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Costruendo un mondo diverso

intervista a Leonardo Boff - Porto Alegre, world social forum 2005
28 gennaio 2005 - Laura Fantozzi

Per cambiare davvero il nostro pianeta, dobbiamo
partire da noi stessi, avere il coraggio di
trasformare la nostra singola esistenza, di rischiare.
E poi, cercare il confronto e l’ appoggio di chi lotta
per un altro mondo, perché da soli non possiamo
trasformare la storia. Essere qui, al World Social
Forum, significa anche questo, non è solo un’
occasione di festa e incontro, é l inizio di un nuovo
cammino, come individui e come appartenenti ad un
collettivo sociale.

Queste le parole di Leonardo Boff, uno dei principali
esponenti della teologia della liberazione latino
americana, a poche ore dall’ inizio del quinto World
Social Forum, a Porto Alegre, Brasile.

Cosa, in concreto, possiamo iniziare a fare, alla fine
di qesto Forum 2005, per costuire un altro mondo?
Le prioritá di oggi sono l’ opposizione attiva alla
guerra e l’ impegno per un economia sempre piu
solidale. Nel primo Forum mondiale della Teologia
della liberazione, conclusosi il 25 gennaio qui a
Porto Alegre, abbiamo proposto di ricordare il 20
marzo, giorno dell inizio della guerra allíraq.

Uno sguardo rapido sui prossimi dieci anni.
Quale il futuro del pianeta terra?
Non ho la sfera magica e non mi piace assolutizzare,
definire ció che ancora e da venire. Certo é che i
segni di questi ultimi anni fanno pensare ad un futuro
contraddistinto da una grande crisi culturale,
sociale, ecologia, finanziaria, morale. Piú di un
economista ha previsto lo scontro diretto tra due
potenze egemoniche, la Cina e gli Stati Uniti, uno
scontro che potrebbe rivoluzionare l’attuale assetto
geopolitico, rendendo necessario un nuovo piano
Marschall, gestito questa volta dall’ America Latina,
per supportare gli States. Molti i segni che
confermano questa visione: la Cina, ogni giorno e piú
evidente, sta accumulando un notevole potere
economico; oltre all’ ínvasione dei mercati con merci
di tutti i tipi ha da poco comperato 600 miliardi di
dollari del debito degli Usa, il che le consente di
controllare almeno in parte, assieme al Giappone, la
stabilitá della moneta americana.

In questa nuova bipartizione globale, che cosa potrebbe
succedere all’ Africa?
Quello che gia in parte oggi si sta verificando. Poca
attenzione a livello internazionale. L’ Africa e un
continente gia sfruttato, sdrenato, dove le condizioni
di vita stanno peggiorando, dove si muore sempre piu
giovani, una terra da cui non si puo trarre profitto,
per cui non val la pena investir tempo e denaro. Lo ha
dimostrato chiaramente il recente tsunami, non si e
quasi parlato moltissimi i morti provocati sulla costa
orientale africana.

Leonardo Boff, lei e uno degli esponenti piu conosciuti della
Teologia della liberazione, alla quale dai una lettura
decisamente ecologica.
Due sono le radici del mio essere teologo della
liberazione; da una parte la formazione francescana ed
un innato amore e rispetto per la natura, per la sua
forza, la sua energia. Dall’ altro il dolore provato
ogni volta che guardo negli occhi il povero, che
abbraccio l’indigente, che ascolto il sofferente. La
prima reazione che scatta in me e´ l’íra, l’íra dei profeti
che a gran voce denunciano l íngiustizia e propongono
atti di misericordia. La teologia della liberazione si indigna
e sostituisce un passivo sentimento di misericordia con un amore operativo
e salvifico. Si supera l’aspetto assistenzialistico, che
genera dipendenza, e ci si preoccupa di fornire
strumenti di liberazione culturale ed economica agli
individui. Il povero e stato fatto povero, é un
impoverito, ma unendosi ad altri poveri, diventa
forte. Camminando assieme, poveri con i poveri e con
i teologi, sperimentiamo la forza del dialogo, della
Grazia divina liberatrice, che toglie la fame e il
pregiudizio, che ci rende tutti un po piú fratelli.
Il prossimo passo sara’la vera autonomia dei poveri,
poveri capaci di elaborare da soli la propria
riflessone teologica, in grado di individuare
le migliori strategie di liberazione da
applicare al contesto in cui vivono.

Oltre a S Francesco, quali altri personaggi hanno
segnato il suo cammino spirituale?
Miei punti di riferimento sono I profeti terreni, come
Martin Luter King, Ghandi, Madre Teresa di Calcutta,
uomini e donne che non hanno accettato il mondo cosi
com’e era, hanno cercato, almeno in parte, di
modificarlo. E poi tutti coloro che come S Francesco e
Chico Mendez, sono stati mistici operativi, si sono sporcati le
mani. Per me, come per tutti coloro che cercano di vivere
da uomini liberi, questi misitici confermano che la conversione
va al di la delle idee, implica una pratica diversa.

Il cambiamento, sociale ed individuale, per un
cristiano dovrebbe partire anche e soprattutto dalla
lettura e dalla meditazione Sacre Scritture.
Certo, la Parola di Dio ha una forza rivoluzionaria
poiché ispira cambiamenti radicali. Questo e il
miracolo delle Sacre Scritture, piú le leggi, piu ci
trovi una logica interna, una logica interna
fantastica, liberatrice, una visione piena di umanitá
che ti apre al prossimo e alla vita. Per questo,
molte volte, la chiesa si e limitata a predicare il
catechismo senza promuovere la lettura della Bibbia,
considerata troppo pericolosa. Penso che, oltre all
lettura delle Sacre Scritture noi cristiani dovremmo
rivalutare la Presenza e la forza innovatrice dello
Spirito Santo. Lo spirito e la grande forza di Dio
nella creazione. Spiritus creatus, fonte dei carismi,
del senso della storia, come diceva Paolo Vi. Risiede
nella natura, nel cuore di ciascuno di noi, si
manifesta nel dialogo e nella condivisione, e la fonte
di ogni veritá, essenza che ha ispirato i testi sacri
di tutte le religioni, che tracciano il cammino per
tutti noi nomadi di questa terra.

Per chiudere, puotrebbe rivolgere un messaggio ai giovani
riuniti qui a Porto Alegre, e a tutti quelli che
stanno seguendo dai loro Paesi il WSF?
Questo contesto storico, fatto di precarizzazione del
lavoro e profusione del materialismo, del consumismo,
che considera voi giovani solo un volto pubblicitario,
e’ particolarmente difficile. Non assoggettatevi, non
piegate la testa, non dimenticatevi che siete chiamati
ad essere aquile, a volare per raggiungere obbiettivi
alti, che progressivamente libereranno le energie
spirituali che ciascuno di voi porta dentro. Giovani,
create contesti di confronto e punti di riflessione,
che vi consentano di mantenere una spiritualitá
gratuita, attimi di vita non soggetti alla logica
della produzione. Star con se stessi in silenzio e
indispensabile per alimentare valori non materiali,
per sperimentare la presenza divina nell’anmo proprio
e in quello del prossimo. Giovani, non dimenticatevi
che il futuro e adesso, avete una vita e dovete
viverla, davvero.

Note:

intervista esclusiva dell'autrice pubblicata per gentile concessione della stessa

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