Comitato delle le associazioni per la pace ed i diritti umani - Rovereto

Centro di Educazione alla Pace di Rovereto

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Diritto a vivere liberi dalla paura? Cosa significa?

Interessante riflessione nata dall'esperienza in Nepal di una volontaria roveretana - Federica Riccadonna - che ha tratto spunto dagli insegnamenti del Prof. Galtung ma sopratutto dall'evento realmente accaduto descritto nel breve scritto.
10 aprile 2013

La Dichiarazione Universale per i Diritti Umani afferma all’articolo 3: “Ognuno ha il diritto alla vita, liberta’ e sicurezza della persona.”
In concreto, questo diritto come viene minacciato?
In vari modi: attraverso la negazione del soddisfacimento dei bisogni base come benessere, salute, liberta’, dignita’ e sicurezza, attraverso il mancato raggiungimento di standard di vita minimi che permettano benessere e salute a tutti, e non semplicemente il lusso e il consumismo di una minuscola percentuale di persone a spese del resto, e attraverso la mancata pubblicazione e diffusione di notizie come queste:
Nel mondo le spese militari e il commercio di armi amontanto a 1 trilione di $ all’anno (12 zeri) , con una media di 173$ a persona. Gli Stati Uniti spendono circa la meta’ del totale mondiale.
Si stima che un extra budget di 19 miliardi di $ (9 zeri) in servizi base puo’ eliminare la malnutrizione e la fame nel mondo. E 12 miliardi di $ in piu’ all’anno possono dare educazione ad ogni bambino nel mondo.
23 miliardi all’anno possono rovesciare la diffusione di AIDS e malaria.

In conclusione, con 70 – 80 miliardi (9 zeri) di $ si possono soddisfare i bisogni base di ogni essere umano sulla terra, che corrispondono a meno del 10% delle spese militari mondiali.

