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Son già passati giorni e non riesco ad abituarmi all’idea. Andata via, così, senza preavviso, lasciandomi orfano di notizie, di volti e di momenti di cultura e di confronto che per me oramai eran divenuti abitudine.

Si, proprio lei! l’immancabile, la seria, l’interessante Rainews 24 sparita dal bouquet del digitale terrestre su cui ero solito sintonizzarmi. L’unico della RAI - ahimé - da me visibile a casa visto che qui in Toscana lo switch-over arriverà ben tardi, addirittura nel 2012, e la copertura di sicuro non è ancora completata.

E' infatti spostata nell’altro gruppo di canali, quello dei programmi che già nelle regioni digitalizzate consente di vedere i tre anzi quattro programmi di default della emittente pubblica - cioé quella che sarebbe, dicono, di tutti noi. E quando anche noi toscanacci ribelli arriveremo al full digital, evvai! di nuovo la rivedremo, la beneamata Rainews!

Però…

E intanto?

Andar sul BBC News? Bello sarebbe ma il mio pallido inglese non mi consente granché.

I notiziari locali eccoli, son buoni ma ristretti al confine di noi toscani.

Il Tiggì di LA7? Sì lo vedo simpatico e abbastanza indipendente.

Ma…

Rimango in ogni caso, orfano di news, sì, anzi di Rainews, e però, dentro, ancora ricco di esempi di coraggio e serietà nel loro compito difficile di fare informazione.

Ricco di ricordi e di amicizia verso alcuni dei giornalisti. Ranucci e Torrealta, che nel 2005 vinsero il premio del Cronista a Viareggio per il reportage sui morti di Falluja. Flaviano Masella che mi fu compagno di avventura nella storica Mission del 2006 nel Kurdistan iracheno.

Certamente la redazione continua a lavorare. Ma come sarà l’audience adesso?

Di sicuro la sperimentazione del digitale terrestre è stata ed è graduale. Ma canali già presenti da tempo nelle zone non ancora "full decoded" - e grazie a cui la TV di Stato ha acquisito audience e prestigio - dovrebbero in ogni caso mantenersi "in onda" lungo tutto il territorio italiano!
Ripristinare Rainews nel bouquet originale si può? La tecnologia attuale consente di veicolare da 5 a 7 canali televisivi su un'unica frequenza, a seconda della qualità ammessa sul singolo canale - in prospettiva, col miglioramento delle tecniche di compressione, i canali veicolabili possono arrivare a 10. Una rimodulazione delle risorse trasmissive nel bouquet che fino ad ora ospitava l'emittente spostata potrebbe e dovrebbe essere attuata.
In alternativa (e qui la RAI riacquisterebbe fiducia e credibilità) accelerare il più possibile l'attivazione di nuovi ripetitori DTT, anche nelle regioni che ancora attendono lo "switch-over". Chiediamo troppo?

Note:

DTT = Televisione Digitale Terrestre.
Per approfondimenti: http://www.dgtvi.it
http://www.raiway.it la home page dei servizi digitali RAI

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