Pace

RSS logo

Mailing-list La nonviolenza è in cammino

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista La nonviolenza è in cammino

...

Articoli correlati

  • Vladimir Putin ottiene l'esclusiva del premio per la pace cinese
    Pechino

    Vladimir Putin ottiene l'esclusiva del premio per la pace cinese

    Il primo ministro russo è sfortunatamente il vincitore del nuovo premio del confucianesimo per la pace.
    16 novembre 2011 - Jonathan Watts
  • Amnesty denuncia la detenzione preventiva in Turchia
    Punizione in attesa di giudizio

    Amnesty denuncia la detenzione preventiva in Turchia

    Il caso di Ragip Zarakolu, editore e attivista per i diritti umani e di Büşra Ersanlı, accusati di terrorismo e arrestati con capi d'imputazione vaghi e privi di certezza legale.
    15 novembre 2011 - Amnesty International USA blog
  • Il rapporto di 77 pagine è chiarissimo fin dal titolo “Callate si no quieres que te matemos” (Stai zitto se non vuoi che ti ammazziamo)

    Repubblica Dominicana: Amnesty International denuncia gravi violazioni dei diritti umani da parte della polizia

    La Polizia Nazionale della Repubblica Dominicana commette gravi violazioni dei diritti umani: torture, esecuzioni extragiudiziali e in almeno due casi e' responsabile di sparizione forzata di persone
    12 novembre 2011 - Annalisa Melandri
  • Emergency e il Progetto "Per Non Dimenticare" per la Pace. Sempre in prima linea per i diritti degli ultimi.

    EMERGENCY a Meda (Monza e Brianza)

    Il Progetto "Per Non Dimenticare" e il Liceo Curie di Meda ospitano Emergency per l'impegno umanitario in favore della pace. Dal 1994 a oggi l'attività di Emergency è costantemente aumentata in Italia e nei paesi afflitti dalla guerra e dalla povertà.
    24 ottobre 2011 - Laura Tussi
Posta elettronica spiata e repressione

Privacy, il caso Yahoo! divide i "guardiani" dei diritti

Polemiche dopo la vicenda del dissidente cinese condannato a dieci anni. In Italia le proteste più dure, ma Amnesty frena
25 settembre 2005 - Riccardo Staglianò (Repubblica)

Boicottare Yahoo!, il "volenteroso carnefice" dei censori di Pechino? Dopo che il grande portale internet ha consegnato su un piatto d'argento un giornalista dissidente alle autorità cinesi che poi l'hanno condannato a dieci anni di carcere, i gruppi di difesa dei diritti umani si dividono sul da farsi. La condanna è unanime, è chiaro. Ma la reazione sembra più flebile che in passato.

Al che qualcuno, come Reporters sans frontières, denuncia un doppio standard: "Si tende a credere che le compagnie della new economy siano più "simpatiche" ed etiche delle altre, ma non è così". Un'accusa che sia Amnesty International che Human Rights Watch smentiscono: "Il caso del cronista Shi Tao ha per noi una priorità assoluta. Forse dobbiamo solo cominciare a pubblicizzare meglio la nostra attività".

L'opinione pubblica più arrabbiata sembra essere quella italiana, con i membri di Magistratura Democratica che daranno l'esempio non servendosi più delle mailing list di Yahoo! mentre l'associazione Peacelink chiede ai dipendenti italiani del provider di dissociarsi e offre una casella di posta elettronica gratuita in sostituzione di quella della compagnia californiana.

Nel resto del mondo lo sdegno resta, per lo più, teorico. "Le associazioni tradizionali - ammette da Parigi Julien Pain, responsabile internet di Rsf -, abituate a compagnie ree di sfruttamento di bambini o di danno ambientale tendono a non attivarsi quando si tratta di dot. com, con la loro aura di giovanilismo e pulizia". Anche se il loro scopo è identico alle altre: fare soldi. Un obiettivo che, nella Cina in turbo-crescita con solo l'8% della popolazione online ma dove entro il 2009 è atteso il sorpasso sugli internauti statunitensi, sul web è particolarmente realistico. Rsf ha scelto quindi di usare proprio la leva economica: spingere sugli azionisti, i grossi fondi di investimento, perché "insegnino" a Yahoo! una maggior sensibilità.

Che le aziende internettiane continuino a godere di una migliore reputazione sui diritti umani non fa fatica ad ammetterlo neppure Abbie Wright, specialista di Asia del Committe for protecting journalists, che pure resta ottimista: "Internet è incensurabile. L'arresto di Shi Tao non ha rallentato gli scambi di materiali proibiti. Proprio ieri, tuttavia, abbiamo appreso di un'altra condanna a 7 anni per il giornalista Zheng Jichun". Non vale la pena alzare la voce? "Questo di Yahoo! è un caso nuovo per il ruolo centrale che la compagnia sembra aver avuto, dobbiamo ancora capire come affrontarlo".

In verità la lista si allunga, e le pene diventano sempre più pesanti. "Nessun trattamento preferenziale perché si tratta di un'impresa americana - assicura da New York Mickey Spiegel, specialista di Cina per Human Rights Watch - già tre anni fa, quando Yahoo! firmò l'accordo con Pechino, scrivemmo al suo amministratore delegato esprimendo tutta la nostra preoccupazione. Chiedemmo alle compagnie straniere di coalizzarsi contro quel tipo di richieste, invano. Abbiamo fatto molte cose, ma forse è il caso di comunicarle meglio". Nel boicottaggio non credono: meglio una Yahoo! imperfetta che lasciare il monopolio di internet ai provider cinesi, di certo più occhiuti.

Una strada che neppure Amnesty sembra considerare: "La responsabilità di Yahoo! sembra molto grave ma va ancora accertata pienamente - dice da Londra Corinna-Barbara Francis -. Il nostro stile è raccogliere informazioni e renderle pubbliche. Ciò non toglie che potrebbe essere più che legittimo che altri scelgano modalità più combattive e militanti". Come hanno fatto i magistrati e i pacifisti italiani.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy