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Chiara Castellani: "La mia vita a Kimbau, per un impegno di giustizia"

E' in Italia Chiara Castellani, dottoressa da anni impegnata al servizio degli ultimi. Sarà impegnata fino a marzo in un ciclo di incontri per raccontare il suo ospedale, tra pipistrelli e rinnovate speranze.
2 febbraio 2005 - Daniele Marescotti
Fonte: © Copyright Redattore Sociale - 31 gennaio 2005

ROMA - Chiara Castellani è una dottoressa specializzata in ginecologia e diplomata in medicina tropicale. E’ arrivata in Italia per un ciclo di incontri che durerà fino agli inizi di marzo. La sua è un’esperienza unica, raccontata nel libro “Una lampadina per Kimbau”, edito da Mondadori.

Ha iniziato la sua esperienza di volontaria al servizio dei poveri nel 1983 andando in Nicaragua. Attualmente è nella Repubblica Democratica del Congo. L’ospedale in cui lavora si trova a Kimbau, nel cuore dell’Africa al confine con l’Angola. L’ospedale risale al periodo della colonizzazione belga e dopo l’indipendenza è stato abbandonato. Con grandi sacrifici è stato riattivato ma non ha né l’energia elettrica e né l’acqua corrente. Dagli inizi degli anni Novanta Chiara Castellani, con il sostegno dell’Aifo, ha voluto riattivarlo per aiutare la popolazione locale.

“L’ospedale – racconta la dottoressa – si presentava sporco dai pavimenti alle pareti. I pipistrelli che ci vivevano avevano insozzato le pareti con i loro escrementi”. Ma l’acqua era ed è troppo preziosa. Non può essere sprecata per lavare. L’acqua serve per i pazienti e per la sala operatoria. Per approvvigionarsi di acqua bisogna recarsi al fiume che dista circa tre chilometri dalla struttura ospedaliera, alcuni tratti sono di salita ripida.

“Inizialmente – spiega Chiara Castellani - c’erano delle persone che andavano al fiume a riempire i bidoni ma poi, grazie ai fondi raccolti dall’associazione Aifo (Associazione Italiana Amici di Raul Follereau), i medici dell’ospedale hanno potuto acquistare una jeep per recarsi al fiume”.

Per lei la povertà non è una condizione a cui rassegnarsi. Se c’è impegno da parte di tutti per migliorare le condizioni dei più poveri, si può superare quella fastidiosa statistica del 20% della popolazione che sfrutta l’80% delle risorse. Questa è la sua fede. A chi le chiede che cosa è per lei Dio, risponde: “Dio è quella “persona” che ti resta accanto nei momenti difficili e, anche quando di fatto sei solo, ti sussurra: “Non sei solo”. Tutto acquista un senso diverso se pensi che Dio ti sia vicino. Ti aiuta ad andare avanti con maggiore coraggio anche nei momenti più irti di ostacoli”.

Il sogno di Chiara Castellani è quello di portare la luce e l’acqua a Kimbau e sta per avverarsi. A dicembre del 2004 è arrivata la turbina – frutto di una raccolta di fondi organizzata dall’Aifo – per costruire una piccola centrale idroelettrica che, alla fine del 2005, dovrebbe portare l’energia elettrica e l’acqua nel suo ospedale dove i pipistrelli sporcano ancora il controsoffitto con la loro urina. (Daniele Marescotti)

Note:

Pubblicazione sul sito di PeaceLink per gentile concessione dell'agenzia stampa Redattore Sociale http://www.redattoresociale.it

In questi giorni Chiara Castellani è in Italia. Per partecipare agli incontri con Chiara Castellani contattare l'AIFO: tel. 051 433402

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