La morte nel “mare di mezzo”

11 luglio 2012 - Tonio Dell'Olio

Siamo semplici spettatori. Di una tragedia che non sembra aver fine. Un bollettino di guerra che dall'inizio dell'anno fa contare 170 persone morte e disperse nel Mediterraneo secondo l'Alto Commissariato per i Rifugiati. Ieri si è consumata l'ennesima tragedia con 54 persone partite dalle coste libiche alla fine di giugno e morte una dopo l'altra per sete. Straziante. Noi, al riparo dal sole e magari sotto il conforto di un climatizzatore, possiamo solo lontanamente immaginare la morte lenta guardata negli occhi come un destino ineluttabile. Questa mattina la notizia di un'altra imbarcazione in balìa delle onde con altre 50 persone soccorse dalla marineria siciliana fino a Pozzallo. Noi leggiamo nelle pagine di un giornale senza capire. Tant'è che ormai anche le autorità morali internazionali non si rivolgono più ai governi, ma direttamente alle imbarcazioni che solcano quel tratto del "mare di mezzo" perché vigilino sulla vita minacciata e ascoltino la coscienza e l'antica legge del mare. Spiagge affollate di vacanzieri e gente che muore nello stesso mare per cercare dignità. Un vero e proprio "mare di mezzo". Forse quel tratto di mare non è che la fotografia di un'umanità senz'anima.

Ultimo numero

L'anima attesa
MAGGIO 2013

L'anima attesa

Venti di don Tonino Bello
Un numero speciale. Interamente dedicato a don Tonino Bello, per il ventesimo anniversario della sua morte.
Venti anni e venti nuovi. Quelli di don Tonino Bello dalla sua Pasqua e quelli che noi auspichiamo con questo numero speciale che dedichiamo per intero a colui che ebbe l’intuizione di queste pagine come uno strumento di pace.
abbonatiscrivi ad alexscrivi alla redazione

articoli correlati

Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.4.1.62