La formica dell’Uruguay e il suo Pepe

1 dicembre 2009 - Tonio Dell’Olio

L’Uruguay è la cenerentola degli Stati sudamericani con poco più di 3 milioni di abitanti. Nello stesso continente ci sono città che da sole superano per due, tre, quattro volte questo numero. Per superficie, l’Uruguay è il penultimo della classifica (a seguire c’è solo Suriname). Per questa ragione è conosciuto come la “formica dell’America Latina”.
Ma sbaglieremmo a sottovalutare le formiche che ieri hanno eletto il loro nuovo presidente della Repubblica che si insedierà ufficialmente il 1 marzo. È José ‘Pepe’ Mujica che durante il lungo e buio tempo della dittatura fu uno dei capi della lotta armata dei “tupamaros”. Per questa ragione venne arrestato e tenuto prigioniero, vittima di maltrattamenti e torture, per 13 anni (1973 – 1985). La storia oggi gli riconosce di essere stato dalla parte giusta. Glielo riconosce la gente con lo strumento della democrazia. L’elezione di Mujica è l’ulteriore segnale di un continente, quello latinoamericano, che va rinnovandosi non solo nelle sue classi dirigenti ma anche nelle scelte e nel ruolo che intende giocare in sede internazionale. ‘Pepe’ come è comunemente conosciuto da tutti in Uruguay “vive ancora oggi nella sua ‘granja’ fuori città coltivando fiori e ortaggi, veste preferibilmente in maniche di camicia e viaggia su una moto scassata”.
Giorno di festa per la democrazia.

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