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Nicaragua: Un errore politico

Intervista a William Grigsby, Direttore di Radio La Primerisima
26 gennaio 2005 - Giorgio Trucchi


"La vittoria del Frente Sandinista nelle elezioni municipali è stato un enorme passo in avanti per il partito, indipendentemente da chi lo conduce.
Si è vinto prima di tutto per l’ottima gestione dei sindaci sandinisti in molte piazze del paese. Secondo organismi che dipendono dallo stesso governo, le prinicipali piazze che si sono distinte per la trasparenza e la buona gestione erano in mano alla gestione sandinista.
Un altro fattore è stato il deterioramento delle altre forze politiche troppo vincolate ai casi di corruzione di Alemàn e alla politica portata avanti dal Presidente della Repubblica Enrique Bolaños.
Un terzo fattore è stato la divisione della destra. Se si fa un’analisi del voto a favore del sandinismo e dell'antisandinismo si vede che il primo è cresciuto ma non in modo rilevante, mentre il voto antisandinista è crollato enormemente e si è diviso.
Un quarto fattore è il ruolo della Convergencia Nacional che ha proposto personaggi non legati al Frente, molto conosciuti all’interno del municipio e che quindi hanno saputo attrarre il voto indeciso.
Tutto questo, sommato alla divisione del voto della destra, ha permesso il successo in posti di storica tendenza reazionaria come La Concha e Boaco o la vittoria in tutto il Dipartimento di Masaya.
Il Frente Sandinista dovrebbe ora sfruttare questo grande risultato, non solo per motivi elettorali, ma cercando di incorporare a livello nazionale l'esperienza vincente di questi quadri della base.
Ci sono ex sindaci che hanno appena terminato il loro mandato che sono giovani e che potrebbero dare un impulso rinnovatore all’interno del partito. Al contrario, queste sono esperienze che si perdono perché la struttura del Frente è bloccata ai vertici e non dà spazio a queste nuove generazioni.
A Managua il Frente ha vinto in modo tranquillo rispettando i sondaggi, ma quello che fa più scalpore è che ha vinto con un candidato come Dionisio Marenco, che è strettamente legato a Daniel Ortega e che
durante la Campagna ha dovuto contrastare l'accusa di essere vincolato con l’omicidio del giornalista Carlos Guadamuz.

L'alleanza con il Plc
Con questa vittoria il Fsln si era messo in un’ottima posizione per aspirare alle presidenziali, ma con quello che sta succedendo ora con le riforme costituzionali e il legame con il Partido Liberal Constitucionalista di Arnoldo Alemàn, non ne sono più tanto sicuro.
Che bisogno aveva il Fsln di arrivare a un accordo di tale profondità con il Plc?
Qual è l’obiettivo? Io capisco che un partito abbia un obiettivo e che sacrifichi alcune cose per raggiungerlo, ma non capisco perché sacrificare il prestigio e l’immagine del FSLN legandosi in questo modo alla figura di Alemàn.
Non credo che le riforme costituzionali siano così strategicamente importanti da giustificare un legame così estremo con Alemàn che prima o poi, verrà messo in libertà.
Alemàn sicuramente non sacrifica tutto quello che ha sacrificato, aumentando il potere del Fsln, solo per restare agli arresti domiciliari.
E’ chiaro che il suo obiettivo è quello di un’amnistia o di una completa liberazione e a medio termine questo credo sarà un costo politico molto alto per il Frente.
A questo punto dubito di una vittoria del FSLN nel 2006.

Unità interna del Frente
Capirei questa tattica se l’obiettivo fosse quello di continuare a dividere la destra, ma lo capirei se allo stesso tempo cercassero di fare la cosa contraria all’interno del partito, riunificando il voto
sandinista. Invece sta avvenendo il contrario.
L'ex sindaco di Managua, Herty Lewites, è un uomo che non ha un progetto alternativo, è un uomo del sistema, della borghesia. La borghesia l’ha scelto, l'ha estratto e l'ha accorpato, ma il Fsln sapeva benissimo chi era e nonostante questo l’ha portato al Municipio di Managua.
La strategia del Fsln dovrebbe essere quella di proporre davvero un programma alternativo, confrontarsi con Herty e sconfiggerlo sul tipo di programma. Dovrebbe dare un'immagine di democrazia interna e di apertura e invece lo stanno escludendo fin dall’inizio, senza lottare con lui politicamente e sul programma.
Herty Lewites non può battere Daniel Ortega a una elezione primaria se quest’ultimo lo ubica per quello che è e ciò che rappresenta, ma dovrebbe presentare un progetto alternativo e quindi sarebbe costretto a virare verso sinistra. Dubito che Ortega e il Frente abbiano un programma di questo tipo.
E' per questo che in questo momento Herty vincerebbe e quindi risolvono il tutto escludendolo, ma è un grave errore politico e strategico perché Herty se ne andrà con un’altra forza e dividerà il voto sandinista.
Succederebbe la stessa cosa delle elezioni comunali del 1996 a Managua, quando la presenza del Movimiento Sol di Herty Lewites divise il voto sandinista e il candidato del FSLN arrivò al terzo posto.
Ritornando a quanto dicevo, io quindi capirei il legame con il Plc per consolidare la divisione del voto antisandinista se all’interno del Fsln mi stessi preparando per riunificare il voto sandinista.
E’ un errore cercare di ostacolare Herty Lewites in questo modo, bisogna batterlo da dentro, con un programma e dei contenuti.
In questo modo ti garantisci l’unità della base sandinista e anche chi sta appoggiando Herty Lewites resterebbe legato al partito al momento delle elezioni. Se poi la maggioranza della base scegliesse ancora Ortega come candidato, bisognerà rispettare questa decisione. Se invece lo si esclude a priori avvalendosi di meccanismi legali, non usati tra l'altro quando è stato eletto come candidato al municipio di Managua nel 2000, lo si farà passare come una vittima e lo si avvicinerà alla destra con un buon potenziale per dividerti il voto.
Ortega, inoltre, con queste riforme costituzionali non ha già più bisogno della Presidenza della Repubblica, perché il presidente avrà molti meno poteri e dovrà sempre passare dalla Asamblea.
Il partito invece ha bisogno di vincere le elezioni per operare riforme importanti.
Non capisco davvero Daniel Ortega e mi sembra che ormai sia solo una questione di prestigio personale, di voler a tutti i costi ritornare a essere presidente.
Se il FSLN vuole davvero vincere le elezioni deve mettere un altro candidato, anche della Convergencia.
Non credo nemmeno che la strategia sia quella di perdere la presidenza perchè, comunque, quello che interessa è avere un alto numero di deputati e la figura di Ortega li garantisce nonostante non potrà mai vincere un'elezione presidenziale.

