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Cile: le comunità Mapuche si oppongono all'istallazione a mare di una condotta per l'industria della cellulosa

Diversi rappresentanti delle comunità Mapuche del sud affermano che come si oppongono al modello forestale che stanno sviluppando le grandi imprese, così si opporranno all'istallazione del gruppo Angellini nel loro inpianto di produzione di cellulosa
18 febbraio 2005
Fonte: Ecoceanos News www.ecoceanos.cl

Diversi rappresentanti delle comunità Mapuche del sud del Cile affermano che, cosi' come si oppongono al modello forestale che stanno sviluppando le grandi imprese cilene, allo stesso modo si opporranno all'istallazione da parte del gruppo Angellini di un condotto di scarico dell'impianto di produzione di cellulosa di Valdivia, nella zona costiera.

D'accordo con i pescatori, le comunita' indigene sostengono che "insieme agli abitanti di Mehuin e ad alcune organizzazioni lo abbiamo impedito una volta e lo impediremo di nuovo", riferendosi alla proposta degli imprenditori forestali di installare le loro condutture industriali sulla costa valdiviana.

La scorsa settimana gli imprenditori di Celulosa Valdiva hanno affermato che non hanno rifiutato di installare sulla costa valdiviana il condotto di scarico delle acque usate nella fabbrica; questo implicherebbe un investimento di 45 milioni di dollari.

A questo si aggiungono le dichiarazioni rilasciate questa settimana dallo stesso gruppo imprenditoriale al quotidiano El Sur de Concepcion, con le quali hanno cominciato a diffondere la notizia che nel proprio processo di fabbricazione della cellulosa nella Regione del Bio-Bio la soda caustica e il solfuro di sodio utilizzati "vengono recuperati e riutilizzati ciclicamente nel processo, e quindi non vengono eliminati".

Il processo che la Celulosa Arauco porta a termine nel suo stabilimento di Horcones - dice il quotidiano - impiega un "moderno sistema di trattamento delle acque, che fa si' che lo scarico sottomarino elimini i residui del processo, in gran parte lignina che non puo' essere riciclata ne' completamente disciolta" e che "in nessun caso questi residui sono tossici o nocivi per la salute e per l'ambiente".

In precedenza, Sebastian Martin, presidente del direttivo della salute delle popolazioni indigene di San Jose' de la Mariquina, aveva dichiarato a Ecoceanos News che essi "hanno danneggiato l'agricoltura e ora vogliono danneggiare il mare. Non lo permetteremo."

Martin aveva segnalato questo fatto lasciando intendere che l'industria della cellulosa non soltanto ha contaminato il Rio Cruces e provocato la morte di uccelli e mammiferi che abitano l'ecosistema fluviale, ma che i suoi gas e le piogge acide hanno contaminato le persone, gli animali delle tenute a conduzione familiare e l'agricoltura della zona.

"La cellulosa si trova sulle coste del fiume. Con la foschia del mattino si produce una pioggia acida che danneggia le verdure e le ciliegie, per esempio, prodotti che ora sono sempre meno valutati dai compratori nei mercati di Valdivia o di altri luoghi.", aveva accusato Sebastian Martin.

Egli aveva aggiunto: "Difenderemo il territorio e ora anche il mare. La nostra lotta e' sociale e culturale piu' che economica e c'e' un legame con i sindacati dei pescatori che risale alla prima volta in cui si tento' di installare la conduttura di Mehuin e la nostra proposta come comunita' Mapuche e' di chiudere lo stabilimento poiche' non ha apportato nessun beneficio al municipio ne' alle comunita' della zona.", aveva puntualizzato il dirigente.

Dal canto suo, il Consiglio di Tutte le Terre (Consejo de Todas las Tierras) - associazione che riunisce differenti comunita' delle regioni di Araucania e de Los Lagos - sostiene che in tutto il dibattito in merito all'industria della cellulosa c'e' "un'assenza di argomenti in relazione al danno ambientale e culturale che le attivita' dell'azienda producono".

Pertanto, "noi, le comunita' Mapuche, chiediamo al Governo e specialmente ai meccanismi istituzionali che esistono in materia che si compiano delle valutazioni in merito all'impatto ambientale, culturale e sociale con la piena ed effettiva partecipazione di tutti i soggetti interessati e in particolare delle comunita' Mapuche danneggiate dal progetto", sostengono in un documento inviato alla Commissione Regionale dell'Ambiente.

Consultato in merito alla possibilita' che le condutture di scarico siano installate nella zona costiera, Jose' Nain, del Consiglio di Tutte le Terre dichiara a Ecoceanos News che "questo implichera' un processo di contaminazione verso il mare e la' dove si pretende di arrivare con queste tubature ci sono delle comunita' Mapuche della zona di Mehuin che vivono dei prodotti del mare. Di conseguenza non si risolve il problema di base".

"Crediamo che la cosa piu' corretta sia che la Celulosa Arauco continui a lavorare ma che non permetta la contaminazione di questi ecosistemi. Se esistesse una tecnologia all'avanguardia che lo rendesse possibile, questa sarebbe l'unica alternativa, ma non si puo' cambiare il mare per un fiume o per un lago, per delle comunita' in piu' o in meno".

Intanto il rappresentante dell'Associazione delle Comunita' Mapuche di San Jose' de la Mariquina, Camilo Tripailaf, afferma categorico: "Riufiuteremo che il condotto sia installato sulla costa, cosi' come lo abbiamo rifiutato tra il 1996 e il 1997, quando tentarono di installarlo a Mehuin".

"Siamo pronti a lottare contro il condotto e abbiamo contatti con i pescatori di tutta la costa di Valdivia e con comunita' Mapuche della Nona e della Decima regione. Non e' possibile che installino questo condotto sulla costa, perche' li' molta gente si dedica alla pesca di frutti di mare e alghe e quindi ci opporremo con forza", afferma il dirigente.

Note:

Tradotto da Silvia Corbatto per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le
fonti, l'autore e il traduttore.

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