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Dieci consigli per scrivere un tema

16 gennaio 2014 - Alessandro Marescotti

1) TRACCIA. Occorre in primo luogo analizzare attentamente la traccia e capire cosa viene richiesto esattamente. Rileggerla quindi almeno cinque o sei volte, specie se è lunga.

2) BRUTTA COPIA. La brutta copia è una “tempesta di idee”. Esse emergono confusamente e in modo disordinato. Ad esempio possono venire alla mente prima le idee da mettere in coda e poi quelle iniziali. Per questo la brutta copia deve essere un foglio di lavoro in cui spostare i blocchi di idee mediante frecce o altri sistemi (asterischi, ecc.).

3) BELLA COPIA. Per scrivere un tema occorre quindi passare dall'idea grezza all'idea rifinita. Questo passaggio porta a modificare la brutta copia del tema tante volte, anche tre o quattro volte se necessario. La bella copia non è solo una questione “estetica” ma di riordino delle idee che deve essere compiuto in brutta. L'uso della videoscrittura consente di non separare la brutta e la bella copia, in quanto la brutta copia diventa un po' alla volta, grazie alle modifiche, la bella copia, risparmiando quasi il 50 per cento del tempo di trascrizione in bella.

4) SPAZIO A DESTRA. La brutta copia non può essere modificata se non lasciamo uno spazio bianco libero a destra per le correzioni. Occorre quindi lasciare una colonna vuota sulla destra del foglio sia in brutta che in bella copia: in brutta per le proprie modifiche e in bella per le correzioni dell’insegnante. Una volta “ben lavorata” e ben controllata la brutta, è possibile trascrivere nella bella copia le idee e i pensieri modificati.

5) FRASI BREVI. Le modifiche devono rendere le frasi maggiormente scorrevoli, chiare e corrette. Oltre agli errori vanno eliminate le ripetizioni. Va controllata la punteggiatura con molta attenzione. A tal fine occorre rileggere le frasi molto lunghe e suddividerle in frasi più brevi: in tal modo essere divengono più ordinate e si riducono gli errori. Le frasi brevi sono più efficaci ma non devono essere banali. La lunghezza di una frase non dovrebbe andare oltre le 20 parole. Infatti questo testo è composto di frasi che in grandissima maggioranza non supera le 20 parole. Usa all’inizio delle frasi la parola “infatti”, “quindi”, “perciò” al fine di rendere maggiormente collegate e logicamente conseguenziali le frasi. Oppure usa espressioni come “da quanto detto sopra si può notare che…”  oppure  “è molto importante osservare che…”. Così il testo non diventa piatto e noioso.

6) DIZIONARIO. Se hai tempo usa il dizionario per sostituire alle parole più comuni altre parole più ricercate e precise, ossia sinonimi ben scelti. Importante è quindi il dizionario che non solo ci consente di individuare gli errori, ma che offre l'opportunità di rendere più ricco il tema sostituendo alle solite parole nuovi termini più precisi e mirati o dotati di maggiori sfumature. Ad esempio si può scrivere al posto di “ingiustizia” la parola “arbìtrio”, “iniquità”, “sopruso”, “prevaricazione”, “prepotenza”. Come si può notare ogni termine aggiunge una sfumatura nuova. E’ come avere a disposizione 256 colori anziché 16 per realizzare un disegno.

7) CUCINARE IL TESTO. Molto importante è imparare a “smontare” il tema come se fosse un gioco di costruzioni; smontando e rimontando le frasi noi possiamo eliminare i pezzi che non servono, le inutili ripetizioni, le idee confuse e abbiamo l'opportunità di fare ordine, correggere, migliorare e rendere i pensieri maggiormente precisi e chiari, ossia rispondenti a ciò che vogliamo effettivamente comunicare. Questa pratica di miglioramento e di correzione del testo si può paragonare al lento procedimento necessario a cucinare qualcosa per poi servirla in tavola in forma gradevole; e infatti i giornalisti dicono in gergo “sto cucinando il mio articolo”. E' abbastanza chiaro che l'uso dei programmi di videoscrittura per computer consente di modificare il testo per una quantità di volte quasi infinita ed è quindi sicuramente adatto a migliorare il testo; pertanto è importante che anche a scuola e a casa si impari a scrivere con il computer e non solo a utilizzarlo come macchina da scrivere per ricopiare in bella i testi. 

Infine qualche consiglio a chi “scrive poco” o stenta a trovare idee.


8) AMPLIARE. Un sistema è quello di rileggere il testo e ampliare singoli punti con informazioni ulteriori, ad esempio descrizioni o riflessioni. Facciamo un’ipotesi: nel tema parliamo di un nostro amico che ci ha confidato un segreto e il tema richiede la trattazione della questione della fiducia e dell’amicizia nei rapporti interpersonali. Possiamo soffermarci (senza però perdere il filo del discorso e andare fuori traccia) sulla descrizione del nostro amico (gli diamo un volto, un’età, un’altezza, una corporatura, un tono di voce, pur senza rivelarne l’identità) e della circostanza in cui ci ha parlato (in treno, a scuola, in una circostanza molto imbarazzante, ecc.). Tutto ciò non deve servire ad andare fuori tema ma può dare più colore e vivacità alla nostra narrazione, togliendola dalla banalità, dalla genericità e da una certa piattezza. In generale è cosa intelligente trasformare alcune esposizioni generiche in vere e proprie narrazioni (“a questo proposito vorrei raccontare una storia interessante”). Questo consiglio non va bene per il tema storico, a meno che non sia un tema sulla storia recente e non si siano conosciute persone che abbiano partecipato ad eventi storici collettivi.

9) PUNTI DI VISTA. Un ulteriore consiglio è quello di vedere l’argomento (ad esempio la globalizzazione, i diritti degli immigrati, la pena di morte, ecc.) da diversi punti di vista: come lo vedo io, come lo vedono gli altri, come è presentato in TV o sui giornali, come lo vede la Chiesa, come è percepito in maniera errata da alcune categorie di persone, come può essere inquadrato storicamente, giuridicamente, ecc.

10) RIASSUMERE. Non ritenere inutile l'arte di riassumere o di rispiegare con parole nuove quanto hai già detto. Saper riassumere è un modo di far capire che sai trarre le conclusioni in modo convincente. Vi è il sistema inglese che mira alla chiarezza: consiste nel preannunciare ciò che si intende dire, passando poi alla spiegazione analitica per concludere con una sintesi chiara di ciò che è stato detto.

Infine: non dimenticatevi gli aggettivi, i colori, le forme, i particolari di tutto ciò che descrivete. Il "severo" giudizio di Dante, la camicia "nera" dei fascisti, gli occhi "azzurri" della persona che descrivete, il profilo "spigoloso" della personalità del tal poeta, il "pedante" elenco dei consigli del prof.

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