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Cerchiamo di scoprire in cosa consiste il "peccato originale"

Le intenzioni dichiarate sono sempre ottime; è il modo di attuarle sbagliato.
7 dicembre 2008 - Mario Ragagnin

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La storia dimostra come siano finite le migliori intenzioni. Le più belle utopie sono state realizzate sempre male e hanno provocato effetti disastrosi. Eppure si presentavano bene all'inizio. Difatti ognuna incarnava una delle esigenze fondamentali dell'umanità. Però tutte erano parziali; perciò si dovevano imporre con la forza. La causa di ciò è il rapporto fra basi e vertici, nel quale oggi si concentrano le negazioni primitive. Ogni potere è oppressivo e dannoso in quanto tale, e non per le intenzioni e i contenuti, tutti ottimi, che perciò ottengono il sostegno delle opinioni pubbliche all'inizio. Si metteranno in discussione i comportamenti applicativi.

Gli emergenti di base di ogni ideologia e posizione sono immuni dal peccato originale del verticismo. Essi esprimeranno autenticamente il valore della loro idea in forme operative (applicate a sé stessi) di liberazione degli altri, ancora sottoposti ai poteri, col sintetizzarsi fra loro a monte.

Tutte le ideologie erano valide solo per questo e tendevano a tale scopo.

Gli emergenti terzi, liberati dai primi e secondi, sono già potenziali alleati. Forniranno poi in cambio la loro idea e identità, naturale e culturale: in cui i primi (l'Occidente) e i secondi (l'Islam) riconosceranno sé stessi e recupereranno il proprio passato, di unificazione a loro volta.

L'identità dei terzi verrà esplicitata dagli emergenti primi in termini dell'organizzazione volta all'unificazione e al riconoscimento reciproco fra tutti. Diverrà l'aspetto complementare delle ideologie dei primi e secondi, che unificherà semplificandole.

Le ideologie tendono all'egemonia sul mondo; e a tale fine usano la forza fisica e psichica dei seguaci. Anche il potere religioso si è comportato male, solo perché è un potere, indipendentemente dalle idee e finalità. Seguiva il procedimento naturale; come fa ancora, e come fanno inevitabilmente tutti i vertici. I seguaci, pur credendo di interpretare i precursori, sono sempre insufficienti e inadeguati. Si discuterà dunque la possibilità umana di realizzare le buone intenzioni senza provocare disastri. Il rapporto fra basi e vertici è la causa della disfunzione, dell'impossibilità di fare quello che si crede ottimo.

Si allargherà l'intuizione di Marx, dell'insufficienza di fondo, al rapporto in generale fra basi e vertici Marx partiva dal concetto che l'insufficienza di fondo, causa di tutti i mali, consistesse nei rapporti tra padroni capitalisti e operai. Bisogna estendere tale concetto al rapporto in generale fra capi e subordinati, fra vertici e basi. È la generalizzazione del principio. Include quello di Marx e spiega anche perché il comunismo non poteva realizzarsi. Perché seguiva il procedimento naturale (che pure implicitamente condannava) del ritenere necessari sempre capi e governi ad attuare le idee. Ossia cercava di risolvere il verticismo con il verticismo, contraddicendosi.

Proponendosi la soluzione dei rapporti fra basi e vertici, si risolvono tutti gli altri rapporti. Si valorizzano le parziali soluzioni presenti nelle entità e nelle posizioni esistenti, tutte sorte con l'intenzione di essere la soluzione di qualcosa, sempre di problemi, derivanti dal rapporto fra basi e vertici.

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