Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Recensione di Nanni Salio, Presidente del Centro Studi Sereno Regis di Torino

    "Educazione e Pace" Mimesis, Milano 2011

    L’Autrice, nota per il suo impegno nel campo educativo, raccoglie e rielabora in questo agile volumetto i suoi principali contributi su temi che fanno parte della più ampia costellazione dell’educazione alla pace: memoria e dialogo, razzismo e antirazzismo, dialogo interculturale, pedagogia della shoah, pensiero delle differenze, cittadinanza planetaria, sostenibilità e trasformazione nonviolenta dei conflitti.
    26 ottobre 2011 - Laura Tussi
  • Il 4 Novembre "Vogliamo la Pace" contro ogni guerra. Il disarmo è l'obiettivo, la riduzione delle spese militari la strategia.

    "Ogni vittima ha il volto di Abele"

    L'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele", promossa da importanti istituti di ricerca per la pace, nella sua assoluta compostezza ed addolorata austerita' ha costituito, nel ricordo e nel nome delle vittime, un esplicito appello all'impegno per la cessazione delle guerre, per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, per la pace, la democrazia, la legalita' che salva le vite; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. A mio avviso questi nobili e alti ideali devono essere trasmessi in primis dall'istituzione scolastica.
    6 novembre 2011 - Laura Tussi
  • Oggi i miei studenti hanno detto cose terribili
    Lettera aperta a Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace

    Oggi i miei studenti hanno detto cose terribili

    L'epilogo vergognoso di questa vergognosa guerra richiede a mio parere una netta condanna della Tavola della Pace. A che e' servito marciare da Perugia ad Assisi per ricordare Capitini se poi i ragazzi vedono torturare Gheddafi senza alcuna immediata presa di distanza di Napolitano e della stessa Tavola della Pace? Lo tsunami della "guerra giusta" oggi ha annichilito decenni di impegno di educazione alla pace e non possiamo continuare a fare finta di nulla.
    25 ottobre 2011 - Alessandro Marescotti
  • Recensione di Nanni Salio, Presidente del Centro Studi Sereno Regis di Torino

    "Educazione e Pace" Mimesis, Milano 2011

    L’Autrice, nota per il suo impegno nel campo educativo, raccoglie e rielabora in questo agile volumetto i suoi principali contributi su temi che fanno parte della più ampia costellazione dell’educazione alla pace: memoria e dialogo, razzismo e antirazzismo, dialogo interculturale, pedagogia della shoah, pensiero delle differenze, cittadinanza planetaria, sostenibilità e trasformazione nonviolenta dei conflitti.
    26 ottobre 2011 - Laura Tussi
E' morto il giornalista de 'il manifesto' Stefano Chiarini

San Stefano

5 febbraio 2007 - Leopoldo Bruno

San Stefano

Fulvio Grimaldi, in un recente articolo di approfondimento, aveva segnalato in “San Stefano Chiarini” uno dei giornalisti da leggere su “il manifesto”. Grimaldi faceva così riferimento - qui ricordo e reinterpreto liberamente - al percorso di un quotidiano nel quale purtroppo oggi prevale il pensiero unico della narrazione mainstream.

Son d’accordo. Nel mondo dell’informazione, a mio avviso, il manifesto per continuare a vivere ha bisogno di assegnare spazio alla pubblicità e di essere inserito nelle varie rassegne stampa; deve quindi necessariamente stare dentro l’ordine dei discorsi. Non Stefano Chiarini bensì una buona parte dei suoi giornalisti - ad avviso di un abbonato e sottoscrittore come lo scrivente - potrebbe invece infoltire la schiera di ‘professionisti illuminati’ della Stampa o del Corriere della sera.
Il manifesto non si può permettere di uscire troppo dalla corrente dominante. Rimane un giornale da frequentare; forse l’unico, ma con la lanterna.

Il sistema oggi come oggi ammette solo se stesso, il proprio modo di pensare e le persone a sé omologate: non c’è via di scampo!
Ultimamente un piccolo editore come Malatempora - voce di tanti altri - è uscito con un annuncio intitolato: “Stanno cercando di farci fuori”.

Di Stefano Chiarini, quando c’era un articolo, io mi fermavo a leggere le parole con calma. Per quel poco che l'ho potuto vedere nelle assemblee di Movimento, aveva uno sguardo lievemente sorridente e intenso; di chi ci tiene a comprendere, a entrare dentro le cose.

Il fatto da registrare è che, come nel caso di Stefano Chiarini, anche altri - penso a Tom Benetollo - muoiono proprio in momenti nei quali esprimono ideali e valori che disturbano in modo particolare un po’ tutti; non solo il potere.

In Taccuini 1990-95, Jean Baudrillard ha scritto: “Tutti i militanti finiscono per essere dei pentiti”; e ancora: “La maggior parte delle persone, quando ne hanno, diventano parassiti delle proprie idee”.

Stefano Chiarini invece no.

5/2/7 - Leopoldo BRUNO

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy