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Cile: lettera aperta al Presidente della Repubblica: non c'e' domani senza ieri

8 gennaio 2005 - Associazione di Detenuti e Torturati Poltici
Fonte: Rebelion - 08 gennaio 2005

"Colui che si rassegna ad una situazione di ingiustizia e' suo complice."
Jose' Marti'

Signor Presidente:

Senza alcun dubbio dobbiamo iniziare riconoscendo il suo valore e il suo impegno nel convalidare la celebre frase "NON C'E' DOMANI SENZA IERI" con la creazione della Commissione Nazionale sulla Prigionia Politica e la Tortura. Terminato il lavoro della Commissione, lei informa il Paese di assistere inorridito alle testimonianze delle vittime della tortura. Lei, Signor Presidente, accoglie alcuni suggerimenti di risarcimento proposti dalla Commissione in cui l'ammontare del risarcimento monetario a tanta sofferenza sembra ancora una volta il rovo della discordia.

La valida Commissione, coerente con i Diritti Umani, ha dichiarato quasi tutto all'interno dell'ambito da lei segnalato; a noi rimane qualcosa da aggiungere.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, e ieri i nostri figli sono stati messi in secondo piano nella loro formazione, e da quel ieri anche i nostri nipoti assistono in svantaggio alla crescita individualista, competitiva ed egoista nella nuova struttura elitaria scelta come modello di sviluppo per questo Paese. Tutti loro sono toccati direttamente o meno dall'azione terrorista dello Stato del Cile durante la Dittatura e tutti devono essere raggiunti in forme differenti dal risarcimento.

Abbiamo bisogno di opportunita' reali e finanziate per l'Educazione Superiore dei nostri figli e nipoti, senza prebende di risarcimento ma anche senza ostacoli economici e con i mezzi per la loro sussistenza scolastica.

Dal lato opposto abbiamo gli inventori della "crescita" che si rafforzano grazie ai privilegi che le loro entrate gli permettono, sommati ai vantaggi dell'educazione di un benestante; in questo modo raggiungono quell'efficienza personale e professionale in cui il modello economico li porta a trasformarsi in esseri egoisti che assumono la propria condizione come fosse innata per procedere nel crescente aumento dei propri capitali, scaricando sullo Stato i costi sociali delle proprie azioni.

Di fronte alle proteste contro l'APEC (Asia Pacific Economic Cooperation, n.d.t.), un giornalista le ha suggerito che, non essendo riconosciuto nel suo ruolo, avrebbe dovuto trovarsi tra coloro che protestavano. Lei, Signor Presidente, si e' giustificato davanti al Paese dicendo che e' più importante influenzare dall'interno le organizzazioni che globalizzano il commercio internazionale che rimanere fuori, assistendo ai determinismi del potere economico globalizzato.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, e ieri, molti anni fa, ci portarono ad una guerra fratricida, invademmo il territorio straniero dei nostri fratelli vicini per far prevalere gli interessi economici di aziende inglesi che monopolizzavano lo sfruttamento del salnitro.

Vincemmo...Si', Signor Presidente, con sangue cileno, boliviano e peruviano stupidamente versato vincemmo il territorio nel nord del Cile e con la stessa manipolazione aziendale europea perdemmo a favore dell'Argentina tutta la Patagonia senza versare una goccia di vergogna, oggi con un sottosuolo pieno di idrocarburo.

La sorpresa maggiore arrivo' 20 anni dopo esserci appropriati del deserto con uno sciopero rivendicativo generalizzato da parte degli operai cileni nei laboratori del salnitro protetti da compromessi dello Stato del Cile con l'investitore inglese. Molti operai erano patrioti sopravvissuti alla Guerra del Pacifico o loro discendenti. La Scuola Santa Maria di Iquique si tinse di rosso, fu il testimone della strage indiscriminata di operai cileni e dei loro figli sotto il fuoco incrociato dell'Esercito del Cile.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente e quello ieri e' dimenticato.

Tuttavia e' riuscito ad essere inserito nella Storia Ufficiale del Cile, di più ancora, tutti gli anni celebriamo le gesta eroiche con la deformazione che fa di noi i vincitori. Il popolo salariato del Cile non ha mai potuto godere dei benefici che ha prodotto per l'Inglese con lo sfruttamento del salnitro.

In un contesto di analisi sociale, noi che divulghiamo queste verita' siamo stati incarcerati e torturati, accusati di essere estremisti, istigatori, antipatrioti, umanoidi, agenti di una nazione straniera.

Questo ci ricorda la scuola greca dei Cinici e dei Sofisti in un aborto intellettuale caricaturesco degno di Ripley: quando l'Imperialismo Economico Transnazionale con la collaborazione de "El Mercurio" (quotidiano cileno, n.d.t.) ci accuso' di essere agenti stranieri nel nostro stesso Paese e, nell'assurdo della situazione, tutti i loro figli putativi in Cile gli credettero.

