Torna E Polis, Dell'Utri nel Cda
C'è anche Marcello Dell'Utri nel nuovo cda di E Polis che ieri ha deliberato un aumento di capitale di 13 milioni di euro. Il fondatore di Publitalia, senatore di Forza Italia e fondatore dei circoli della libertà è stato condannato in via definitiva per false fatture e frode fiscale a Torino, a due anni per tentata estorsione a Milano ai danni di un imprenditore trapanese con la complicità del boss Vincenzo Virga, a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa a Palermo ed è attualmente in corso il processo d'appello. Per la vicenda della calunnia pluriaggravata contro alcuni pentiti di mafia il giudice di Palermo chiese l'arresto che venne rifiutato dal Parlamento è stato assolto in primo grado e lo scorso febbraio la procura di Palermo ha presentato appello. Era nota l'amicizia che lega Alberto Rigotti, a capo della banca d'affari ABM Merchant e che è il nuovo azionista di maggioranza di E Polis, con Dell'Utri. Oltre ad occupare il posto nel cda Dell'Utri è stato proposto anche come presidente della concessionaria pubblicitaria che l'editore Grauso ha creato all'inizio del 2007.
Ieri il giornale è tornato in edicola e nei punti di distribuzione gratuita dopo l'assenza che durava dal 17 luglio quando lo stampatore Umberto Seregni aveva spento le rotative per il credito che vantava dall'editore Nichi Grauso pari quasi a 20 milioni di euro. Ora, nel nuovo cda, Grauso e Seregni siederanno assieme con Rigotti, Felice Emilio Santonastaso, Luigi Barone e Dell'Utri. Strana storia questa di E Polis che si trova ad avere un direttore ex Unità come Antonio Cipriani (per ora confermato), un nuovo editore legato a Forza Italia e un pluricondannato in cda. Il sindacato dei giornalisti è molto arrabbiato con l'azienda che viene accusata di calpestare le regole (le redazioni sono state smantellate e per quasi 100 giornalisti c'è il telelavoro) e ieri la Fnsi ha depositato in tribunale a Cagliari un ricorso per comportamento antisindacale. La settimana prossima ci sarà a Roma l'incontro al ministero del Lavoro per la revoca della cassa integrazione.


