dare l'avvio alla revoca. Allora, visto che disponiamo di questa strada costituzionale e democratica, imboccatela'. E infatti lo stesso Chavez aveva caldeggiato il diritto di revoca all'Assemblea Costituente che ha scritto la Costituzione Bolivariana, anche se le sue raccomandazioni si riferivano al 10%.
Quindi egli non si e' opposto in alcun modo a questo concetto, che in effetti
è preminente nel suo pensiero.

S.O.: Un recente articolo del Washington Post sul Venezuela ha fondamentalmente accusato Chavez di corruzione dei poveri della nazione, tramite l'utilizzo delle entrate del petrolio per il finanziamento di programmi sociali. Forse erano disturbati dal fatto che Chavez non ha capito che le tangenti dovrebbero
essere destinate alle classi sociali elevate. Come stanno funzionando i nuovi programmi sociali, come ad esempio la campagna di alfabetizzazione, per rafforzare il supporto a Chavez?

M.L.: La prima cosa che va riconosciuta e' cio' che Chavez ha fatto con
la compagnia petrolifera PDVSA (Petroleos de Venezuela). Tale compagnia era
essenzialmente uno stato nello stato, che portava pochissime entrate al
governo, gran parte delle quali intercettate dal sistema oligarchico. Chavez ha fatto
in modo che quel denaro andasse a supporto dei programmi pubblici, e una delle
cose che sta succedendo è una deviazione delle risorse generate dalla compagnia
petrolifera verso i programmi sociali, verso la gente. Ora, cio' non è insolito, il
petrolio e' un bene del popolo. La gente a volte dice che si tratta di corruzione,
ma se guardate l'Alaska, la rendita derivante dal petrolio e' destinata ad ogni
singolo cittadino. E' semplicemente un loro diritto. In Venezuela cio' che sta succedendo e' che le rendite del petrolio vanno ai cittadini, ma in un modo diverso.
Le entrate sono destinate a programmi dedicati al miglioramento dell'educazione, delle strutture sanitarie, e passano anche attraverso la Banca per lo Sviluppo Economico e Sociale, la Banca per le Donne, i fondi di micro-finanza, e vengono utilizzate per la creazione di cooperative. Così la gente puo' ricevere i prestiti necessari alla fondazione delle proprie cooperative. Cifre enormi sono destinate a tale scopo. Credo che attualmente ci siano centomila cooperative in lista d'attesa per la registrazione alla Legge delle Cooperative.

Questi programmi vengono in effetti utilizzati per trasformare la nazione.

Non si tratta semplicemente di programmi sociali per la salute, l'educazione, ecc.
Il programma al momento piu' significativo si chiama Vuelvan Caras, ed e' volto a
raccogliere coloro i quali hanno partecipato ai programmi di istruzione, al fine
di indirizzarli ad un nuovo programma, e questo significa focalizzare lo sviluppo
interno. In altre parole, si vogliono creare nuove industrie che siano, in alcuni
casi, sostitutive all'importazione sia in campo agricolo che in quello industriale.
L'agricoltura in particolare e' critica. Il Venezuela è questa nazione corrotta
al punto che, pur disponendo di meravigliose risorse agricole, importa il
70% delle materie alimentari. Uno dei punti all'attenzione del governo è il rovesciamento di questa situazione, con la creazione delle infrastrutture e delle condizioni atte ad attrarre il popolo al lavoro agricolo e a dotarlo dei fondi e delle attrezzature necessarie, in modo da arrivare a cio' che Hugo Chavez ha chiamato 'sovranità alimentare': riuscire a fare assegnamento sulle risorse interne del Venezuela.

S.O.: All'inizio della sua presidenza, Chavez ha dichiarato di lavorare all'
inversione della tradizionale tendenza migratoria dalle campagne alle citta'. Qual e' lo stato dello sviluppo rurale e del processo della riforma del territorio in Venezuela?

M.L.: Hanno dovuto fronteggiare un dilemma. Erano a conoscenza degli obiettivi
a lungo termine. Dovevano creare sviluppo nelle campagne, creare centri ricreativi
per il popolo, in modo che la gente potesse apprezzare la vita nelle campagne e
non spostarsi a vivere sulle colline ai margini delle citta'. Ma non potevano semplicemente prendere i fondi, interamente derivanti dal petrolio, e utilizzarli
in questi progetti, perche' la gran parte della gente vive nelle citta'. Devono soddisfare le necessita' della popolazione, quindi sono intrappolati in questa
situazione: andare incontro alle necessità della gente nel breve periodo o dedicarsi
al piano a lungo termine. Ma se le necessita' del popolo non vengono soddisfatte
ora, mancherà il sostegno elettivo che consentira' di dedicarsi all'altro piano.