Per continuare la parodia degli avvenimenti assurdi, ora Martinez Busch indica i parametri secondo i quali bisogna scrivere la nostra storia recente.

Come pretende lei, Signor Presidente, di garantire un futuro che riconosca la coraggiosa azione del Presidente Allende? Che cosa ha fatto la storia a Balmaceda? Cosa si dira' della lotta giovanile del compagno Miguel Henriquez, di padre Yarlan, Bautista, Victor e la lunga lista di mille combattenti sociali che gia' non ci accompagnano piu'?

Sono molti fra loro quelli che, con il ricordo di lunghe veglie sognando un mondo migliore, condividono questa missiva.

E' una situazione di principi ideologici, e questi sono sempre spenti, diretti o tergiversati dal Potere nelle mani di persone che rispondono all'interesse economico privato come agenti dominanti e determinanti dello sviluppo nazionale e internazionale.

Senza dubbio l'insegnamento obbligatorio di Filosofia ed Etica, insieme ai Diritti Umani, a partire dall'educazione primaria sarebbe un passo avanti, e con un carico di contenuti sufficienti ad essere requisito obbligatorio per il conseguimento di qualunque titolo professionale. Cosi' potremmo raggiungere una formazione critico costruttiva in due o tre generazioni future, e inoltre la contraddizione del perche' farlo risulterebbe evidente nelle scuole neo-liberali di economia.

Di certo se questo accade, se la gran parte di questo Paese raggiunge una coscienza politica, la nostra lamentevole storia si ripetera'.

Non dobbiamo dimenticare che il Cile venne riconosciuto nel mondo intero per la sua grande educazione, motivo per cui Don Pedro Aguirre Cerda arrivo' a La Moneda con il suo motto "Governare e' Educare". Questo produsse, nelle decadi seguenti, le coscienze che lottarono per i propri diritti per finire, come tutti sappiamo, nell'oscurantismo nel '73 con la morte fisica di tanti professori ed intellettuali e una quantita' maggiore di compatrioti veramente cileni frenati dal terrore.

Il capitalismo non puo' mai permettere che una maniera differente di concepire la convivenza metta in pericolo la propria essenza.

Non puo' permettere che una convivenza nazionale basata sulla solidarieta', basata sulla ripartizione equa, basata sulla soddisfazione dei bisogni generali, possa essere ridotta dall'aumento di denaro e non piu' di produzione per soddisfare delle necessita'. La produzione diventa solo un mezzo, l'aumento di denaro e' la sua dottrina e la sua ideologia e si assume come "unica verita' possibile", senza interessarsi dei cadaveri che rimangono lungo il cammino; e' parte del "costo" e oggi l'adesione circostanziale ai Diritti Umani difesi e' parte del trucco che si puo' permettere.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI", signor Presidente. In quale misura sono colpevoli le Forze Armate del Cile delle atrocita' istituzionali commesse dai suoi membri?

Senza discolpare la loro terribile azione, basti considerare le circostanze.

Correva l'anno 1964 quando alcuni di noi prestarono servizio militare come studenti volontari, aspiranti ufficiali. Ci chiamarono Corso Speciale d'Estate. Si sarebbe provata una nuova modalita' di istruzione che, in seguito, fu estesa a tutto il servizio militare obbligatorio.

Fummo formati all'insegna della "Dottrina di Sicurezza Nazionale", che era parte dei compromessi economici che il Presidente Jorge Alessandri Rodriguez acquisi' dalla civlita' aziendale in rappresentanza dello Stato Cileno a Punta del Este, riuniti sotto il nome de "La Alleanza per il Progresso".

Nell'anno 1964, nove anni prima del '73, ci insegnarono a combattere il popolo: dispersione di manifestazioni urbane, formazione antisommossa, antiguerriglia urbana e rurale, maneggio di esplosivo ed uso di armi di ultima generazione per contenere le "masse popolari sovversive". I nostri superiori arrivavano da poco dalla "Scuola delle Americhe" guidata dagli Stati Uniti a Panama. Li' impararono anche a "ricavare" informazioni dal "nemico", senza curarsi se questo presunto nemico fosse nostro fratello.

Bisognava sostenere l'"ordine sociale" affinche' la classe imprenditoriale potesse lavorare tranquilla nella "crescita del Paese" (sic). Questa era la "Dottrina di Sicurezza Nazionale".

I prosecutori ideologici del presidente Alessandri sono passati dalla "Alleanza per il Progresso" all' "Alleanza per il Cile". Le alleanze continuano ad essere le stesse e sostanzialmente non hanno cambiato i soci commerciali allo scopo di mantenere un popolo sottomesso - che sia attraverso l'alienazione, il consumismo o la forza, se merita essere usata per mantenere l'egemonia del liberismo economico capitalista.

