Reporters sans frontiers sulla sicurezza dei giornalisti in Iraq
Un tecnico irqueno di Al-Jazeera, Hamid Rashid Wali, è stato ucciso la notte del 20 maggio a Kerbala, durante gli scontri tra l'esercito americano e gli shiiti di Moqtada al-Sadr.
Almeno 27 giornalisti ed assistenti sono stati uccisi in Iraq dall'inizio della guerra, nel Marzo 2003. Tredici giornalisti ed assistenti sono stati uccisi dal 1° gennaio 2004, undici di loro erano iraqueni. L'Iraq può essere considerato uno degli stati più rischiosi al mondo per i giornalisti.
Reporters Without Borders chiede a tutte le parti presenti - forze della coalizione ed iraqueni - di rispettare la Convenzione di Ginevra che sancisce la protezione dei giornalisti in zone di guerra. L'organizzazione, intervenuta alla notizia del cameraman di al-Aribiya Hassan Karim, ha espresso la propria preoccupazione sul destino del giornalista spagnolo Fran Sevilla ostaggio a Najaf, al centro dell'Iraq.
Il responsabile di Al-Jazeera, Saad Ibrahim, ha riferito come il tecnico è stato colpito: "Alle 00.30 avevamo appena finito di filmare sul tetto dell'hotel quando sono arrivati colpi sulla nostra troupe. Rashid Hamid Wali è stato colpito alla testa. Ha lavorato con noi per molto tempo ed è arrivato a Kerbala solo due giorni fa per sostituire la troupe precedente". Con lui si trovavano anche un giornalista ed un cameraman.
Il corrispondente della radio spagnola RNE, Fran Sevilla, 44 anni, è stato ostaggio per ore in una moschea di Kajaf da un gruppo vicino al leader radicale Moqtada al-Sadr.
Le forse USA hanno arrestato il cameraman di al-Arabiya Karim il 20 maggio. Un portavoce dell'emittente contattato al telefono da Dubai ha confermato che è stato trattenuto senza spiegazioni ufficiali presso il distretto di al-Baya'a.
Tradotto da Noemi di Leonardo a cura di Peacelink
originale in inglese http://www.rsf.org/article.php3?id_article=10422




