Catena di Sanlibero

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Catena di SanLibero n. 311

22 novembre 2005 - Riccardo Orioles (giornalista antimafia)

Questo numero della Catena esce ridotto e in ritardo per problemi tanto miei quanto della diffusione (gli ultimi numeri non sono arrivati a molti abbonati). Inoltre, a causa di un problema di reindirizzamento, è andata perduta parte della posta inviata nelle ultime quattro settimane a riccardoorioles@sanlibero.it . Vi prego di utilizzare l'indirizzo: riccardoorioles@gmail.com . E di avere pazienza.
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Mala tempora. "Troppa delinquenza, non si può più stare. Tutta 'sta gentaglia a piede libero... Io ho paura anche di dormire, i ladri sono già venuti una volta ... Ma come posso fare?". "Metti tutto in cassaforte, zio. Vedrai che nessuno te la potrà toccare, la roba tua". "Ah, è vero, ho la cassaforte. Grazie del consiglio, Giovanni, sei proprio uno di Famiglia". (Al telefono: Giovanni Brusca e Totò o' Curto, in arte Riina).
[antonella serafini]
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Grandi opere sul web. La finanza creativa non si ferma ai ponti e all'alta velocità ma si spinge fino agli angoli più remoti del cyberspazio. Sono stati stanziati quarantacinque milioni di euro per il sito web www.italia.it, geniale progetto made in Banana Republic.
L'idea di realizzare il sito web più costoso nella storia dell'umanità nasce dalla fervida mente del ministro dell'innovazione Lucio Stanca, che con questa iniziativa vuol regalare al Belpaese un sito dedicato alla promozione del turismo e alle prenotazioni on-line di alberghi e ristoranti.
Per un curioso fenomeno di autocannibalismo, dei quarantacinque milioni previsti ben venti però saranno usati per preomuovere non il turismo ma il sito stesso (in otto lingue). Gli altri venticinque milioni, stanziati dalle regioni, verranno spartiti alla cordata di aziende che s'è aggiudicata il bando. Insomma una Fontana di Trevi virtuale, con monumenti virtuali e paesaggi virtuali, venduta - per soldi veri - non all'ignaro turista di Totò e Peppino ma a tutti noi contribuenti italiani, riempiendo qualche server e molte tasche.
[carlo gubitosa]

Info: http://www.innovazione.gov.it/
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Cartolina da Santo Domingo. Grandi Opere: dibattito sui quotidiani della capitale. "Non costerà nulla allo Stato e porterà turismo". "Non servirà a niente! Tutte balle!" Si parla della progettata isola artificiale di fronte al Malecon di Santo Domingo. Non essendoci zone balneabili in città, un gruppo di imprenditori locali e spagnoli ha pensato bene di costruire un'isola apposta, con spiaggia finta e cemento vero. "Boh! Tanto non la faranno mai", dicono al bar.
[Rocco Rossitto]
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Cartolina da Berlino. Avevo letto sulla Catena un giudizio molto positivo sui tedeschi, che mi aveva incuriosito: sull'Irak i cattivi di un tempo (i tedeschi) erano diventati i buoni ed i buoni (inglesi ed americani) erano diventati i cattivi. Si sottolineava anche come in Germania vi fossero condizioni di democrazia, tolleranza e solidarietà, a livelli scandinavi, impensabili per altri paesi, anche europei, prima tra tutti l'Italia.
La cosa non mi convinceva. Per decenni i tedeschi sono stati, in maggioranza, l'esatto contrario: intolleranti, prepotenti, razzisti.
Negli occhi di molti di quelli con più di cinquant'anni non avevi difficoltà a leggerci un passato da nazista convinto. E durante il nazismo non c'è stato nessun movimento di opposizione paragonabile alla Resistenza nostra o francese. Ma ora a Berlino ho avuto l'impressione di un paese finalmente cambiato. Ma cambiato davvero e di parecchio!
Tolleranza, gentilezza e civiltà sono le cose che più ti colpiscono. Anche la tutela dell'ambiente e l'amore per le cose belle. Cos'è stato? Il melting pot? Certo: turchi, slavi, greci, italiani, sudamericani, africani ed asiatici ne trovi tantissimi e nessuno a
lavare i vetri delle auto. La riunificazione? L'esperienza disumana del muro e, subito dopo il mazismo, il regime sovietico in metà del paese? Qualunque cosa sia, ha generato un amore per la libertà ed un rispetto dei diritti umani straordinari.
[giovanni mortelliti]
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Abituarsi. Francesco Merlo: < Certo, la signora ha tutto il diritto di fare politica, già si è impegnata nell´associazionismo cattolico e potrebbe anche accadere che riveli doti di buona amministratrice e di brava presidentessa, ma la logica del cognome non surroga competenze. Il pericolo è che la scelta di un cognome-simbolo stia ancora dentro quella retorica di cui si sta rendendo maestro e nuovo protagonista proprio il favoreggiatore Cuffaro. Se anche la retorica antimafia è diventata terreno di mafia a noi non resta che prenderne distanza e dare battaglia alla retorica >

