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Nicaragua: la polizia carica dei senza terra per sgombrare un terreno uccidendo tre persone

Molti i feriti e gli arrestati che saranno processati per "terrorismo"
27 febbraio 2005 - Giorgio Trucchi
Cosa fa la Polizia? Per il Nicaragua è una notizia allarmante, alla quale la gente non è abituata. La Polizia attacca, uccide. Per liberare un terreno di pochi ettari occupato da gente povera che aveva costruito baracche per avere un tetto sotto cui dormire. Il luogo è Chinandega, nell'occidente del paese, la stessa città da cui sette giorni fa sono partiti i bananeros che marciano verso Managua per chiedere giustizia. Il problema della proprietà è sempre lo stesso e dopo il 1990, con il ritorno in massa degli squali geofaghi di Miami, si è accentuato. Proprietà confiscate e distribuite alla gente o statalizzate che vengono "restituite" ai vecchi proprietari o che vengono indennizzate a prezzi esorbitanti saccheggiando l'Erario pubblico. Contadini beneficiati dalla rivoluzione che devono vendere le terre perché ormai nessuno concede prestiti per produrre, per sopravvivere, a questi settori considerati "non soggetti di credito". Settori "pericolosi", di classe "c" per le banche private. Quelle pubbliche sono state smantellate e i loro attivi fagocitati nel marasma dei governi post rivoluzionari. Banades, Banic, Banco Popular. Chi se li ricorda più? Sostituiti da banchieri senza scrupoli che hanno fatto fallire sei banche in pochi anni. Nemmeno uno è finito in carcere. Il proprietario del terreno situato sulla strada che porta verso Corinto si chiama Cèsar Castillo. Oltre a chiedere l'intervento della Polizia ha anche assoldato gruppi di persone per sgomberare gli occupanti, con le buone o con le cattive, ma non ce n'è stato bisogno. La polizia non ha cercato il dialogo, come si pensava che facesse, ma ha attaccato. Le famiglie si sono difese con pietre, "morteros caseros" e qualche machete. Il giorno prima sembra che alcuni poliziotti avessero già minacciato di sparare. E l'hanno fatto con precisione. Tre i morti. Due colpiti alla fronte e uno al cuore. Cose da cecchini. Polizia che gira ancora con armi da guerra. Con AK 47. Il leader degli occupanti, Walter Arata Munguia di 42 anni, Walter Bismark Estrada Ramos di 18 anni e Adilia Rivera Urrutia di 39 anni. Vari anche i feriti e gli arrestati che verranno processati per terrorismo, apologia del delitto e resistenza a pubblico ufficiale. Sembra che ormai la parola "terrorismo" venga utilizzata per qualsiasi reato. Solo pochi mesi fa anche le proteste degli studenti per il 6% erano state classificate come "terroristiche"... Molti degli occupanti erano militanti sandinisti, tra cui Walter Arana. Immediata è stata la condanna da parte del Frente Sandinista che ha minacciato l'immediata denuncia contro il Ministro degli interni e contro lo stesso Presidente Bolaños. Per il primo è stata richiesta la destituzione. Alla polizia è stata immediatamente chiesto che venga eseguita una veloce indagine per scoprire chi avesse dato l'ordine di sparare e il Procuratore per la Difesa dei Diritti Umani, Omar Cabezas, ha dichiarato che chiederà la destituzione dei poliziotti colpevoli e che il capo della polizia, Edwin Cordero, si presenti davanti alla Asamblea Nacional per spiegare l'accaduto. Quest'ultimo ha già dichiarato che nessuno ha dato l'ordine di sparare e che la polizia si è solo difesa. Il Segretario del Fsln, Daniel Ortega, ha lanciato un discorso estremamente duro contro governo e Polizia, poco dopo aver partecipato ai funerali delle tre persone uccise, dicendo che la polizia ha sparato per uccidere come ai tempi della Guardia somozista e che non permetteranno che questo omicidio resti nell'impunità. Il governo, brillando sempre per la propria insensibilità e per la sua adorazione all'inviolabilità della proprietà privata, ha cercato di deviare il discorso facendo capire che l'occupazione delle terre era politica e che dietro a tutto questo c'era il Frente Sandinista che incita i propri adepti all'occupazione di terre per mettere in difficoltà il governo e per prepararsi alla nascita del nuovo istituto della Proprietà. Già si parla che se il Fsln vincerà le prossime elezioni del 2006 inizieranno nuove espropriazioni... Non si tratta certo di fomentare l'occupazione di terre, ma di affrontare una volta per tutte il dramma della proprietà in Nicaragua e di cominciare a dimenticarsi del luogo comune secondo il quale la Polizia nicaraguense resta un'istituzione popolare perché fonda le sue radici nell'esperienza rivoluzionaria. Qualcosa sta cambiando, qualcosa è già cambiato e molto velocemente. Intanto gli occupanti che sono stati sgomberati sono rientrati nelle terre in disputa, hanno ricostruito le loro baracche e si teme per nuove violenze. La poetessa Rosario Murillo ha inviato una lettera sui fatti accaduti. Di seguito la traduzione... DAS KAPITAL (Chi ha sparato a Chinandega...?) Il capitale compra. A destra, a sinistra. Compra sindaci, ruffiani, e trafficanti, e compra poliziotti. Spara contro il prossimo. Si scaglia duramente, contro la borsa del prossimo, e contro la sua cara, preziosa, vita. Il capitale è freddo e crudele. Così l'ha stabilito la storia. Il capitale non si pente mai. Cerca di fare... più capitale. Non farà mai il bene, non guarderà mai