Chi sono i responsabili della preparazione sistematica della repressione e della tortura? Non e' forse quella stessa civilta' benestante che ora rabbrividisce per le atrocita' commesse dai membri delle Forze Armate cilene? Non sono forse gli stessi interessi che lei, Signor Presidente, dice di influenzare a beneficio dello sviluppo economico del Cile nell'APEC? Non e' la stessa ideologia per la quale l'Alleanza per il Cile promuove cambiamenti affinche' quanto vi e' di sostanziale non cambi mai?

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI", signor Presidente. Per tutte le generazioni future vorremmo sbagliarci, ma la strage di Santa Maria di Iquique, lo scioglimento del governo del presidente Balmaceda e del presidente Salvador Allende che davvero cercarono di introdurre dei cambiamenti necessari nella giustizia, sono crudeli riflessi dell'azione dell'ideologia capitalista e nella sua destra riconosciamo
gli autori intellettuali.

In questi fatti tutti gli attivisti progressisti pagarono/pagammo con il sangue, la tortura, la morte per quel coraggio. Testimoni storici pubblici sono Elias Laferte, Luis Emilio Recabarren, Valentin Letelie, Clotario Blest, Salvador Allende e tanti altri leader che fecero dell'umanita' la propria ragione di vita.

Troveremo alcuni fra i responsabili delle esecuzioni e delle torture che riceveranno amnistie o saranno condannati, o semplicemente li raggiungera' l'impunita' o l'oblio dopo la morte. Ma il Potere dialetticamente esercitato nell'ombra, il potere inumano dell'ordine economico elitario ed egoista, nelle mani di pochi che con l'inganno trascinano molti dietro i loro interessi, resta ancora una volta immacolato e rinforzato dietro le atrocita' commesse in suo nome dai suoi servi. Pochi osano contrastarli, sono i padroni del potere economico.

Cinicamente si tratta di cercare le responsabilita' individuali, ma li' sono tutti Pilato: i vecchi impresari, coloro che difendono la propria ideologia e la dottrina hanno visto nel popolo e nella sua lotta rivendicativa un nemico a cui si dovevano sterminare, in modo esemplificativo, qualunque idea o diritto acquisito. Non rivelano piu' la validita' del sistema, i nuovi impresari non si fanno carico delle violazioni dei diritti umani, tuttavia potenziano senza alcun controllo l'ideologia neoliberale patrocinante del terrorismo di stato.

Se l'ideologia neoliberale e' stata la causa del golpe, non importa piu' chi ha agito: devono essere condannati tutti quelli che la difendono, almeno una condanna pubblica, storica e permanente nei programmi educativi della nostra gioventu'.

Ci stiamo inoltrando nel XXI secolo e il "domani SENZA ieri" risulta molto comodo per l'edonismo cirenaico di coloro che rappresentano e adattano dialetticamente le strutture del Potere Economico alle proprie ambizioni personali, nella stessa maniera in cui si e' proceduto alla spoliazione dei popoli originari dell'America emarginandoli, lasciandoli fuori dalla storia, in cui il riconoscimento del modo in cui sono stati calpestati, derubati e sottomessi e' un atto ancora in sospeso dei Diritti Umani.

NO Signor Presidente, NO se si giunge ad un punto finale senza svelare le perverse connessioni del Potere Economico e le sue responsabilita' nell'avvenimento nazionale del '73.

Esigiamo che le ricerche della giornalista Maria Olivia Monkeberg sulla concentrazione del capitale in Cile siano divulgate e analizzate ufficialmente in tutto il Cile; allo stesso modo, la ricerca sul trasferimento delle aziende di Stato attraverso il Capitalismo Popolare, non importa quante volte siano state trasferite, ne' chi singolarmente si sia arricchito: tutti appartengono alla stessa casta plutocratica ed e' quella che si deve condannare piu' che gli agenti individuali che vi abbiano partecipato.

Questo dimostrerebbe realmente la volonta' di riparare il danno al Paese e con quello la nostra dignita'.

Nei grandi successi aziendali troveremo molti tra i responsabili dei nostri orrori, essi devono saperlo, essi devono uscire dall'incoscienza del loro mondo incapsulato ed assumere davanti alla propria famiglia e alla Nazione le conseguenze che le loro azioni e la loro ideologia provocano.

In natura tutti gli animali sono predatori di altri, il neoliberismo fa si' che noi prediamo anche la nostra stessa specie.

Credono di fare bene, credono che sia loro diritto e si sbagliano profondamente, la societa' umana e' un'interazione dialettica in cui tutti siamo utili, necessari e abbiamo il diritto ad esistere degnamente. Stanno condannando agli scontri le nostre generazioni future, la loro stessa discendenza.

Lei, Signor Presidente, ha segnalato che l'intero risarcimento monetario e' poco rispetto al danno causato. Siamo d'accordo con lei, Signor Presidente, ma e' ancora minore quando alleviamo i nostri figli per azione e/o riflesso di un'impronta umanista e solidale, critici verso l'egoismo che rende un uomo di successo il manager aggressivo dell'ambiente produttivo commerciale e finanziario. In altre parole noi e i nostri figli NON possiamo competere perche' la nostra formazione umanista e solidale e' uno svantaggio formativo per il successo economico nel modello che lei rappresenta e, inoltre, non ci riesce la speculazione su cui basa il suo successo.

