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Oltre ottomila gli iscritti ai seminari per un'altra America Latina possibile

Cile: La repressione dei carabineros non riesce a fermare le iniziative anti-Apec del Social Forum

La risposta violenta della polizia ha ricordato i peggiori anni dell’era-Pinochet
25 novembre 2004 - David Lifodi
Fonte: www.selvas.org "Cile: successo e repressione sul Forum Sociale"
- 25 novembre 2004

I principali mezzi di comunicazione italiani si sono limitati a parlare del vertice Apec, (l'organizzazione di cooperazione economica Asia-Pacifico) che si è tenuto pochi giorni fa a Santiago del Cile, soltanto in chiave economica, tralasciando del tutto le proposte emerse dai movimenti sociali per un'altra America Latina possibile.
Il Forum Sociale Cileno non si è limitato a contestare il vertice Apec per le sue politiche di sfruttamento ed esclusione, ma ha denunciato con forza il tentativo di governi e multinazionali di ridurre al silenzio i movimenti rivendicando al tempo stesso quei diritti civili, sociali e politici finora sempre calpestati, come era scritto nel documento "No al comercio contra los pueblos" redatto dal Coordinamento delle organizzazioni e delle comunità Mapuche durante i giorni del contro vertice.
Purtroppo, possiamo dire che ancora una volta invece sono stati calpestati i diritti più elementari, principalmente quello di manifestare. Se la partecipazione ai seminari è stata notevole e al corteo organizzato dal Social Forum Cileno hanno partecipato oltre cinquantamila persone, esercito e polizia hanno attaccato con estrema violenza i manifestanti (compresi bambini, anziani e madri di famiglia) con la scusa di fermare il lancio di sassi da parte di un gruppo anarchico.
Il racconto di Selvas.org, presente con un suo inviato, afferma che i carabineros hanno utilizzato dei sistemi di repressione degni del governo Pinochet, e del resto questo non sorprende più di tanto in uno stato dove il Presidente Lagos, socialista a parole, ma in realtà tra i maggiori sostenitori delle politiche liberiste e di privatizzazione imposte senza troppe difficoltà dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, ha ridotto il paese in estrema povertà.
Nonostante governo e grande stampa si siano serviti di questi episodi per criminalizzare il movimento altermondialista, in realtà sia gli incontri organizzati dal social forum che la manifestazione sono stati un vero successo, anche per la composita e variegata presenza di attivisti per i diritti umani, ecologisti, pacifisti, giovani universitari, vecchi sostenitori di Unidad Popular e le organizzazioni mapuche che in questi anni hanno avuto duecento leader indigeni arrestati dal governo di Santiago.
Ai seminari hanno partecipato personalità del calibro di Emir Sader, in qualità di rappresentante del comitato internazionale del Forum Sociale Mondiale e Bernard Cassen per Le Monde Diplomatique, ma soprattutto ben 8300 attivisti si sono iscritti ai laboratori tenutisi presso l'Accademia Umanistica Cristiana, tra cui moltissimi giovani e questo fa ben sperare poiché è sempre maggiore il numero di coloro che vogliono evitare di vedere il loro continente trasformato nel cortile di casa di Bush e ridotto a territorio di conquista per esperimenti economici di liberismo sfrenato.
Proprio Emir Sader alla chiusura dei lavori, riporta Selvas.org, ha affermato: "Se il sogno del socialismo popolare di Allende è sopravvissuto di fronte ad una terribile dittatura come quella di Pinochet, se duecento organizzazioni di base si sono incontrate ieri in una storica marcia pacifica con oltre 50000 attivisti che non si vedevano insieme dall’epoca del 1989 con il plebiscito contro Pinochet, un altro Cile è possibile…". Noi non possiamo far altro che concordare e unirci a questo auspicio.

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