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Ribellarsi. Claudio Fava: < Se Paolo Borsellino fosse vivo, se fosse vivo Giuseppe Fava e con lui tutti gli altri morti per mano mafiosa, sarebbero orgogliosi di sostenere la candidatura di Rita Borsellino alla presidenza della Regione siciliana al di là delle loro posizioni politiche. Sconfiggere alle elezioni un presidente di Regione processato per favoreggiamento mafioso non è solo una battaglia del centrosinistra: è una sfida che Rita Borsellino porta avanti in nome di tutti i siciliani onesti. Quanto alla volgare battuta del signor Cuffaro sui vantaggi di Rita Borsellino per il cognome che porta,
Cuffaro sa bene che l'unico vantaggio che è toccato ai parenti delle vittime di mafia è stato quello di portare sulle spalle in questi anni di tragedia un supplemento di dolore e di responsabilità >
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Come andò a finire. Il super-presidente, che aveva abbindolato la nazione per più di dieci anni, alla fine fu arrestato in un paese del Sudamerica e estradato a casa. Mandato di cattura internazionale, processo per corruzione, ecc. Si parla naturalmente di Fujimori.
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Trend. "Questo articolo contiene un linguaggio proibito. Si prega di cancellare il linguaggio proibito dall'articolo". (Microsoft Messenger, versione - ancora - cinese).
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Marketing. Grandi cartelloni di Cosa Nostra con lo slogan "Facciamo schifo!". Adesso ricicla l'immagine e cerca di far sorridere con i Soprano.
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Maturazione. Petruccioli, sul ritorno di Santoro: "Quando il problema sarà maturo lo porterò in consiglio di amministrazione".
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Antimafia. Sabato 26 a Campi Bisenzio (Firenze) si svolgerà l'annuale incontro ideato da Antonino Caponnetto su giustizia e legalità. Quest'anno intervengono Rosario Crocetta, Alfredo Galasso, Giovanni Impastato, Piero Grasso, Tano Grasso, Salvatore Calleri, Bruno Piazzese, Carlo Lucarelli, Giuseppe Lumia, Giovanni Impastato ed altri. Interverrano i ragazzi antipizzo di Palermo e sarà presente Elisabetta Caponnetto.

Info: info@antoninocaponnetto.it
Bookmark: http://www.antoninocaponnetto.it/
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Alessandro Paganini wrote:
< Ricapitoliamo: la Cina ha un fortissimo attivo di bilancio, detiene il 30 per cento del debito Usa, possiede tutte le competenze e tecnologie (forse un po' indietro solo sul militare), e ha grosse quote di mercato estero a prezzi stracciati. E i nostri geniali imprenditori che fanno? Chiudono gli stabilimenti e importano le merci, cioè si riciclano da produttori a grossisti. Bravi. Questo finché non parte il mercato interno cinese. A quel punto la produzione cinese troverà sbocco a casa, e le esportazioni saranno minori, e molto più care. Nel frattempo noi ci saremo deindustrializzati, e una parte delle nostre infrastrutture vitali sarà in mano proprio ai cinesi. A quel punto saremo noi il terzo mondo. Chi glielo dice al presidente imprenditore? >
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Francesco Mantero wrote:
< Il Vaticano impone la sua macchina burocratica sulla voce dei Francescani di Assisi, rei di assumere troppe iniziative sui temi della giustizia e della pace, troppi messaggi di ecumenismo tra le diverse fedi dei popoli della Terra. Si tenta di spegnere una voce importante, capace di parlare al cuore degli uomini su un messaggio, quello di Cristo, fondato proprio su questi temi. Come si è cercato di spegnere le voci della chiesa dei poveri, quella africana o latinoamericana, che continuano a gridare nel silenzio dei mezzi di informazione il dolore di una sterminata umanità sofferente, da cui la chiesa con la C maiuscola, quella che benedice i potenti, è sempre più lontana >
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Ettore Lomaglio Silvestri (Ass."Sconfiggiamo la mafia") wrote:
< Il comune di Pieve Emanuele (MI) ha intitolato una strada a Peppino Impastato. Sarebbe bello se anche altri comuni lo imitassero intitolando una strada alla memoria di Peppino >
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Giuseppe G. wrote:
< Nitto Santapaola, Aldo Ercolano e soci non sono più i capi di Cosa Nostra catanese. Anzi non sono affatto mafiosi. Lo ha stabilito una sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Catania, assolvendo i boss dall'accusa di aver comandato i clan dal '96 in poi. "Come potevano farlo se erano sotto il 41 bis? come potevano far passare gli ordini?". Questa la linea degli avvocati che evidentemente ha convinto i giudici. Presidente della Corte era Gustavo Cardaci, giudice a latere Luigi Russo, che quindici anni fa fece molto parlare di sé per aver assolto i cavalieri del lavoro dall'accusa di essere vicini a Cosa Nostra. Ci avevano a che fare - scrisse il giudice allora - ma "per stato di necessità" >
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Appello. Il dominio www.redazione.org è già registrato, e attende di prendere vita on-line. L'obiettivo sarà creare una meta-redazione che raccolga in modo professionale il meglio di ciò che produce l'informazione alternativa su internet, anche e soprattutto in visione di una vita oltre lo schermo, che raggiunga la carta e le piazze. Ora abbiamo bisogno di volontari intrepidi e competenti, in particolare grafici e informatici, che possano prendere in mano questo strumento per farlo diventare vivo e pulsante. Astenersi perditempo. Per informazioni e reclutamenti rivolgersi alla Catena di San Libero o a Carlo Gubitosa di Peacelink.

Bookmark: c.gubitosa@peacelink.it
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Anacreonte anakr@eleutheros.el wrote:
< E anche tu, Cleanoride, sei morto
servendo la Città, tu che osavi
sfidare le tempeste dell'inverno.
Nell'età senza donne cadde il fiore.
L'adolescenza tua, presa dal mare >

Note:

Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)

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