Questo modello, efficientemente maneggiato dai Governi della Concertacion de Partidos por la Democracia, e' la continuazione di cio' che i civili del Governo terrorista della Dittatura plasmarono dopo essere stati scelti e preparati a Chicago e in altre scuole economiche dieci anni prima per radicalizzare il liberismo senza limiti dopo il Golpe Militare.

Li' i cosiddetti "Chicago-Boys" impararono e in seguito applicarono la loro strategia . Attraverso il cambio di valore della moneta espropriarono legalmente il potere d'acquisto dei salari che avevano raggiunto i lavoratori in Cile e parallelamente fecero fallire la banca commerciale che piu' era legata allo Stato attraverso la CORFO (Corporacion de Fomento de la Produccion, n.d.t.) cedendo a bassissimo valore l'area privata anche se non avevano mezzi per il suo investimento, come tante buone imprese che appartenevano a tutti i cileni.

Questa espropriazione si realizzo' attraverso una grande inflazione che in breve tempo favori' la capitalizzazione della piccola e media impresa che tesaurizzava beni. Tali beni aumentavano il suo plusvalore mentre diminuivano i costi di produzione. La vertigine lucrativa obnubilo' le persone che vi erano coinvolte, rendendole ferventi seguaci della Dittatura. In seguito, una volta consolidato il potere, gli economisti hanno manovrato abilmente una crisi attraverso cui, con movimenti macroeconomici sempre giustificati, hanno espropriato agli stessi piccoli e medi produttori che prima si erano alleati e arricchiti, questa volta a favore del sistema finanziario dominante gia' consolidato sotto interessi privati nazionali e internazionali, in accordo con le grandi imprese con tendenza al monopolio chiudendo cosi' il circolo strategico di dominazione.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, e lo sa bene l'Imperialismo Economico Internazionale. Per questo, di fronte alla presa di coscienza da parte del popolo lavoratore del merito che gli spetta nella crescita del paese e della possibilita', una volta organizzatisi, di negoziare il proprio apporto alla crescita, il capitalismo imperialista ha sviluppato la "Dottrina di Sicurezza Nazionale", l'ha condizionata al credito esterno, l'ha implementata attraverso le Forze Armate in Cile e ha preparato sistematicamente e ordinatamente il fine dei processi rivendicativi dei lavoratori e il loro governo democraticamente eletto nell'anno 1970.

Tutta l'imprenditoria nazionale e' stata un alleato strategico in questa sinistra pianificazione, esasperando, attraverso i mezzi di comunicazione cospiratori, la paranoia aggressiva propria di colui che basa la propria formazione, sicurezza e personalita' sulla proprieta' privata, trasformando questo bene produttivo e/o di servizio sociale nella propria pelle.

Senza dubbio il terribile buffone strumento di questo intrigo e' stato il Dittatore Pinochet, assolutamente mediocre. Prova ne sia che e' stato l'unico dittatore a passare nel suo paese verso una democrazia nella convinzione di essere riconosciuto come l'eroe dirigente della crescita economica neo liberale (sic) senza sospettare che l'imperialismo di sempre, oggi che l'anziano non serve a nulla, svela le proprie azioni criminali segrete e il denaro incoerentemente accumulato in banche estere. Che cosa penseranno le signore benestanti che hanno donato le loro gioie per la "ricostruzione nazionale"?

- Povero Augusto come lo diffamano, pure menzogne, la ricompensa del Cile, non puo' essere vero; MA LO E'.

E' stato l'imperialismo economico e i suoi subalterni a preoccuparsi della formazione di quel gruppo d'elite in economia che sarebbero stati incaricati di fondare il modello che la Dittatura chi ha imposto e che nel suo governo, Signor Presidente, ha mostrato un efficiente continuismo negli elementi che consolidano il potere economico finanziario privato, rafforzando il suo dominio con una forte struttura di servizi per lasciare la produzione e i suoi lavoratori sottomessi al suo orientamento e allo sviluppo speculativo, abbastanza distante dalla necessita' della gran parte dei cileni.

Per loro, il popolo del Cile non costituisce un rinomato mercato da soddisfare, ci considerano solo come manodopera incondizionatamente disponibile, venduta attraverso l'indebitamento che il credito consumista ha trasformato in schiavi incasellati in comode quote mensili.

Il maggior vantaggio del modello e' stato senza dubbio il basso costo della manodopera cilena. Questo significa che esportiamo ricchezza grazie alla poverta' del popolo del Cile, ma lei dice che si deve generare la ricchezza in questo modo perche' la poverta' non si puo' dividere. Speriamo che i nostri bisnipoti non debbano continuare a vedere come si divide la ricchezza nella nostra Nazione, fino al giorno in cui ci sara' un numero sempre minore di persone che non sanno dove investire ne' guadagnare.

