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Nicaragua: l'assemblea sandinista ha espulso l'ex sindaco di Managua e candidato alla presidenza Herty Lewites

28 febbraio 2005 - Giorgio Trucchi

Alla fine è successo ciò che era nell'aria già da alcune settimane.
La Asamblea Sandinista, massimo organo del Frente Sandinista, si è riunita in seduta straordinaria ed ha deciso all'unanimità "l'espulsione con disonore" dell'ex sindaco di Managua, Herty Lewites e del suo Responsabile di Campagna ed ex Ministro degli esteri durante gli anni 80, Victor Hugo Tinoco.
Lo svolgimento della Asamblea Sandinista ha anche vissuto momenti di tensione quando, le fazioni contrapposte di militanti sandinisti che appoggiano le candidature alle prossime elezioni presidenziali di Daniel Ortega e di Herty Lewites, si sono scontrate violentemente con tafferugli continuati e lancio di pietre. Alla fine ci sono stati vari feriti.
Mai si erano viste scene come queste all'interno della militanza sandinista.
Herty Lewites si era presentato presso la struttura del Olofito a Managua per partecipare alla Asamblea accompagnato da un discreto numero di militanti, ma gli è stata impedita l'entrata e da lì a poco sono iniziati gli scontri tra le fazioni rivali.
La polizia, per l'esiguo numero di agenti presenti, non è più riuscita a controllare la situazione ed ha consigliato all'ex sindaco Lewites di ritirarsi per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Era nell'aria
Dopo il lancio ufficiale della sua candidatura per le prossime elezioni presidenziali del 2006, Herty Lewites aveva mantenuto un profilo basso ed era uscito dal paese per una decina di giorni.
Il Fsln aveva continuato a ripetere che Herty Lewites non avrebbe mai potuto partecipare alle elezioni primarie in quanto già inibito per non avere accumulato, come recita lo Statuto del partito, dieci anni consecutivi di militanza (nel 1996 si era staccato dal Fsln ed aveva fondato un proprio movimento).
Durante l'anniversario della morte di Sandino, Daniel Ortega aveva alzato il tono dello scontro dicendo che Lewites era manipolato dall'oligarchia locale e dagli Stati Uniti per dividere il voto sandinista e lo aveva sfidato a proclamarsi antimperialista, perchè non era possibile che un militante sandinista avesse sempre e solo parole positive per gli Stati Uniti, per le sue politiche e per il capitale locale.
Lo Statuto del Frente Sandinista dice chiaramente che il partito è antimperialista e quindi Ortega aveva chiesto a Lewites che si esprimesse su questo punto e che, una volta tanto, attaccasse chiaramente le politiche neoliberiste degli Stati Uniti e del governo nicaraguense.
La risposta di Lewites non si è fatta attendere ed ha preso le distanze dalle dichiarazione di Ortega dicendo, in sintesi, che non si può generalizzare e che lui avrebbe sempre mantenuto una posizione non confrontativa. Un suo governo avrebbe sempre cercato alleanza e buoni rapporti con tutti, Stati Uniti compresi.
Quello che comunque è sembrato solo un pretesto per finirla una volta per tutte con questa diatriba della candidatura di Lewites, ha portato all'epilogo di sabato scorso, preceduto nei giorni precedenti da varie lettere pubbliche inviate da Rosario Murillo che attaccavano molto duramente l'ex sindaco di Managua e da un'indagine che la Contraloria de la Republica inizierà per presunti atti illeciti durante l'amministrazione comunale di Lewites.

La risoluzione finale
Nella risoluzione finale letta da Miguel D'Escoto, l'Asamblea Sandinista afferma testualmente che "Herty Lewites e Victor Hugo Tinoco hanno rinnegato e rinunciato pubblicamente ai Principi del Frente Sandinista, quali sono i Postulati popolari e antimperialisti. Hanno attentato e stanno attentando contro l'unità sandinista e contro la speranza del popolo impoverito del Nicaragua. Cercano di togliere a questo popolo la vittoria raggiunta dal Fsln e la Convergencia Nacional nelle elezioni municipali. Pretendono togliere loro il diritto a portare avanti le lotte indispensabili per una liberazione sociale e per difendere la sovranità nazionale, fino a raggiungere la vittoria della dignità e la giustizia nelle elezioni del 2006.
Separandosi dal Fsln e rompendo i postulati, costituendosi in agenti dell'impero e dell'oligarchia, pretendendo dividere e indebolire il Frente Sandinista, loro stessi si SONO AUTO ESPULSI CON DISONORE dalle gloriose fila del Frente Sandinista".

Herty Lewites, che come detto ha dovuto ritirarsi velocemente per timore alla propria incolumità, ha poi dichiarato che "dipenderà dal Segretario del Fsln, Daniel Ortega, se ci sarà pace o guerra e se dovrà scorrere sangue sandinista. Continuerò a mobilitare la mia base fino a che non accetteranno la mia partecipazione alle elezioni primarie, anche se questo dovesse costarmi la vita. Non accettiamo più dittature. Abbiamo sopportato una dittatura per mezzo secolo e non ne accettiamo un'altra all'interno del Frente Sandinista".
Ha poi accusato l'ex vice sindaco Evertz Carcamo di aver assoldato gruppi di giovani delinquenti per attaccarlo.
La situazione è ormai degenerata e sicuramente non fa bene al sandinismo.
Una divisione e una tensione così grande è sicuramente l'ultima cosa di cui la sinistra nicaraguense ha bisogno oggi.

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