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Cile: Due rapporti su torture e repressione durante la dittatura di Pinochet

Il primo è stato elaborato dalla Comisión Nacional sobre Prisión Política y Tortura ( o Commissione Valech * ) - di nomina ufficiale - e reso pubblico dal Presidente cileno Ricardo Lagos.
Il secondo rapporto - intitolato "Nosotros, los Sobrevivientes, Acusamos" - appartiene alla Coordinadora di ex-prigionieri politici di Santiago e - a differenza del primo - contiene centinaia di nomi di personale della dittatura.
9 dicembre 2004
Fonte: Comisión Nacional sobre Prisión Política y Tortura, Cile
Coordinadora de ex Presas y ex Presos Políticos, Santiago, Cile

Liberazione
29 novembre 2004

LAGOS PRESENTA AL PAESE RAPPORTO SU TORTURA, PENSIONE PER LE VITTIME

“Una verità che ci era dovuta per completare l’opera di riparazione e fare giustizia”: così il presidente della Repubblica cilena Ricardo Lagos ha presentato ufficialmente al Paese, nel corso di un discorso radio-televisivo, il rapporto della Commissione nazionale sulla detenzione politica e la tortura (‘Comisión Nacional sobre la Detención Política y la Tortura’), presieduta dal vescovo cattolico Sergio Valech e consegnato dopo un anno di lavoro nelle sue mani lo scorso mercoledì 10 novembre.

Nel documento, rimasto fino a ieri segreto, sono contenute le testimonianze di 35.000 persone che subirono tortura durante la dittatura di Augusto Pinochet Ugarte (1973-1990); i racconti sono stati raccolti in tutto il Cile e in altri 40 Paesi, attraverso le delegazioni diplomatiche.

Lagos, dichiarandosi “commosso” dai contenuti del rapporto, ha affermato che “se è stata compromessa la responsabilità di agenti dello Stato” in quegli anni e a causa degli atti di barbarie commessi dalla dittatura, allora “lo Stato deve adottare delle misure per rimediare agli effetti di tanto dolore”. Per questa ragione il presidente della Repubblica ha annunciato il prossimo invio al Parlamento nazionale (il Congresso) di un progetto di legge che prevede il riconoscimento di una pensione vitalizia di 112.000 pesos (pari a circa 150 euro) oltre ad alcuni benefici per la casa e la salute a favore delle 35.000 vittime delle torture del regime pinochetista.

“Come abbiamo potuto vivere 31 anni in silenzio, un silenzio che ha accresciuto il danno delle sofferenze di quello che abbiamo voluto occultare? Sono state vite distrutte, coperte con una spessa coltre di silenzio, e questo doveva finire” ha detto un Lagos visibilmente teso, ricordando che la prigione politica e le torture rappresentarono una pratica istituzionalizzata durante i 17 anni del regime, nel corso dei quali furono almeno 3.000 gli oppositori politici assassinati. Misna

http://www.liberazione.it/notizia.asp?id=3451

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Corriere Canadese
11 novembre 2004

Il rapporto sulle torture in mano al presidente

Pressione dell'opinione pubblica. «Pubblicatelo»

Il presidente cileno Ricardo Lagos ha definito ieri una esperienza inedita a livello nazionale ed internazionale' il rapporto della 'Commissione sulla prigione politica e la tortura' che riassume gli orrori commessi dalla dittatura di Augusto Pinochet fra l'11 settembre 1973 e il 10 marzo 1990 contro 35.000 oppositori. I due tomi del documento, frutto di una minuziosa indagine realizzata in ogni angolo del paese a partire dal novembre 2003, sono stati consegnati al capo dello stato dal presidente della Commissione, arcivescovo Sergio Valech, in una cerimonia avvenuta nel Palazzo della Moneda di Santiago del Cile.

Il rapporto elenca con dovizia di particolari le abominevoli pratiche a cui hanno fatto ricorso, soprattutto nei primi due anni della dittatura, tutte le armi dell'esercito, la polizia e i servizi segreti per reprimere gli oppositori politici.