Esistono modelli economici per creare ricchezza in altro modo, il capitalismo finanziario privato si e' preoccupato di seppellirli.

Ultimamente all'estero hanno scoperto nuove nicchie di rendimento migliori dell'investimento per sopperire alle necessita' del popolo del Cile. Lo chiamano pomposamente "positivo inserimento del Cile nel mondo globalizzato" con il diritto di proprieta' che si arrogano sopra la parola Cile. Essi sono senza dubbio il Cile, per questo a Cile va cosi' bene.

Cinicamente dichirano di preferire il prodotto nazionale facendoci sentire colpevoli del sussidio mentre quelli e tutto la loro schiera di servi passano l'estate a Cancun praticando l'edonismo che l'ideologia liberale, basata sul successo individuale, assume come naturale.

Quando qualcuno si arricchisce oltre il proprio sforzo produttivo e' perche' con il suo privilegio informativo ha raggiunto una speculazione adrenalinica in cui il suo successo si deve all'appropriazione del lavoro altrui. I rischi li ha corsi solo con i suoi pari, e c'e' sempre uno o piu' che hanno avuto successo; cosi' costruiscono i loro domini e codomini sulla roulette, che il Casino' Imperialista non smette mai di promuovere.

I piccoli e medi imprenditori non si rendono ancora conto che ogni giorno sono piu' vicini agli interessi dei lavoratori a difesa dei propri diritti a partecipare al successo economico che segnalano gli indici, basandosi su formule complesse che non rispecchiano per niente la realta' esistenziale dei diseredati. La diretta colpa delle loro miserie e' delle azioni della Concertacion, la maggioranza popolare sa che la Concertacion e' quanto di meglio ha. Onestamente noi non siamo sicuri che il cammino scelto dalla Concertacion sia quello adatto, signor Presidente, per arrivare all'equita'.

Nell'economia attuale, Signor Presidente, la crescita capitalista e' un fine in se stesso e la necessita' umana non e' prevista come obiettivo, se non ha un potere d'acquisto che la trasforma in nicchia commerciale, motivo per cui la crescente massa di diseredati sara' sempre emarginata dai propri interessi in qualunque parte del mondo in cui si trovi o momento storico si verifichi. Sono un disturbo e una minaccia finche' non escono dalla loro miseria e, in questo modello, chi li tirera' fuori?

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI", e ieri si e' formata la gioventu' di oggi, due decadi di oscurantismo ideologico, due decadi in cui la politica e' andata perdendo prestigio, senza formazione filosofica ne' etica, due decadi di terrore tra la gente, educando la nostra gioventu' imprigionata davanti al televisore dove i sogni dei bambini hanno preso forma tra i bellicosi supereroi giapponesi e le "eroiche" gesta militari. La mancanza di opportunita' di lavoro ha fatto germogliare gli immaginari mondi infantili dal televisore alle azioni reali di delinquenti di professione che molti di loro, senza migliori alternative, hanno seguito nella professione.

Cosi' si legano le circostanze e le minacce devono essere controllate, smettendo di costruire uno stato repressivo...la gente finisce per richiederlo.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, cerchiamo gli errori di ieri, cerchiamo l'immenso potere comunicativo e formativo che ha questa cassetta televisiva che assorbe l'attenzione delle famiglie, diretta da un principio nettamente speculativo-commerciale in cui in forma subliminale si generano risentimento e odio, mentre si penetra allo stesso modo con l'ideologia capitalista e il suo liberismo individualista esasperato.

Diverso dev'essere il giudizio su alcuni delinquenti di professione che nel parossismo della loro liberta' benestante hanno approfittato del bisogno altrui per comprare soddisfazioni sessuali deviate. O su quelli che, protetti dal liberalismo per le loro aziende, offrono denaro che oltraggia i funzionari che lo ricevono e insieme esalta i propri pari, ai quali giunge da tutto questo un gran beneficio.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, e orgogliosi assistiamo al progresso tecnologico del paese. Macchine moderne e sofisticate rimpiazzano la manodopera cilena inseguendo la produttivita, abbassano il potere d'acquisto interno e si verifica la terribile incongruenza per cui i crescenti bisogni popolari non costituiscano una nicchia commerciale la cui soddisfazione sia un'attrattiva per l'imprenditoria.

Signor Presidente, questo Cile non e' quello che desideriamo per i figli della nostra patria che tanto amiamo. Non possiamo permettere che ci trasformiamo in uno Stato di polizia difendendo quelli che hanno da quelli che non hanno, con differenze che vanno da una sigaretta fino ai braccialetti di localizzazione GPS che domani saranno messi ai combattenti sociali.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, e come crede lei, Signor Presidente, che reagiranno i partiti politici che rappresentano il Potere Economico soggiacente?

