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www.marioragagnin.net

I doveri dei Paesi primi
I Paesi primi devono dimostrare coi fatti, alle opinioni pubbliche proprie ed altrui, come essi debbano predisporsi agli altri popoli, per elevarli a sé e renderli decisionali alla pari, soggettivarli e responsabilizzarli, e in tal modo risolvere i problemi che altrimenti quelli provocano.
Possono farlo solo rivolgendosi alle masse degli altri Paesi, tramite i loro volontari emergenti.
Le masse islamiche riconosceranno nei volontari dei Paesi primi i loro alleati, e si staccheranno gradualmente dai loro leaders, scoprendo in questi l'aspetto verticistico dell'imposizione.
Da qualsiasi punto geografico si parta, si è costretti a fare poi riferimento a Israele, il tronco da cui si sono ramificate le varie confessioni religiose, le ideologie globali da cui dipendono le diverse posizioni politiche (che si appoggiano sempre implicitamente ad una religione) degli Stati decisionali (Occidente e Islam).
Le basi di Israele e dell'intero Occidente agiranno contemporaneamente su diversi fronti: su quello religioso, legittimando i Protestanti esplicitamente con la Bibbia, e su quello politico, liberando i Palestinesi, nel senso di fornire quanto occorre (strutture materiali, riconoscimenti giuridici e collegamenti) alla loro piena realizzazione esistenziale.
Il che non comporta necessariamente l'istituzione di uno Stato. Anzi, in linea di massima, la esclude.
Perché i Palestinesi, se riducono la loro esigenza di libertà (nel senso di piena esistenza) alla costruzione di uno Stato, andrebbero a rinchiudersi nuovamente in un'altra gabbia.
Salvo per i loro capi ovviamente, che in tale operazione otterrebbero sì la libertà, ma solo per loro personalmente.
L'idea che sia necessario istituire Stati separati per acquisire la libertà è frutto della mentalità vigente, derivata dal procedimento naturale deviato e codificata dal Diritto internazionale, che gli Stati abbiano diritto di esistere (ossia separati), e così all'interno si instauri la distinzione fra basi e vertici.
Tutto deriva dal fatto che oggi la Cultura (col Diritto e le Scienze Umanistiche) dipende dai poteri perché questi non le forniscono altrimenti mezzi e strutture.

Sul sito www.marioragagnin.net
è pubblicato "I Volontari e il Potere"

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