in faccia a nessuno, se non è per liquidare. Denunce e diritti. Il capitale è vano. E profano. Il capitale non potrà mai essere giusto. Per natura ed essenza. È ingiusto, abominevole, arbitrario, accaparratore, inarrestabile. Il capitale non si ferma. E si ferma solo davanti alla marcia e al colpo, che deve essere efficace, di chi non ha niente. O molto poco. O solo dignità, necessità ed urgenza. Solo vita. Il capitale chiede di più, e ancora di più. Come i torturatori. A più crepe e fessure nel muro che li contiene, chiederanno sempre di più. E, ovviamente, colpiranno sempre di più. Per questo motivo quelli che scavano, quelli che perforano le solidità, sono tanto perfidi quanto loro. Sono il peccato capitale... ...Il capitale si svaga. Vive di false offerte, di offerte ingannevoli, delle super vendite, che imbrogliano chi era già imbrogliato, e in questo altro percorso. Quello di strisciare. Tra orme di serpente. Il capitale cerca persone affini, soci, coppie. Si crea amici tra i suoi nemici, perché calcola, furbescamente, di dinamitare da dentro, l'oppositore che non può comprare. Colui che non può tentare, né truffare. Il capitale è nefasto; Diabolico; Demoni liberi, seminando odio e discordie, morti e distruzioni, guerre e massacri, polveroni e mulinelli umani. Il capitale è un lusso peccatore, una raffinata estasi, che vive delle agonie permanenti. Malevolo, vile. Oggi il capitale ha generato nuove vittime. Uomini, ragazzi, donne, bambini, umili, anonimi fino a ieri, anonimi domani. Ha conficcato il suo pugnale nel cuore dei poveri. Come sempre. E così vuole continuare. Là ci spara e ammazza, senza sporcarsi le mani. Questo capitale, di corpo pulito e senza parassiti, calamitoso di coscienza, colpevole ed assassino, carica e spara, senza rimorso o vergogna. Il capitale è vigliacco. Paga affinché c'ammazziamo, povero contro povero, senza rischiare niente. Senza rischiare i suoi miserabili guadagni. Aumentandoli, piuttosto. Povero contro povero, ci lancia, senza considerazioni, come cani avidi, a sbranarci gli uni contro gli altri. A farci a brandelli, la pelle e l'anima. Il capitale traditore e vorace, ruba ed accumula ovunque. Ruba con la giacca e la cravatta. Inoltre si fa accompagnare dai nuovi incravattati. Si fa apologizzare e leccare. E anche loro, i nuovi imitatori della dimissione, li tratta con la stessa irriverenza. Come cani sottomessi, addomesticati e sedati, li mette a leccare... avanzi e piatti sporchi. I tozzi di pane del banchetto. Che spregevole e ridicola figura...! Il capitale ha ucciso Walter, Bismarck, Adilia. Non possiamo ingannarci, né ingannare. Io non mi vendo oggi, come i cinici, figli di papà, giurando, per Dio, che io non ero lì, che non sono stato la miccia che ha appiccato il fuoco della giusta ira dei contadini; che non sono stato la sua mano e la sua voce, cercando la sopravvivenza; che non sono stato lì per sostenere i loro lamenti. No. Non lo dico. Non darò questo piacere. Io sono quel contadino, io sono quella famiglia; io sono quella domanda; io sono quell'urgenza; io sono quel dolore; io sono quella condanna...! E che risponda il Governo del Capitale che usa la Polizia a comando e molte volte a pagamento, per perseguitare, sgomberare e mitragliare i poveri. Che risponda il Governo del Capitale pragmatico che con il suo gelido cuore, ci lancia tutti i giorni per la strada. Che risponda il Governo del Capitale, per i suoi piani di ristrutturazione economica, che ristrutturano solo i loro conti, con i quali hanno sfruttato e creato disperati. E che risponda il neoliberismo, ignobile e bestiale, che ci mette in fila, di fronte a plotoni di fucilazione o in fila, auto immolandoci, come le migliaia di suicidi, disperati per la fame o per le barbare ed umilianti situazioni lavorative. Per la brutalità. Che risponda ognuno di noi: il Presidente, i/le deputati/e, i/le ministri/e, i/le magistrati/e, i/le segretari/ie, i/le cittadini/e, i Partiti, i Movimenti, le Associazioni, la società molto civile. Che risponda. Rispondiamo. Chi renderà giustizia a questi poveri che non hanno né giornale, né radio, né trucco, né TV...? Chi ha raccolto le loro ultime parole...? Chi ha la parola...? Chi, per Dio, prenderà la parola, e la lancerà contro il muro delle lamentele? Chi farà il discorso funebre...? Chi ricorderà domani le nuove vittime di questo olocausto...? Chi...? Nessuna coincidenza o casualità. Lo stesso Capitale che paga a Chinandega affinché aprano il fuoco su di noi. Lo stesso nome e cognome appare oggi nei giornali in presentabili società con ex sindaci corrotti, acquistando e vendendo, a prezzi di truffa, proprietà comunali. Che ognuno tragga le proprie conclusioni. Brindiamo anche per il così detto candidato del futuro. Il così detto candidato corrotto che favorisce il Capitale. Che schifo...! Come la morte, il Capitale fiorisce da tutte le parti. E fiorisce, come i tradimenti. Come fiorirà anche l'ira sacra che hanno seminato. Che non si spaventino, dunque, quando raccolgano...! Che non gemano...! Il Capitale non conosce l'Amore. Nemmeno imparerà qualche giorno. Non gli nasce. Non ci riesce. Il Capitale è selvaggio. I capitalisti, i suoi ammiratori, soci e consorzi, sono selvaggi. Ammazzano. Hanno ucciso ieri. Uccideranno sempre. 24 Febbraio del 2005 Luna Piena
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