Sublimeranno le proprie responsabilita' incolpando lo ieri rivendicativo dei lavoratori durante l'Unita' Popolare e incolpando coloro che hanno praticato la tortura sui nostri corpi. Incolperanno vittime e carnefici e finalmente proporranno un risarcimento economico superiore a quello che lei ha proposto, il cui obiettivo sia l'indebolimento delle risorse dell'agire sociale dello Stato.

Categoricamente NON dobbiamo accettare questo, Signor Presidente.

Il pagamento dei risarcimenti per la prigionia politica e la tortura DEVE essere sufficiente ad indennizzare il danno causato e DEVE essere il frutto della massima espressione della struttura economica. La stessa struttura a causa della quale proponiamo una tassa permanente sulle transazioni bancarie e, Signor Presidente, crediamo che la maggior parte del paese sia disposta a farsi carico di questo costo e di quanto comporta.

Ovviamente l'elite del sistema finanziario, in questa situazione, non sara' d'accordo e gridera' esasperata all'apocalittica fine del sistema e le gravi conseguenze per il resto del paese - che non sono queste le garanzie per le quali gli investitori stranieri...bla, bla, bla...OSI, Signor Presidente, che, come sempre, non succedera' niente di tutto cio' dato che esso continua ad essere un eccellente affare, di certo complicherebbe molto di piu' le cose se diventasse un precedente per altre nazioni. E, in questo scenario, chissa' che il Papà del Nord non ci dichiari terroristi.

Don Herman bestemmierebbe nei suoi costosi completi con il boato caratteristico della sua figura imperiale, ora che e' a capo del sistema finanziario, produttivo e commerciale, uniti sotto il suo mandato, se vedesse sminuita la plutocrazia raggiunta con la sua distaccata capacita' di negoziazione.

Il totale del risarcimento attraverso il vitalizio proposto come risarcimento e' accettabile sempre che si cancelli l'ammontare accumulato dal nostro primo giorno di detenzione ad oggi.

Sarebbe un risarcimento equo e possibile se possedessimo una piccola parte degli interessi che l'incasso bancario lucra senza una sua protezione ai proprietari dei servizi finanziari. La FE' che hanno creato intorno al Denaro permette loro di prestare dei soldi che non esistono e che tuttavia circolano come cifre. Se esigessimo tutti il nostro denaro depositato in uno stesso momento, lei sa bene che il sistema non sarebbe protetto.

Abbiamo visto passare per il Paseo Ahumada camionate di carta moneta dalla Banca di Stato per sostenere le casse del Banco Cile, che non riuscivano a coprire i ritiri dei propri depositari durante la crisi. Lo si doveva aiutare perche' poteva restare in evidenza l'insolvenza del sistema finanziario di fronte a quello che chiamano una "corrida" e poteva trascinare altre entita' bancarie.

Il migliore esempio che abbiamo e' la crisi in Argentina, dove gli investitori hanno contribuito concretamente con denaro fiduciario e, quando si e' generato il panico finanziario, gli azionisti con informazioni eccezionali hanno ritirato il proprio denaro in contanti reali lasciando il denaro nei numerali dei depositi senza il corrispondente denaro reale per i conti correnti dei proprietari di tale denaro.

Questo e' il grande privilegio del sistema bancario: puo' generare e prestare denaro che non esiste, protetto dalla velocita' della circolazione, e incassare attraverso quello un utile senza averci messo alcun denaro proprio; contribuiscono soltanto alla degenerazione della sua struttura operativa e si avvalgono della FE' che gli usuari hanno nel sistema. Pedro Vuscovic, Ministro del Governo dell'Unita' Popolare, ha voluto fare di questa caratteristica del sistema monetario un servizio sociale dello Stato per una crescita appropriata del Paese, quando si sono resi conto che NON potevano permettere che questo avesse successo.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, il risarcimento per 31 anni di avvenimenti DEVE ESSERE ADEGUATO, i nostri compagni stanno morendo, per molti NON CI SARA' DOMANI frutto dello IERI, paradosso reale stando a quanto lei indica. Di sicuro ci lasciano indietro a causa della tortura di ieri, molti di loro non sono in grado di procurarsi i medicinali e l'assistenza che potrebbero prolungar loro la vita o supplire agli handicap fisici che li affliggono.

Nel giusto risarcimento del danno provocato dallo Stato durante la Dittatura, si deve differenziare il reddito per esenzione, che per la giustizia e' un diritto lavorativo arretrato, e il risarcimento per prigionia e tortura che e' un dovere dello Stato Cileno nei confronti di coloro che hanno subito del suo abuso. NON c'e' motivo per cui le due debbano o possano essere confuse o assimilate.

Non sono elemosine, sono doveri differenti dello Stato Cileno, molto minori di quelli assunti da questo stesso Stato senza motivo ne' merito di fronte alla Banca Internazionale per evitare il fallimento del sovraindebitato sistema bancario privato del Cile nella storia economica del Governo di Pinochet che alla fine ha pagato tutto il popolo del Cile con un impoverimento generalizzato.

