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    Newsletter n. 23

    Si apre con il 2009 il secondo anno di pubblicazione della nostra newsletter. A partire da questo numero troverete la questione sudanese inserita in un quadro regionale più ampio. La scelta di allargare lo sguardo alla situazione politica dei paesi del Corno d'Africa, e in genere a quelli confinanti, non rappresenta una novità; quest'anno però la Campagna Italiana per il Sudan ha deciso di aprire in maniera più strutturata una finestra sul contesto regionale, nella convinzione che tale dimensione sia ineludibile per comprendere le influenze reciproche e gli equilibri che oltrepassano e ridisegnano i confini precari degli stati nazione.
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    17 novembre 2005 - Laura Lanni

Appello urgente per una iniziativa di pace a favore dei bambini soldato in Uganda!

23 dicembre 2005 - Associazione per i popoli minacciati

Il già triste destino dei bambini soldato nel nord dell'Uganda peggiora
di giorno in giorno: solamente durante quest'anno 19.000 bambini hanno
perso la vita a causa della guerra, dei rapimenti subiti, per omicidio
oppure sono morti per sfinimento in uno dei 200 campi profughi del
paese. 13.000 bambini sono stati rapiti a partire dal 2003 e con estrema
brutalità sono stati addestrati a fare i soldati. Ogni settimana muoiono
altre 1.000 persone e 40.000 bambini e adolescenti sono costretti ogni
sera a percorrere fino a 10 km a piedi per nascondersi nelle città dalle
aggressioni notturne. 1,6 milioni di persone, corrispondenti al 90%
della popolazione delle zone di combattimento in guerra, vivono in campi
profughi con il costante terrore di aggressioni e soprusi da parte di
una delle due parti in causa.

I crimini nel nord dell'Uganda non sono ascrivibili solo all'esercito
ribelle, il Lord's Resistance Army (LRA - Esercito di resistenza del
Signore), ma anche l'esercito regolare del governo Museveni si rende
responsabile di saccheggi e stupri. Nonostante il 50% del bilancio
nazionale ugandese sia finanziato dall'estero, finora nessuno ha
proposto o avanzato un'iniziativa di pace, né il Consiglio di Sicurezza
né l'Unione Europea e neanche gli Stati Uniti d'America.

L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) lancia un urgente appello a
tutti i ministri degli esteri dell'Unione Europea, e in particolar modo
al ministro degli esteri austriaco Ursula Plassnik, il cui paese
assumerà il 1 gennaio 2006 la presidenza del Consiglio Europeo, affinché
elaborino e ottengano un'iniziativa di pace per l'Uganda dell'Unione
Europea e costringano quindi il Consiglio di Sicurezza dell'ONU a
impegnarsi per la pace nella regione.

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