Il Ministro della Pianificazione ha realmente questa visione in termini di cio' che deve essere fatto all'interno, ma i ministri del gabinetto sociale dicono 'no,
bisogna lavorare sulle citta''. Cosi' sono state scelte le citta'. I programmi
sociali piu' significativi sono attualmente in atto nelle citta', dove risiede gran parte della popolazione, e cio' e' critico. Questo e' il motivo per cui riusciranno ad avere un consenso positivo dalla popolazione, perche' ne stanno soddisfando le aspettative. L'opposizione dice 'guardate, c'e' ancora poverta', c'e' ancora disoccupazione' e questa e' la sfida nel breve periodo. Ma nel lungo periodo, e questo e' l'obiettivo di Vuelvan Caras, si intendono creare le basi per lo sviluppo interno e la crescita endogena.

Per quanto riguarda la riforma del territorio, questa sta continuando. Al momento
non dispongo di cifre. Alcune delle terre consegnate erano di proprieta' dello
stato, usurpate illegalmente da privati. In questo caso, una parte del processo
sta togliendo la terra dalla proprieta' dei privati. E qui tutto gira attorno ai tribunali, attraverso meccanismi legali. E' inoltre importante ricordare che tutto quello che fa il governo di Chavez avviene tramite il meccanismo legale.

S.O.: Questo per quanto riguarda il governo, ma ci sono stati casi di occupazione
di terreni come quelle dell'MST (Movimento dei lavoratori senza terra) in Brasile?

M.L.: Ritengo che in alcuni casi ci siano state occupazioni dei terreni, ma non
comparabili a quelle dell'MST. Ho letto di occupazioni di terre, specialmente
da parte degli indigeni. In molti casi, uno dei problemi e' che si continua ad
andare avanti tramite meccanismi legali, e tali meccanismi vengono impugnati.
E non sono neanche sicuro che siano state approvate tutte le leggi necessarie.
Questo e' uno dei tanti problemi dell'intera rivoluzione. Non disponendo di una
maggioranza significativa all'interno dell'Assemblea Nazionale e' difficile fare passare le leggi e quindi tutto viene impugnato. Ad esempio, la costituzione parla di pensioni per le casalinghe, un riconoscimento molto forte del contributo economico delle persone che lavorano in casa. Ma la legge naturale, cioe'la legge emanata dalla costituzione, non ha ancora approvato.

S.O.: Ritornando alla questione della compagnia petrolifera nazionale, visto
che e' questo il motore economico del processo, quali sono le dinamiche
che intercorrono con la PDVSA, e che impatto hanno le eventuali tensioni?

M.L.: Io ritengo, in generale, che la questione della presenza dell'opposizione
nella compagnia petrolifera sia stata rimossa, grazie al fatto che molti
di essi hanno rinunciato ai propri incarichi.

Prima di tutto, i costi di produzione sono precipitati dopo le loro dimissioni,
pur mantenendo gli stessi livelli di produzione. E l'altra cosa e' che la
compagnia dispone di meravigliosi edifici, enormi e nuovi, di cui, come
sai, si tenevano i soldi degli affitti. Prova a pensare ai palazzi della BC Hydro
e BC Gas, strutture meravigliose, di colpo svuotati delle 18000 persone che li occupavano, manager e tecnici di alto livello. Quindi ora sono disponibili molti palazzi vuoti.
Mi sembra che sia stato un anno e mezzo fa quando sono andato all'inaugurazione
della prima universita' Bolivariana, era nell'ex edificio della PDVSA, con uffici bellissimi, classi lussuose. E loro hanno trasportato in autobus dai barrios
gli studenti che erano precedentemente stati respinti dalle universita'. In realta' l'Universita' Bolivariana e' gestita su basi democratiche, e cio' significa che sono gli studenti a decidere i corsi; inoltre gli aspiranti insegnanti vengono sottoposti a un test.

Ma questo e' un di piu'. Nella PDVSA molte cariche sono ancora occupate da
golpisti e avversari politici, e non e' facile essere certi su dove finisce la
verita' e inizia il pettegolezzo. La classe dirigente della PDVSA è guidata da Ali
Rodriguez, un ex combattente della guerriglia tornato ai propri affari, che e'
principalmente stato il portavoce dell'industria petrolifera per anni. E' anche
stato a capo dell'OPEC per un certo periodo. E' un uomo dalle dichiarazioni molto prudenti, attento a non infiammare l'opposizione, ed e' impegnato a rendere
la compagnia petrolifera un successo.

