Comitato delle le associazioni per la pace ed i diritti umani - Rovereto

Centro di Educazione alla Pace di Rovereto

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L'acquedotto Rovereto-Trento e la mancata partecipazione dei cittadini

L'acqua della sorgente di Spino è di fatto proprietà della Provincia ma l'uso è per tutti in quanto il 'bene comune' è tale se si condivide il principio di solidarietà e ne si riconosce il diritto ad esso non solo sulla base della ritorno economico.
5 marzo 2008

acquedotto Spino

Considerato che la sorgente di Spino rilascia una quantità di acqua maggiore dell'uso che le varie attività della 'città della quercia' richiedono, bisogna quindi pensare a come non lasciar scorrere un bene prezioso che viene spesso inquinato da attività industriali o agricole e talvolta pompato in altura per creare neve artificiale utile a un inquinante turismo di massa 'mordi e fuggi'.

Sull'asse dell'Adige ci sono comunità con sorgenti limitate: Villa Lagarina ha poca acqua e spesso si trova ad usare il sovrappiù della sorgente di rovereto; Volano si ritrova con un acqua poco salubre.

E' chiaro che l'acquedotto che porterà l'acqua da Rovereto a Trento fa parte dell'operazione di razionalizzazione dei costi che Trentino Servizi adotta per evitare di andare a pescare nel capoluogo l'acqua da una falda sempre più bassa – evitando quindi uno spreco di energia di pompaggio.

Si possono quindi condividere operazioni di razionalizzazione dei costi ma sempre garantendo il diritto all'acqua anche alle famiglie meno abbienti e cercando di diminuire gli sprechi e creando un maggior coinvolgimento dei cittadini nella gestione del bene comune.

Ma quale vantaggio porta questa operazione alla comunità di Rovereto?

Le strategie di Trentino Servizi rispondono alla sua natura giuridica di società per azioni che – anche se a maggioranza pubblica – agisce su indicazione dei soggetti extra provinciali che la compongono come Asm Brescia che dopo la fusione con Aem di Milano è diventata una delle più importanti multiutility sul panorama europeo.

Non c'è da stupirsi quindi se il consiglio d'amministrazione di Trentino Servizi – nei quali la voce dei Consigli comunali non riesce a farsi sentire – scelga di allargare l'ambito di attività per poter diventare sempre più soggetto che possa competere a livello nazionale come fornitore di energia e quindi con la gestione del servizio idrico rimpinguare i propri bilanci. Ma a favore di chi?

L'intervento di realizzazione dell'acquedotto non porta vantaggi diretti ai cittadini di Rovereto. Sarebbe necessario pensare a un sgravio sulle tariffe dei roveretani per chi rientra in consumi contenuti – evitando quindi di avvantaggiare chi invece spreca l'acqua in grande quantità ?

Inoltre - vista la vocazione a 'città della pace' - sarebbe possibile creare un fondo a sostegno di progetti per l'accesso all'acqua da realizzare con le comunità in vari paesi in 'via di sviluppo'.

Come cittadino rimango attonito quando il Comune di Rovereto agisce senza che venga chiesto cosa si intende fare al consiglio comunale e ai cittadini.

La fiducia dei cittadini la si guadagna con le decisioni e non con i proclami elettorali.

Andrea Trentini – cittadino di Rovereto