Il segretario generale della presidenza ha indicato che Lagos nel colloquio durato oltre un'ora ha espresso riconoscimento alla Commissione ed assicurato che dopo un attento esame prenderà le opportune decisioni.

Sul fatto che per il momento il Rapporto resterà riservato, l'avvocatessa Pamela Pereira ha espresso perplessità e critiche, visto che a suo avviso «il paese ha la maturità sufficiente per leggere un documento di questa natura allo stesso tempo del presidente».

Fornendo alcuni elementi sul lavoro fatto, la vicepresidente esecutiva della Commissione, Maria Luisa Sepulveda, ha assicurato che il Rapporto «è rappresentativo per dimensioni e luoghi coinvolti» di quanto è successo durante la dittatura. Il testo divide in tre periodi la pratica della tortura alla fine in Cile. Il primo si concentra nel 1973, il secondo illustra l'attività della temibile polizia politica e terzo dell'organismo che di quella prese il posto, la Cni.

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=33306

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Reporter Associati, Italia
07 Dec 2004
CILE: RAPPORTO ‘ALTERNATIVO’ SU TORTURE SOTTO PINOCHET

Santiago - 07 Dicembre 2004 -- Un gruppo di ex-detenuti politici cileni ha diffuso un documento contenente i nomi di 2.000 presunti torturatori, incluse numerose donne, attivi durante il regime di Augusto Pinochet (tra cui 973-’90).

Il dossier, intitolato “Nonostros, los sovrevivientes, acusamos” e presentato in una conferenza stampa a Santiago presieduta dalla direttrice della ‘Coordenadora de ex-presos y presas políticas’, Liliana Masson, contiene anche un elenco di sospetti centri di detenzione clandestina e di diverse tipologie di tortura inflitte agli oppositori della dittatura.

Il testo include una lista di presunti collaboratori dei torturatori, tra cui avvocati, medici, giornalisti e imprenditori accusati di coinvolgimento in violazioni dei diritti umani. La signora Masson ha spiegato che il documento della ‘Coordenadora’ va inteso come “rapporto alternativo” a quello stilato dalla ‘Comisión Nacional sobre la Detención Política y la Tortura’, presieduta da monsignor Sergio Valech, contenente le testimonianze di 35.000 persone che subirono tortura sotto Pinochet.

Il governo ha deciso di mantenere segreti per un periodo di 50 anni i nomi dei sospetti torturatori individuati dalla cosiddetta ‘Commissione Valech’, decisione che ha contrariato la ‘Coordenadora de ex-presos y presas políticas’.

“Senza tutta la verità non si farà giustizia, né costituiranno degne forme di riparazione i risarcimenti previsti per le vittime” ha detto la signora Masson. (MISNA)

http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=4825

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La Nación, Chile
6 de diciembre de 2004

Tortura: Entregan documento "Nosotros, los sobrevivientes, acusamos"

En el texto de cerca de 500 páginas se entregan testimonios de las víctimas y se adjunta los nombres de civiles y militares que supieron de violaciones a los derechos humanos. En el gobierno se indicó que es válido entregar estos informes aunque se cuestionó estigmatizar por la prensa a personas que tal vez no sean responsables de ilícitos.

Un total de mil 900 nombres, entre miembros del Ejército y las otras ramas castrenses hasta civiles incluye el informe preparado por la Coordinadora de ex Presas y ex Presos Políticos de Santiago titulado “Nosotros, los Sobrevivientes, Acusamos”, en que se entregan detalles de las violaciones a los derechos humanos cometidos durante la dictadura, pero con la diferencia fundamental de acusar a personas con nombre y apellido de la participación en ilícito.

En el documento que surge a pocos días de la difusión del informe Valech pone en jaque el rol de la prensa durante el régimen militar, lanzando dardo hacia directores de medio que no cuestionaron la línea marcada por las autoridades de la época y en que incluso sale a la palestra el nombre de Joaquín Lavín en su calidad de ex editor del diario El Mercurio.