Nel transito concordato dalla Dittatura alla democrazia e' stato concesso alle Forze Armate il diritto autonomo di amministrare il proprio blancio a partire dal 10% della vendita lorda di rame di Codelco. Nessuna istituzione dello Stato ha un simile privilegio, ne' esiste un altro Governo democratico nel mondo che se lo permetta.

Come se fosse poco, le cose sono migliorate ancora per i Signori della Guerra e oggi quel 10% espresso dalla capacita' di acquisto e' incrementato di un 1000% in questo ultimo anno, tanto grazie al prezzo stabile del metallo quanto per l'efficiente aumento produttivo e il ribasso nel cambio monetario. Lei senza dubbio puo' probatoriamente informarci sulla reale situazione di queste cifre.

Le Forze Armate cilene hanno avuto la responsabilita' diretta nei fatti che portano a questo risarcimento, dato che nella magistratura non dovranno contribuire con nessuna risorsa finanziaria per il risarcimento che devono sostenere in qualita' di carnefici istituzionalmente riconosciuti, anche se eufemisticamente dicono che si fanno carico solo moralmente della denigrante partecipazione dei propri membri.

Quando il signor Cheye passera' dalle parole ai fatti concreti di un risarcimento reale per il danno causato, i soli che lo criticheranno saranno quelli dei quali si fa coraggiosamente carico la riparazione della propria istituzione.

Storicamente, durante il governo di Pinochet fu trasferita alla Banca Centrale la meta' del capitale della Banca di Stato per lasciarlo a parita' di condizioni alla Banca Privata (Bardon???...sic, altro regalo dello Stato?).

Se fosse necessario, suggeriamo la vendita di questa Banca, a questo punto e' un comparente in piu' della Banca Privata che non offre allo Stato Cileno che lei governa dei vantaggi superiori a altri cento commercianti del Denaro, e non offre una maggior garanzianeanche al Cile e ai cileni. Per i suoi usuari l'unico beneficio che ne consegue e' l'ingente quantita' di succursali su tutto il territorio nazionale, tranne il fatto che, per ragioni comprensibili di amministrazione, e' decisamente meno piacevole per l'usuario bisognoso, e nella speculazione finanziaria senza dubbio sono intempestivi (meno a rischio) nel produrre i grandi utili dei privati.

Quello di cui siamo pienamente convinti e' che lei NON PUO' NE' DEVE permettere che le spese prodotte da questo giusto risarcimento dello Stato Cileno nei confronti delle vittime della prigionia politica e della tortura si realizzi nell'indebolimento dei piani di assistenza sociale, sanitaria, educativa ne' abitativa assegnati alla maggior parte di poveri del nostro Paese.

Per noi percepire risarcimenti economici a scapito dei piu' bisognosi sarebbe un'ulteriore umiliazione alle tante ricevute e a cui non siamo disposti.

Se fosse cosi', NON lo vogliamo.

NON SONO I POVERI AD ESSERE IN DEBITO, al contrario, essi stessi continuano ad essere vittime del sistema che lei amministra. Tuttavia c'e' un crescente numero di "persone di successo" che sono nate dall'esito speculativo, prodotto dell'informazione privilegiata a cui hanno accesso. E' anche a loro, al mercato di intoccabili che bisogna volgere lo sguardo.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, in questo contesto indichiamo la necessita' di riscrivere la storia ufficiale del Cile dal Mapunche Wajontu Mapu (territorio occupato dalla Gente della Terra) fino alla fine della Dittatura, in base ad un metodo scientifico di ordinamento dei dati che permetta di determinare azioni e conseguenze, al di la' di coloro che le hanno realizzate.

E' trascorso il tempo sufficiente per poter interpretare i fatti passati senza passioni soggettive, dato che non abbiamo neanche bisogno di eroi nazionalisti con piedi di fango.

Abbiamo bisogno di relazionare gli interessi e le azioni economiche dominanti con le azioni umane nelle diverse richieste dei gruppi di interesse sociale in azione che sono quelli che, alla fine, determinano il corso della storia.

Le nostre parole finali siano per i nostri aguzzini. Devono prendersi la propria responsabilita' senza rancori, con la chiarezza che ci apporta la giusta aspirazione per un domani migliore.

Con gran dolore, molti di noi hanno compreso che la maggioria di essi sono vittime tanto quanto noi, naturalmente con altre conseguenze e pensioni che sfiorano il lusso. Non e' colpa vostra se, fra le menzogne e le paure, le vostre gerarchie abbiano sistematicamente fatto scattare in voi le psicopatie, tutti abbiamo delle tendenze, ma la gran parte e' capace di mantenerle in equilibrio. E' questo che fa di noi delle persone normali e umane.

Non cosi' voi, che vi assumerete la vostra coscienza fino alla morte senza spiegarvi come abbiate potuto commettere quei sadismi, quelle bassezze. L'ultima condizione inumana non castiga una bestia come voi avete punito noi. Il Cile e tutta l'umanita' provano la perplessita', la pena e il disprezzo che voi sapete; questo non vi lascera' in pace finche' il pentimento sincero vi conduca alla catarsi del riconoscimento pubblico dei vostri atti sui quali i vostri superiori portano il marchio del tradimento.

