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Catena di San Libero n. 333

21 giugno 2006 - Riccardo Orioles (giornalista antimafia)

Beh, e' un po' di tempo che non ci sentiamo. Il motivo, come avete capito, e' tutto il lavoro che c'e' stato da fare per Casablanca. Poi l'ondata di stanchezza che e' arrivata subito dopo tutta in una volta. Infine il continuo rimandare, nella speranza di raccogliere meglio le idee, di fare un riepilogo serio e completo, ecc. Forse e' meglio provare a buttar giu' ora le cose piu' importanti, alla rinfusa. Parliamo di Casablanca, ma se ci pensate bene in prospettiva parliamo di molte altre cose.

* * *

La situazione. Il giornale e' in edicola a Catania e dintorni e sta vendendo bene. Sono 40 pagine a colori, formato rivista, piu' o meno come il vecchio Avvenimenti (con meno pagine). Le copie per Palermo sono partite poco fa, non c'erano soldi per la distriibuzione. Messina parte domani. Una serie di citta' siciliane sono piu' o meno coperte. A Roma ne abbiamo mandato un po' di copie, la maggior parte delle copie per il "nord" (cioe' da Villa San Giovanni a Oslo) partono ora. Comunque, abbiamo stampato molto poco (sulle cinquemila) perche' non c'erano soldi per stamparne di piu'. In generale, ci fidiamo pochissimo della distribuzione in edicola (la Sodip l'altro mese ha senz'altro sospeso quella del Mucchio Selvaggio perche' non le piaceva la copertina). Cosi' la maggior parte delle copie viaggeranno - come si diceva una volta - per "diffusione militante". Copriremo una libreria per citta', via via che le sceglieremo. Sul numero due, che esce verso il 10 giugno, copriremo in edicola un'altra decina di citta', allargandoci di tre-quattro citta' a numero. Ma la distribuzione principale sara' sempre militante e in libreria.

"Che cosa posso fare per Casablanca?". Le seguenti cose:
- intanto, scrivici se vuoi dare una mano;
- aspetta di ricevere l'elenco dei "simpatizzanti" della tua citta';
- telefonatevi fra di voi;
- organizzate una riunione;
- se formate una redazione locale fatecelo sapere.

A che serve la redazione locale?
- a mandare notizie;
- a scrivere pezzi (inchieste e cose concrete, non elzeviri e "signora-mia"; i migliori pezzi sono quelli collettivi; non "fate i giornalisti", scrivete come parlate;
- a scegliere la libreria (o le librerie) in cui deve arrivare il giornale;
- a spingerla, monitorarla, ecc.;
- a organizzare la diffusione (a scuola, all'universita', per la strada, al centro sociale, in chiesa: non al Rotary club, di cui spero che non facciate parte);
- a organizzare presentazioni e cose del genere;
- e insomma ci siamo capiti. In realta' non stiamo facendo un giornale ma un partito. Anzi un movimento. O meglio, una societa'. Un mondo nuovo. Un... un qualcosa che non sappiamo ancora cosa sara', certo *non* un giornale, *non* un partito, non qualcosa del secolo scorso. Stiamo insegnarando (insegnare/imparare) una strada nuova, tutti insieme. Siamo molto superbi per il 25 per cento delle cose (che sappiamo meglio di tutti) e molto ignoranti per il restante 75 per cento che dobbiamo pazientemente ignorare). Non siamo persone importanti e non facciamo una professione ma un mestiere.

* * *

Casablanca e' un giornale piccolo, e anche Avvenimenti o l'Alba o i Siciliani lo erano. Pero' e' un giornale di alta qualita'. Anche questo fa parte della tradizione. Chi ha visto il numero uno - che in realta' sarebbe un numero zero: ma non potevamo permetterci di sprecare un numero - puo' testimoniarlo facilmente, e per noi non e' una sorpresa. All'alta qualita' si arriva facilmente, e' alla portata di tutti: chiunque puo' riuscire facilmente a fare un ottimo paio di scarpe, purche' abbia la pazienza di provare e riprovare per tutto il tempo necessario: alla portata di tutti. Da noi chiunque puo' diventare un ottimo giornalista, ma i pezzi si riscrivono (sempre) almeno due o tre volte. Il record, mitico, e' di 14 riscritture. Questo non e' solo mestiere, e' anche Politica: far bene il proprio lavoro.

* * *

Rispetto alla Catena, la novita' e' che Casablanca e' su carta (non solo, ma intanto). Rispetto ad Avvenimenti (vecchio), ci sono due novita' tecniche grosse: Una: intanto ora c'e' l'internet, percio' il giornale si appoggia ad esso; ora con la catena, poi con un sito, in estate con altre novita'. Due: questo sara', dal prossimo numero, il primo magazine (non specialistico) italiano interamente lavorato in GNU/Linux. Questo non e' solo un fatto tecnico, e' un fatto politico e di quelli grossi. E' come se provassimo a fare l'Orient Express, ma con una locomotiva prodotta dal Sindacato Macchinisti e su binari di proprieta' del popolo. Mica poco, specialmente se riusciremo non solo a viaggiare in orario ma anche a garantire il perfetto sevizio ristoro (Beluga e Veuve Cliquot) che veniva offerto, ma a prezzi terrificanti, sull'Orient Express imperiale.