Al respecto el documento señala: Joaquín Infante, editor general de El Mercurio

director de El Mercurio a esa fecha era el propio Agustín Edwards Eastman, el cargo de editor de los servicios informativos lo ocupaba Pablo Illanes.

Operación Albania. El 17 de junio, El Mercurio tituló: En Tres Enfrentamientos en Las Condes y San Miguel Fueron Abatidos 11 Integrantes del FMR. Las crónicas interiores están cuajadas de falsedades, como probó la investigación judicial".

Mención especial recibe por cierto, los generales (r) Augusto Pinochet y Alejandro Medina Lois, además del fallecido almirante José Toribio Medina, ex integrante de la junta de gobierno.

El documento, señalaron sus creadores, se obtuvo gracias a la recopilación de testimonios de ex detenidos, información de prensa y archivos obtenidos desde los tribunales.

De inmediato el gobierno reaccionó al documento y fue el ministro Francisco Vidal, en su calidad de vocero de La Moneda, quien planteó que estas organizaciones “están en su derecho a hacer ese informe. Obviamente el gobierno se queda con el planteamiento del Presidente. El informe del gobierno es de carácter moral y lo que pretende jamás fue constituir un tribunal, lo que pretende ese informe del gobierno, que se va a complementar con la ley de reparaciones que se enviará esta semana al Parlamento, es que algo que estaba debajo de al alfombra, se conozca”.

Vidal planteó que efectivamente “hay muchas observaciones respecto del informe, pero yo diría como reflexión que frente a ese informe, que por su volumen, lo estamos conociendo de a poco: yo creo que las acusaciones a determinadas personas en el Chile democrático tienen que hacerse en el lugar que corresponde: los tribunales de justicia, porque no podemos hacer con otros lo que alguno de esos otros hicieron con la ciudadanía en Chile durante la dictadura: estigmatizar, colocar conductas determinadas en personas determinadas. El único poder del Estado, en Chile, para hacer eso son los tribunales de justicia”.

Consultado si está de acuerdo en la difusión de nombres en el documento, la autoridad sostuvo que “están en su derecho, lo que quiero decir es la señal más de fondo: si alguna persona estima, porque de hecho varios de los nombres que ahí aparecen como torturadores están procesados, pero en aquellos ámbitos que dicen relación con la labor de civiles y la prensa, si alguien quiere acusar a alguna de esas personas, el mecanismo son los tribunales”, agregó en tono de pregunta: “¿Qué aprendió Chile de la dictadura?: que no se puede estigmatizar personas por los medios de prensa. Las personas tienen que ser acusadas, si tienen mérito para ello, en los tribunales y por eso, el gobierno va a perseverar en lo que ha sido su eje, dimos a conocer el informe sobre tortura hace dos domingos atrás, enviaremos el proyecto de ley de reparaciones y ese es el camino. Y como lo dijo ayer el Presidente en entrevista con un diario español: la tarea nuestra, a través de la comisión, fue dar a conocer el horror de la tortura, La tarea de buscar responsabilidades, corresponde a otras instancias y/o a las personas que se sientan afectadas”.

http://www.lanacion.cl/prontus_noticias/site/artic/20041206/pags/20041206123610.html

Note:

1) Rapporto della Comisión Nacional sobre Prisión Política y Tortura ( o Commissione Valech )
che si può leggere nel sito web della Presidenza della Repubblica del Cile in:

2) Rapporto “Nosotros, los Sobrevivientes, Acusamos”
della Coordinadora de ex Presas y ex Presos Políticos di Santiago del Cile
che si può leggere in:

PARTE I : http://www.elmostrador.cl/c_pais/presos1.pdf

PARTE II: http://www.elmostrador.cl/c_pais/presos2.pdf

http://www.presidencia.gob.cl/view/viewInformeTortura.htm
* Integranti della Comisión Nacional sobre Prisión Política y Tortura ( o Commissione Valech) in: http://www.sepiensa.cl/edicion/index.php?option=content&task=view&id=416

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