Comitato delle le associazioni per la pace ed i diritti umani - Rovereto

Centro di Educazione alla Pace di Rovereto

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Disarmo, un comune programma futuro

Il Movimento Nonviolento, in sintonia con molte altre associazioni, reti, movimenti, vuole concentrare il proprio agire in una vasta campagna volta ad ottenere non solo l'azzeramento del programma di acquisto degli inutili, dannosi e costosissimi aerei da caccia F-35, ma anche una riduzione quantificabile e progressiva delle spese militari correnti.
5 febbraio 2012

movimento nonviolento Il Movimento Nonviolento, in sintonia con molte altre associazioni, reti, movimenti, vuole concentrare il proprio agire in una vasta campagna volta ad ottenere non solo l'azzeramento del programma di acquisto degli inutili, dannosi e costosissimi aerei da caccia F-35, ma anche una riduzione quantificabile e progressiva delle spese militari correnti.

Su questo obiettivo chiediamo la partecipazione attiva delle forze sociali, sindacali e dei partiti, sapendo di avere già il consenso di una gran parte dell'opinione pubblica.

Ci opponiamo alle spese militari non da oggi, e non solo in conseguenza della grave crisi economica del paese; ci opponiamo ad ogni investimento bellico perchè la guerra è il più grande crimine contro l'umanità, perchè la Costituzione ripudia la guerra, perchè la guerra è contraria al comandamento dell'amore.

Sappiamo bene che non basta dirsi contrari alla guerra, bisogna concretamente ridurne le cause e gli strumenti che la rendono possibile: armi ed eserciti.

La campagna di oggi per il disarmo, è essenziale a prevenire la guerra di domani.

C'è anche un'altra ragione per questa campagna: se riusciremo a rimuovere l'ostacolo delle enormi spese militari, avremo a disposizione ingenti risorse per dare piena attuazione a tutti i principi fondamentali della Costituzione, dall'articolo 1 all'articolo 11: il lavoro, i diritti umani, la dignità sociale, la libertà, l'uguaglianza, le autonomie locali, il decentramento, lo sviluppo della cultura e della ricerca, la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, il diritto d'asilo per gli stranieri, ed infine la costruzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.

Svuotare gli arsenali (di guerra) e riempire i granai (di pace) è il nostro programma politico. I singoli amici della nonviolenza, gli aderenti al Movimento, i gruppi territoriali, saranno attivi in azioni locali e in momenti di mobilitazione nazionale.

La Festa dei 50 anni del Movimento Nonviolento è stata una bella occasione per rinfrescare i fondamenti costitutivi del passato e per mettere in circolo nuovo entusiasmo per il futuro.

La nonviolenza organizzata ha fatto un passo in avanti.

Calendario nonviolento 2012 per il disarmo
25 febbraio, giornata delle “100 piazze d'Italia contro i caccia F-35”: raccoglieremo le firme nelle piazze delle nostre città, paesi, quartieri

1 marzo, manifestazione a Roma per la consegna delle firme al Governo, con la Rete Italiana Disarmo

2 giugno, festa della Repubblica: celebriamo l'Italia che “ripudia la guerra”, chiediamo che le parate militari siano abolite e sfilino solo i cittadini disarmati.

6 agosto, Hiroshima day: iniziative locali, anche nei luoghi di villeggiatura, per il disarmo nucleare.

2 ottobre, giornata internazionale della nonviolenza: celebriamo il compleanno di Gandhi (cioè la nascita delle nonviolenza politica), con iniziative diffuse su tutto il territorio sul tema del disarmo.

24-30 ottobre, settimana Onu per il disarmo: organizziamo iniziative di “educazione alla pace” nelle scuole (dalle elementari ai licei) con gli insegnanti e gli studenti.

4 novembre, anniversario della fine della prima guerra mondiale: commemoriamo tutti i morti di tutte le guerre, con celebrazioni nonviolente davanti alle lapidi e ai monumenti ai caduti: “ogni vittima ha il volto di Abele”. L'unico vero rispetto per i caduti è quello di evitare le prossime guerre, con il disarmo.

15 dicembre, quarantesimo anniversario delle legge per l'obiezione di coscienza (1972-2012): organizziamo un convegno nazionale che coinvolga tutti gli obiettori di ieri e le ragazze e i ragazzi del servizio civile di oggi: “obiezione alla guerra”. L'obiezione di coscienza non è morta con la sospensione della leva obbligatoria, ma resta il fondamento di una politica nonviolenta basata sul principio di non-collaborazione e disobbedienza civile.