La tortura non sarebbe mai stata tanto crudele se noi tutti avessimo dato un minuto di ogni ora per metterci nei panni dell'altro. Anche voi, signori imprenditori, il mondo sa che sulla vostra coscienza pesa la grande responsabilita', su tutti voi manipolatori del capitale, sui vostri interessi e sulle conseguenze.

Grazie Signor Presidente, grazie monsignor Valech, grazie a tutti coloro che hanno lavorato nella Commissione, e' il Cile intero che deve ringraziarvi per avergli concesso la salute mentale di conoscere cio' che l'oscurantismo mediatico complice ha nascosto per tanti anni.

Per favore, non pensate che questo sia successo solo in Cile. Lei, Signor Presidente, sa bene che oggi i Diritti Umani continuano ad essere trasgrediti sistematicamente in tutti i luoghi in cui un popolo oppone resistenza all'apertura di potenziali nicchie commerciali di cui il capitalismo ha bisogno per la sua insaziabile crescita.

L'Afghanistan e l'Iraq hanno avuto la sfortuna di avere oro nero nel sottosuolo o di essere zone preferenziali del suo transito ed il capitalismo con la sua travolgente denaturazione dell'informazione si e' fatto vivo per rivalutare le sue industrie di armamenti con inediti e alienanti sotterfugi. Non serve parlare d'Africa e della subdola infiltrazione in tutti i gruppi in lotta, il capitalismo non sara' MAI un agente di pace.

Nel Cile degli anni '70, non hanno potuto sopportare la cilenizzazione del rame e, ancora di piu', quando si e' nazionalizzato pagando con addebiti l'oro rubato.

Per questo, 31 anni fa, hanno incassato con furore sulla nostra dignita', sul nostro dolore e con la morte di molti compagni il prezzo per aver resistito al furto legale dei metalli preziosi, componenti minori del rame, che gli imprenditori stranieri erano abituati a portar via dalla nostra Nazione.

"NON C'E' DOMANI SENZA IERI" signor Presidente, il rame ci appartiene in qualche modo, noi abbiamo pagato con le vite e la tortura affinche' il Cile mantenga il suo stipendio e per questo possiamo ancora sentirci orgogliosi, Codelco non e' ancora stato venduto.

Non e' piu' la nostra dignita' che fissera' la somma del risarcimento, sono le vostre coscienze quelle che devono risarcire se stesse di fronte allo sguardo dei vostri figli. O forse non vi hanno chiesto: Che cosa facevi tu mamma/papa' mentre avveniva la tortura? Continuerete a dire che non sapevate niente? Signori Imprenditori, Signori Giudici, Signori Giornalisti, non provate vergogna di fronte alle vostre famiglie? No, non la provate...

E se veramente desiderate un MAI PIU', dovrete rivedere probatoriamente il contesto dei fatti che qui denunciamo. Per il momento, non promettete quello che non e' tra le vostre capacita' di poter realizzare, e' molto tempo che noi abbiamo smesso di credere possibile un "mai piu'" nel modello neocapitalista globalizzato.

Degli atti di trasformazione-umanizzazione del sistema capitalista sono fatti che attenterebbero alla sua stessa essenza. Non si verificherebbero mai. Oggi sono piu' spietati che mai, comunicativamente mascherati nella loro lotta antiterrorista e nella buffonesca alienazione, privilegiando sempre l'individualismo egoista e competitivo come motore dell'economia: e' questo il modello di sviluppo dell'umanita'?

Con questo arriviamo solo ad atti di confronto. Se si neutralizzano i combattenti sociali, lo scontro con la delinquenza dei derelitti sara' permanente e nel controllo di questi sara' lo Stato che si fara' carico dei costi politici e monetari.

Il popolo lavoratore come sempre subira' le conseguenze negative, che siano i combattenti per la rivendicazione sociale o la delinquenza frutto della necessita', scontrandosi con un'altra parte del popolo, assunta come forza repressiva.

Grazie signor Presidente per aver considerato e divulgato pubblicamente il nostro parere. Sicuramente, fino a vent'anni fa, lei avrebbe collaborato ed arricchito questa denuncia. Oggi lei e' un grande "interprete" del possibile, che il mondo politico-commerciale adorna con il meritato titolo di statista. A noi rimane solo da ringraziarla, Don Ricardo e come un tempo augurarle che ritorni ad accompagnarci nella nostra lotta che altro non e' che il tentativo di umanizzare l'essere umano in tutti i luoghi del Pianeta; per quello che ci riguarda, umanizzare le relazioni sociali in Cile.

Testo di denuncia realizzato nel ricordo di tutti gli assenti.

Atte.,

Detenuto e torturato politico N° 8766

Note:

Articolo originale: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=9713

Tradotto da Silvia Corbatto per www.peacelink.it
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