Queste notizie insieme al fatto che ogni giorno muoiono di fame e di malattie prevenibili e curabili 125.000 persone non vengono largamente diffuse, ma fortunatamente altri canali si sviluppano per raggiungere i reali destinatari.
I destinatari? Le persone, la popolazione mondiale, che ha diritto a vedere soddisfatti i propri bisogni base, e non il capitale e il profitto e la crescita, spesso scambiati come unico scopo e come unico dio. Come lo stesso Prof. Galtung afferma in numerosi scritti, bisogna ri-focalizzarsi su Economie per la Pace, che soddisfino i bisogni dell’uomo non solo in termini materiali, ma spirtuali, mentali. E in questa direzione bisogna valutare non solo la crescita economica ma la sua distribuzione, e domandarsi come mai “il rapporto del reddito del 0,1% sul 99.9% negli USA nel 2007 era 140; e secondo il rapporto dell’UNDP, come mai tre individui hanno tanto quanto il 48% dei paesi piu’ poveri. (dal libro, Peace Economics of Prof. Johan Galtung).
Si entra in un mondo che trascende le linee nazionali e supera ogni barriera ideologica..
Ma torniamo al diritto di vivere liberi dalla paura.
La Paura ha varie forme, ti chiama alla realta’ e ti richiama ai limiti per darti la possibilita’ di vederli e superarli. Ma esiste un altro genere di paura, sperimentato da molti, probabilmente dalla maggioranza della popolazione mondiale, anche in questo momento. La paura di non poter uscire di casa e tornare sani e salvi, o addiritura la paura stessa di non essere sicuri nemmeno a casa propria.
La sicurezza e’ un bisogno fondamentale che permette il godimento appiena dalla vita umana. E’ un bisogno che spesso si sottovaluta, ma fondamentale che non puo’ essere minacciato da nessuna forma di corruzione o potere.
Il preambolo della Convenzione Internazionale per i diritti civili e politici del 1966 afferma e riconosce che i diritti elencati derivano dalla dignita’ inerente alla persona umana e che in conformità alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, l'ideale dell'essere umano libero, che goda delle libertà civili e politiche e della libertà dalla paura e dalla miseria, può essere conseguito soltanto se vengono create condizioni le quali permettano ad ognuno di godere dei propri diritti civili e politici, nonché dei propri diritti economici, sociali e culturali
Immaginate…
Uscire di casa per andare a lavorare, un lavoro semplice umile, che pero’ ti permette di sopravvivere e di goderti anche qualche volta la compagnia di amici di fronte ad un buon pasto. Uscire, per ritrovarsi dopo poche ore rinchiusi in custodia, malmenati e sotto accusa per un furto che NON hai commesso. Solamente perche’ una persona, che da mesi vive di fronte a te, separata solo da un piccolo e lurido fiume, ti riconosce a distanza di tre mesi, come ladro. Tu sei innocente, ma non c’e’ nulla che tu possa fare perche’ quella persona ha “conoscenze” e forse qualche accordo per dividersi i soldi con qualche poliziotto. Cosa fai? Accetti le botte e piangi la notte in cella, disperato per questa disavventura. Speri che al mattino i tuoi amici abbiano mobilitato le loro conoscenze, ma sei povero, marginalizzato, etichettato come criminale a priori. Fortunatamente, per l’assurdita’ della cosa e la tacita minaccia di interventi da parte di organizzazioni a difesa dei diritti umani, di cui tu non sai nulla, alimentata da attori esterni, tu sei libero.
Ma nella tua umilta’ e semplicita’ cosa scegli per la tua dignita’?
Tua moglia ha paura ora, i tuoi amici ti incitano alla vendetta violenta, altri ti suggeriscono di accusarlo a tua volta.. Ma tu non conosci bene i tuoi diritti, non sai che NON POSSONO PRIVARTI DEL DIRITTO ALLA SICUREZZA DELLA TUA VITA, e non possono toglierti arbitriariamente la liberta’, ma che sopratutto NON POSSONO PICCHIARTI. Tu non sai tutto l’apparato di leggi a tua protezione, non sai alzare la voce, e sei portato per cultura e natura alla riconcilizione. Cosi dimentichi, ma la frustrazione nasce e cresce in te..e forse..un giorno.. quando si presentera’ l’occasione giusta ti vendicherai, perche’ anche se le ferite nel corpo sono guarite, la tua anima e il tuo spirito, la tua dignita’ no. E quindi.. userai forse violenza a tua volta.
E a tutto questo, i governi, la comunita’ internazionale, i poteri, restano (volontariamente?) ciechi. Ciechi che un domani tale frustrazione, come in passato, tale inequita’, come in passato, potra’ esplodere e violentemente chiedere ascolto.
Soluzioni, violenza dall’alto come avverte Prof. Galtung, oppure, lavore alla base, risolvi le contraddizioni in relazione al soddisfacimento dei bisogni umani, e guarire le ferite alla dignita’.
In questo modo avrai cittadini consapevoli, forti e indipendenti che sapranno costruire un futuro luminoso per la propria comunita’. LIBERI DALLA PAURA!
Questo discorso si puo’ tranquillamente adattare anche ai paesi cosi chiamati sviluppati, che in nome di una crisi economica che richiede misure di austerita’, vede tagliati ogni forma base di protezione e sicurezza sociale. I giovani, gli anziani penalizzati in questa corsa al riparo, e in molti non si rendono conto che semplicemente il sistema non si sostiene piu’. Sono necessari cambiamenti, che non possono essere dettati dalla paura, che attanaglia idee e creativita’.

E quindi..un augurio.. LIBERI DALLA PAURA cerchiamo nuove idee per una vita lumionosa e degna di essere vissuta per tutti. Liberiamoci dalla paura che non possiamo fare la differenza, perche’ in piccole scelte quotidiane, quando parliamo e pratichiamo la dignita’ dell’essere umano, stiamo gia’ facendo la differenza.

di Federica Riccadonna