C'e' un nuovo consiglio d'amministrazione, che comprende due rappresentanti
sindacali della classe operaia, visto che gli operai hanno continuato a lavorare
durante il colpo petrolifero. Quindi hanno dei rappresentanti all'interno.
Ma una delle cose che stanno accadendo nella PDVSA che ritengo piu' significative e' l'esistenza di un movimento di base tra i lavoratori, che stanno organizzando dei 'comitati guida'. E stanno partendo dalla base per dare proprio ai lavoratori un controllo maggiore della PDVSA.

S.O.: A livello internazionale in genere la Sinistra, specialmente in tempi meno recenti, ha preso le distanze da Chavez. Alcuni esponenti della 'Nuova
Sinistra' lo hanno denigrato per la sua gestione 'decisa dall'alto', mentre altri hanno rifiutato un processo ideologicamente non esplicitamente marxista
o comunque socialista. L'evoluzione in Venezuela è cambiata rispetto agli
ultimi anni, e come definirebbe il processo attuale? Dove sta andando la Rivoluzione Bolivariana?

M.L.: Io prendo molto in considerazione le critiche della 'Nuova Sinistra'
e non troppo quelle della vecchia, astratta Sinistra. E' necessario guardare
con concretezza a cio' che sta succedendo in Venezuela, che non aderisce
a nessuno dei modelli visti in precedenza. Ritengo che il modo migliore per percepire il senso di quanto accade e accadra' in Venezuela e' leggerne la costituzione. E' una costituzione incredibile. La prima cosa che ho detto quando l'ho letta e' stata: 'chi l'ha scritta?'. Fondamentalmente parla della necessita'
di concentrarsi sullo sviluppo umano, coltivandone le potenzialita'. E' principalmente basata su una democrazia profonda, che combatte ed e' attiva dalla base. I movimenti sociali sono stati fondamentali, e mi rendo conto di quanto il movimento delle donne e il movimento indigeno siano stati i piu' attivi nella
formazione del carattere di una tale costituzione. Se guardi quella costituzione
non puoi fare altro che dire che e' diversa da qualsiasi altra. Naturalmente
esistono belle costituzioni dappertutto, ma la domanda reale e' 'Sara' possibile
una sua attuazione?' Credo che in molte situazioni la Rivoluzione avrebbe potuto muoversi in un modo o nell'altro. L'opposizione ha vissuto con la costituzione finche' Chavez ha presentato 49 leggi tramite decreto presidenziale, visto che non
riusciva ad ottenerne l'approvazione tramite l'Assemblea, e cio' ha iniziato a dare corpo alla costituzione. La domanda e': Riusciranno ad andare avanti in questo modo?'. Io direi, come tu sai, che il processo modifica la strada da seguire passo dopo passo, e cio' che guida questa rivoluzione, e ha guidato la rivoluzione, e' stata l'opposizione. Le proteste dell'opposizione e le azioni contro Chavez hanno reso la rivoluzione sempre piu' profonda. Ci sono stati momenti
in cui ho pensato che avrebbero potuto fare un assetto diverso del capitale,
ma le azioni del capitale stesso, e l'azione degli Stati Uniti che ha dato il
proprio appoggio al colpo di stato, ecc. hanno creato questo dissidio, hanno
spinto in avanti la rivoluzione, proprio come questo referendum che io ritengo
abbia il potenziale necessario a rendere ulteriormente profondo l'intero processo
rivoluzionario. Credo che il Venezuela sia in una situazione veramente unica, ritengo che sia in grado di creare un'alternativa al capitalismo senza un confronto diretto col capitale, nella gran parte dei casi, perche' dispone della ricchezza del
petrolio.

S.O.: Sara' quindi un tipo di democrazia sociale radicale?

M.L.: Il termine democrazia sociale non mi piace. Ritengo che sia in atto un processo rivoluzionario, il cui esito non e' ancora chiaro. Credo che per la
costituzione e per i sentimenti dello stesso Chavez sia vero che la rivoluzione
debba continuare e diventare una rivoluzione socialista. Ma ritengo che questa
non sia una situazione che cade dal cielo, e che il fattore fondamentale sia
questo tipo di crescita delle capacita' delle persone, che si sta attuando attraverso
le loro battaglie. Non esiste formula in grado di predire chi vincera'. Ma la questione 'chi vincera'' rimane aperta. La risposta sara' determinata dalle lotte del popolo.

Note:

Originale: SevenOaksMag.com

traduzione di Simona Riva a cura di Peacelink

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