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Una riflessione su rabbia e conflitto

La scrittura, amica dell'anima

16 dicembre 2010 - Cilla Burzio

carezza
Quando viviamo un conflitto vengono messe in moto tante emozioni.
Se il conflitto non viene ben gestito le emozioni diventano debordanti e straripanti: invadono le nostre vite come fiumi in piena.
Una di queste emozioni è la rabbia. Dicesi anche collera, odio, irritazione, aggressività, rancore, ira… tutti sentimenti che ciascuno di noi conosce molto bene, per averli sperimentati sovente nella vita.
Spesso la rabbia può anche essere una costante nelle nostre vite dalla quale non ci si riesce a separare: diventa compagna di ogni istante della nostra giornata e tutto trasforma, con il suo ghigno freddo e cinico.

Nel film “The upside of anger” (letteralmente “Il lato superiore della rabbia”) – uscito in Italia nel 2005 con il titolo “Legami d’amore” - la protagonista è una donna, Terry Wolfmeyer, alla quale improvvisamente scompare il marito. Si ritrova così sola con le quattro figlie adolescenti.
“Non userò mezzi termini, siete abbastanza grandi. Ha preso il portafoglio e... se n'è andato…”
Disperata, arrabbiata, ferita dal tradimento dell’uomo con cui aveva costruito una vita, che ignobilmente l’ha abbandonata per andarsene in Svezia con la giovane segretaria scandinava, Terry beve per dimenticare e scarica la sua ira sulle ragazze che vorrebbe condividessero il suo odio per il marito e per il mondo intero, ma che, altrettanto scosse, si scontrano continuamente con la madre. Il colpo di scena arriva quando si scopre che il marito non è partito per la Svezia ma giace, morto, in una buca del giardino in cui è caduto accidentalmente.
La narrazione è accompagnata dal commento della voce fuori campo della più piccola delle Wolfmeyer, autrice per un esame a scuola di un video, riflessione sulle relazioni interpersonali.

“L’esempio migliore di come ti può trasformare la rabbia è mia madre. Era la persona più simpatica che avessi mai conosciuto, la donna più dolce che chiunque avesse mai conosciuto. Poi le cose sono cambiate. Lei è cambiata. E’ diventata una donna arrabbiata. La rabbia l’ha fatta diventare una donna triste e amareggiata. Se non fosse mia madre la prenderei a schiaffi. Sì, la guarderei negli occhi e le direi tutto quello che penso. E poi fuggirei il più lontano possibile.
La rabbia e il rancore ti possono sbarrare la strada. Adesso l’ho capito. Bruciano l’aria che respiri, la vita, ti divorano, ti soffocano. Ma la rabbia è reale e persino quando non lo è ti può cambiare, ti trasforma in quello che non sei. L’unico aspetto positivo è la persona che diventerai dopo.
Se tutto va bene, un giorno ci si sveglia e si scopre di non avere paura di affrontare il viaggio. La verità è nella migliore delle ipotesi, una storia raccontata a metà e la rabbia, come la crescita, arriva a scatti e a strappi. E al risveglio offre un nuovo giorno alla comprensione. E una promessa di quiete.” *

Un valido strumento per non farsi sopraffare dalla rabbia, per gestire tutte queste emozioni così invadenti perché invalidanti e paralizzanti, per non cedere al cinismo intossicati dal dolore, lo offre la scrittura. Lo scrivere diventa uno strumento che permette di volare alto, ma anche di penetrare nelle profondità dell’anima, di respirare a fondo e al contempo di andare in apnea, facendo di ogni immagine un cristallo di verità. Le nostre mille piccole verità che costituiscono la nostra vita.
La parola scritta diventa così espiazione e viatico.
Un passare attraverso e un andare oltre.
Affinché, non sia mai, la rabbia non faccia di noi degli esseri tristi e amareggiati.

Saluzzo, 13.12.2010
Cilla Burzio
www.cillaburzio.it

*Legami d’amore - The upside of anger, USA 2005 Regia di Mike Binder, con Kevin Costner e Joan Allen

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