La camorra acquista all’asta

25 novembre 2009 - Tonio Dell’Olio

Come volevasi dimostrare. Ci informano le agenzie che dalle prime ore dell’alba è in corso una maxioperazione nel napoletano. Non si tratta dei soliti arresti di delinquenti pronti a tutto ma di sequestri di beni dei clan Belforte, Bidognetti e Zagaria. Il valore dei beni sequestrati ammonta a 120 milioni di euro. A impressionare particolarmente è la modalità utilizzata per il riciclaggio del denaro e, quindi, per l’acquisto dei beni stessi. “Secondo la ricostruzione della Dia, i prestanome di queste famiglie camorristiche usavano (...) acquistare i beni immobili alle aste giudiziarie così da legittimarne la disponibilità e ottenere la proprietà di lussuosi appartamenti a prezzi molto inferiori a quelli di mercato” (ADN Kronos).
Tra i beni sottoposti a sequestro vi è una villa ‘faraonica’ con parco e piscina di 4.000 metri quadrati in località Vaccheria, zona panoramica di Caserta, una villa in costruzione di oltre 2.000 metri quadrati, a Porto San Paolo in Sardegna, 39 appartamenti, 43 garage, 17 società, 52 rapporti finanziari e denaro contante per oltre due milioni di euro.
Quando ieri in via dei Prefetti a Roma abbiamo inscenato l’asta dei beni confiscati come previsto dall’emendamento alla Finanziaria, eravamo consapevoli che la camorra è più esperta e fa sul serio.
Come volevasi dimostrare.

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