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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25 novembre 2014 - Anna Lucia Carrera

Lunedì 24 novembre 2014 sono stata all’AUDITORIUM TARENTUM(Taranto)ad assistere alla rappresentazione teatrale “SANTA DELLE PERSEGUITATE”. Rappresentazione che è stata proposta per tre giorni(24-25-26 novembre)in occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. Santa era una ragazza della provincia di Bari, che è stata brutalmente uccisa all’età di 23 anni dal suo persecutore. Santa ebbe il coraggio di denunciare l’uomo che la perseguitava, ma nel 1991(l’anno in cui la ragazza fu uccisa)non c’era il reato di “stalking” e le autorità non furono in grado di aiutarla e di proteggerla. Adesso, nel 2014, esiste il reato di stalking… ma le donne continuano ad essere brutalmente ammazzate e le autorità non sono ancora in grado di tutelarci e di proteggerci. Perché accade questo? Perché nonostante il reato di stalking il “femminicidio”(orrenda parola!)non lo si riesce a fermare? Perché nel 2014 l’Italia è ancora un paese così maschilista? Perché le donne in Italia sono ancora poco rispettate? Le leggi non ci possono tutelare dall’ignoranza e dall’arretratezza e le menti ignoranti e arretrate non si fanno fermare dalle leggi.  E’ chiaro che occorre innanzitutto un cambiamento di mentalità,  non solo da parte degli uomini ma da parte dell’intera società e, quindi, anche da parte di noi donne. Se vogliamo ottenere il rispetto   degli uomini… dobbiamo prima di tutto imparare a rispettare maggiormente noi stesse e imparare a rispettarci maggiormente tra  noi donne. Una donna che ha una scarsa autostima e poca fiducia in se stessa e nelle sue capacità, sarà sempre una potenziale vittima di un maschio aggressivo e violento. E il maschio aggressivo e violento, anche se non le farà mai della violenza fisica, non perderà mai l’occasione di denigrarla, insultarla, umiliarla e di farla sentire una nullità. Care donne insicure(categoria di cui anch’io faccio parte)anche se non ci hanno saputo valorizzare e apprezzare… facendoci crescere con la convinzione di valere poco o addirittura niente... sappiate che non è affatto così! Ognuna di noi vale qualcosa, ognuna di noi ha delle qualità, ognuna di noi è in grado di fare qualcosa di utile e di positivo nella vita! Ma la cosa che dobbiamo fare principalmente… è rispettarci di più tra di noi, tra noi donne. E’ terribile sentire una donna che parla di un’altra donna dicendo “Quella è una p……”, “Quella è una z……”. Se ci chiamiamo così tra di noi… automaticamente autorizziamo gli uomini a chiamarci con quei termini e a mancarci di rispetto! E’ terribile sentire una madre che parla al proprio figlio dicendo “Le ragazze di oggi sono tutte p……”. Una madre che si esprime con questi termini mentre parla delle donne… che cosa sta insegnando al proprio figlio? A rispettare le donne? Assolutamente no! E’ terribile sentire donne che dicono alla presenza dei propri figli maschi “Al giorno d’oggi i matrimoni falliscono perché le donne non sanno fare le faccende di casa!” Una madre che parla così delle donne… che cosa sta insegnando ai propri figli? Che uomini e donne sono esseri umani alla pari? Assolutamente no! E’ terribile sentire una donna che riveste una carica istituzionale che dice “La violenza sulle donne comporta spese per la società, perché una donna violentata ha bisogno di cure mediche e psicologiche”. Ma queste cose non bisognerebbe neanche pensarle! E invece si ha il coraggio e la stupidità di affermarle! E’ orribile sentire donne che dicono “E beh… per forza che l’hanno violentata! Chi gliel’ha detto di andare in giro di notte da sola?” E questa, tra tutte, è la cosa più orribile e inaccettabile: ancora oggi, nel 2014, si pensa che una donna che viene stuprata… “se l’è cercata!” Ed è ancora più orribile sentir fare queste affermazioni… dalle donne. Donne che sono anche madri… di figli e di figlie.   Persino il termine “femminicidio” è orribile: declassa le donne allo stato di femmine! Un’ulteriore mancanza di rispetto nei confronti delle povere vittime. Io sono convinta che non sono le leggi che possono risolvere il problema, perché le leggi ci sono… ma la violenza sulle donne… continua purtroppo ad esistere. Le leggi comunque servono, perché gli uomini che usano violenza sulle donne… è giusto che vengano puniti. Il problema, come ho scritto anche prima, si può risolvere solo con un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutti: bisogna abbandonare l’idea retrograda secondo la quale la donna è inferiore all’uomo.  Esiste già una buona parte di società costituita da uomini e da donne che hanno avuto l’intelligenza(e forse anche la fortuna)di allargare le proprie menti e venire fuori dallo stato di ignoranza e di arretratezza, che sono le cause dell’aggressività e della violenza. Esiste già una buona parte di società costituita da persone di buona volontà che operano nel sociale e che “lottano” per gli ideali di giustizia e di uguaglianza. Un cambiamento di mentalità… è un processo di maturazione che possiamo compiere tutti: basta volerlo! E un giorno, forse non troppo lontano, si potrà finalmente dire che uomini e donne sono esseri umani che hanno davvero… uguali diritti e pari dignità, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo.

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