C'è bisogno di riconquistare il Governo...
Il Frente Sandinista ha bisogno di ottenere la presidenza per vari motivi e uno di questi è l’Esercito.
La generazione guerrigliera dell’esercito sta finendo e il prossimo capo dell'esercito nicaraguense, Omar Halleslevens, è l’ultimo di questa generazione.
L'esercito in Nicaragua dal 1990 è sempre stato un elemento fondamentale di equilibrio e ha contato con la presenza costante di alti quadri che uscivano dall'esperienza rivoluzionaria.
La prossima generazione non si sa che cosa porterà e non si sa cosa succederà. Per evitare di avere un esercito nel futuro che non si sa che posizione avrà, bisogna prendere il potere politico per trasformare, per esempio, l’Accademia Militare, per depurare i quadri che gli Stati Uniti e la borghesia hanno infiltrato nell’esercito.
Alcuni di questi hanno già il grado di Generale.
L’esercito in Nicaragua è un elemento vitale per il futuro del paese e se questo esercito non fosse in mano di chi è adesso, probabilmente sarebbe già stato decretato lo Stato d’Emergenza, come ha minacciato Bolaños a seguito del conflitto con il Potere Legislativo.
L'altro motivo è la Polizia.
Si trova in uno stato di decomposizione fortissimo e l'alta gerarchia è molto divisa al suo interno.
C’è una corruzione enorme collusa con il narcotraffico, con il traffico di legname pregiato e i problemi sono enormi.
Anche in questo caso è necessario riprendere il potere per riformare la Polizia. Senza questo potere non si può fare nulla e si permette l’infiltrazione della CIA e degli Stati Uniti che stanno mettendo uomini legati a loro in queste istituzioni.
Questi sono due elementi che non sono pubblicamente importanti, però lo sono a livello politico per poter garantire l’esistenza di forze di sinistra nel paese.
La persecuzione politica non esiste nel paese, ma chi ci garantisce che ciò non avvenga nel giro di qualche anno se ci saranno nuovi capi?
Che cosa succederebbe con un esercito che risponde agli interessi della CIA?
Un altro esempio è il Trattato di libero commercio Stati Uniti e Centroamerica (CAFTA).
Magari è inevitabile, ma dipende molto da come lo si applicherà e se non hai il potere non lo puoi fare, anche se controlli il Parlamento.
Il problema strategico più importante nel futuro sarà l’acqua. Tutti corrono dietro all’acqua e i tentativi di privatizzare e di espropriare questa risorsa li puoi bloccare solo dal potere e non dal Parlamento, a meno che non si cambi totalmente il sistema politico.
Con le nuove riforme costituzionali si resterà a metà tra parlamentarismo e presidenzialismo e ci sarà un potere condiviso.
A me vanno bene le riforme, ma dipende come le applichi.
Quello che Daniel Ortega dovrebbe fare è lasciare la Presidenza e la Vicepresidenza alla Convergencia e restare con la Asamblea come deputato e Segretario del partito, perché volere di più?
E se il timore è che il presidente faccia quello che Bolaños ha fatto con Alemàn, avrebbe comunque tutti gli strumenti per rendergli la vita impossibile e dominare comunque attraverso la Asamblea.
Il potere reale nel paese l’hanno le forze politiche, il Fsln e il Plc, non le istituzioni e all’interno dei partiti, i due caudillos, Ortega e Alemàn, anche se questo non vuol dire che il paese si benefici con questa situazione... Questa è la realtà e se hanno già il potere reale, a che scopo voler anche la presidenza?
Non ci sono nemmeno possibilità per una terza forza. Il paese è bipolare e lo resterà per molto tempo ancora. Lo stesso Herty Lewites senza il nome del Fsln non può fare nulla. Al momento di votare tutti si schierano con le due forze".
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