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Nicaragua: tensioni crescenti nel paese

15 dicembre 2004 - Giorgio Trucchi (Responsabile settore informativo Associazione Italia-Nicaragua)

Dopo le minacce, nemmeno tanto velate, del Presidente Bolaños di dichiarare uno Stato d'Emergenza, i deputati dei due partiti maggioritari (Fsln e Plc) hanno fatto quadrato intorno alle riforme costituzionali approvate fino ad oggi e domani si apprestano ad approvare il Bilancio Generale della Repubblica. Rispetto al Bilancio presentato dal Presidente, i deputati hanno apportato una serie di modifiche che favoriranno vari settori della società e organi dello Stato. Viene aumentato il budget del Ministero della sanità e quello dell'educazione, quello della Polizia, della Corte Suprema de Justicia e per la prima volta nella storia, verrà concessa una somma di denaro statale ai bananeros ammalati a causa del Nemagòn per le spese mediche. Per poter fare questi cambiamenti, i deputati hanno diminuito i fondi della Presidenza della Repubblica e hanno obbligato le Imprese Statali (Aeroporti, Impresa del cemento, Cornap) a versare parte dei loro guadagni. E' stata inoltre diminuita la quota di pagamento del debito interno, senza però toccare il pagamento degli interessi dei CENIS (Titoli di Stato) che sono in possesso delle banche (circa 900 milioni di cordobas sui 3 mila milioni che é il totale del debito interno). Non è invece stato toccato il tetto massimo di spesa (circa 16 mila milioni di cordobas che equivalgono a circa mille milioni di dollari) per evitare ripercussioni sugli accordi presi tra Governo e FMI-Banca Mondiale. Durante la giornata di oggi 14 dicembre, la Asamblea Nacional è stata punto di ritrovo per centinaia di persone appartenenti ai vari settori che rivendicano un giusto adeguamento dei budget che la Asamblea dovrà approvare entro domani 15 dicembre. I lavoratori della Sanità sono in sciopero da tre giorni e in tutto il paese sono state sospese visite e operazioni, accettando solo i casi d'emergenza. Il settore Educazione ha già dichiarato che gli aumenti di budget proposti dai deputati darebbero un aumento minimo ai miseri stipendi di maestri e maestre e quindi hanno già dichiarato uno sciopero ad oltranza che impedirà le iscrizioni per l'anno scolastico 2005 e l'avvio del nuovo anno previsto per i primi di febbraio. Anche le università sono in subbuglio e nonostante la vicinanza della fine dell'anno accademico, un folto numero di studenti e dirigenti del Consejo Nacional de Universidades (CNU) si è aggiunto ai lavoratori degli altri settori per reclamare ai deputati che venga rispettato il famoso 6 per cento previsto dalla Costituzione e che il Governo, con alcune arguzie tecniche, sta cercando di violare. Anche i Pompieri si sono presentati davanti all'entrata della Asamblea Nacional reclamando aumenti, visto le penose condizioni in cui versa questa istituzione. Per domani è previsto un aumento della pressione che potrebbe sfociare in scontri se non verranno accolte le richieste dei settori in lotta. Contemporaneamente continua a svilupparsi il conflitto tra Potere Esecutivo e quello Legislativo. Sono molte le voci secondo le quali Bolaños starebbe aspettando la chiusura della Asamblea Nacional per decretare l'emergenza e sciogliere il Parlamento e nella giornata di ieri la Convergencia Nacional (insieme di piccoli partiti e personalità che appoggiano il Fsln) ha indetto una conferenza stampa in cui ha rifiutato l'atteggiamento del Presidente della Repubblica, ventilando anche un presunto coinvolgimento degli Stati Uniti in questo piano di destabilizzazione del paese. Bolaños continua a testa bassa con la sua politica di contrapposizione e anche la sua ultima proposta di dialogo resta infarcita di atteggiamenti prepotenti che non rispecchiano la realtà di un'istituzione totalmente sola. Il presidente ha indetto l'inizio del dialogo con le principali forze politiche per venerdì 17 dicembre, dando già un ordine del giorno e i temi da discutere e soprattutto senza consultare i due principali partiti. I deputati, intanto, sono corsi ai ripari approvando una legge con la quale i deputati potranno convocare la Asamblea anche durante il periodo di chiusura e con solo il 30% dei deputati presenti. Le prossime ore saranno decisive e ogni scenario è davvero possibile.

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