E poi? La lavorazione e' stata ottima, c'e' stata (con mia sorpresa: invecchio) non solo buona volonta' ma anche proprio "professionalita'" (orribile parola, la uso solo per farvi capire) e competenza. Sono stati commessi solo errori minori, il peggiore il mio che ho dimenticato di mettere nel cast il nome del Tekne'-Wizard (facciamo cose nuove, e purtroppo i nomi vecchi a volte sono insufficienti), Shining. Per il resto, solo piccoli problemi. Abbiamo anticipato di ben nove giorni sui tempi di lavorazione originari e questo, detto fra noi, non e' alla portata di tutti.

Bene, questo e' tutto per ora. Rileggetevi Kapucinskij (uno a scelta), i 49 racconti, lo Yankee alla corte di Re Artu' e la Lettera a una Professoressa. La' dentro c'e' tutto, sia tecnico che politico (beh, per prudenza un'occhiata anche ad Animal Farm) cosi' non avete bisogno di altre chiacchiere mie. Fatevi sentire, e a presto.

* * *

(E la politica, e Berlusconi, e Napolitano e il governo e il resto? Non abbiamo tempo ora, c'e' un sacco di politica ancora piu' urgente da fare - *questa* e' la politica principale, fare i giornali e fare rete e il resto. Naturalmente, ricordatevi di votare Rita se siete siciliani, e se non lo siete di fare il tifo lo stesso: non e' una faccenda siciliana e basta, come non e' siciliana e basta la mafia. E ora si va a stringere tutto).

* * *

(Una cosa bellissima, nel terminare questa lettera e nel mandarvi i saluti, e' che almeno una cinquantina di voi in questo momento state gia' facendo qualcosa di specifico per Casablanca, e che di questi cinquanta la maggior parte, nell'anno in cui si fondo' i Siciliani, o andavano all'asilo o non erano ancora nati. E adesso state studiando per farmi da maestri).

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Per farsi un'idea di Casablanca (sito provvisorio): http://www.casablanca.motime.com/

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I pirati salvano la BBC. Che cosa succede quando negli archivi di una televisione di Stato vengono cancellati per errore alcuni filmati che hanno fatto la storia del piccolo schermo? La soluzione e' semplice: si chiamano a raccolta i pirati di tutto il mondo per riempire i "buchi" della memoria storica. E' questa la strada seguita dalla British Broadcasting Corporation per ricostruire l'archivio completo del telefilm-culto "Doctor Who", un classico della fantascienza che era stato cancellato dall'archivio della BBC nel nome delle implacabili leggi del copyright: una volta raggiunto il numero massimo di repliche consentite dal diritto d'autore, le puntate del telefilm venivano cancellate intenzionalmente. Ma per fortuna ci sono stati dei telespettatori che a suo tempo avevano deciso di violare la legge, registrando le puntate del telefilm "scomparso" usando registratori audio a bobine o a cassette, e filmando il proprio televisore con cineprese da 8 mm, perche' alla fine degli anni '60 i videoregistratori domestici non esistevano ancora. Nel Regno Unito tutto questo era illegale all'epoca, e formalmente lo e' tuttora. Nell'accorato appello lanciato dall BBC ai pirati di tutto il mondo, si chiede di "controllare nelle soffitte, nei garage, e nelle camere da letto per gli ospiti se hanno vecchie bobine di pellicola che potrebbero recare la magica scritta 'Doctor Who' sull'etichetta". E le puntate sono puntualmente riapparse, perfino in posti impensabili come il Bahrein o Hong Kong.
[carlo gubitosa]
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C'era una volta un lupo. C'era una volta un lupo, era vecchio e sapeva che prima o poi se ne sarebbe andato, avrebbe ceduto il suo ruolo a un altro e costui avrebbe guidato il branco nella notte. Era molto triste, sapeva che la sua vita era quasi finita, i suoi figli se ne erano andati e la sua lupa era morta gia' da tempo. Sarebbe morto solo, come capita ai vecchi lupi che proprio per questo si dicono solitari. La terza alba che impallidi' la luna il lupo lascio' il branco mentre dormiva e sali' sulla collina, e poi un'altra e poi un'altra ancora in cerca del posto in cui morire, com'era triste penserete voi, e invece no, perche' cammina cammina incontro' i suoi due figli: il primo era un bel capo, giovane e forte, e tutti gli invidiano la moglie che era bella e forte pure lei, il secondo lo stellario, che nei branchi e' colui che conosce le foreste attraverso le stelle.
Il vecchio lupo non si fece vedere, sorrise come solo i lupi sanno sorridere e ando' avanti, ando' cosi' avanti che si stanco' e decise di fermarsi, aveva anche fame, ma non prende' niente che tanto il suo tempo era ormai breve e uccidere una pecorella giovane non era proprio il caso; non era un lupo generoso lui, in vita aveva fatto tremare la vallata e gli altri branchi quando lui era a caccia non osavano avvicinarsi.

Com'e' noiosa questa storia, viene voglia di concluderla ma arriviamo al mare. Il lupo grigio arrivo' al mare, lo guardo' e non capi' perche' gli uomini dicono "vecchio lupo di mare", quando i lupi stanno a terra. Cosi' si sedette su uno scoglio e guardo' col suo lungo muso nero il mare che andava avanti e indietro e pareva un uomo che prima crea, poi distrugge e poi crea e distrugge e cosi' via e penso' che anche lui aveva fatto cosi' e che in questo gioco continuo era arrivato li', a vedere la vita. Vicino a lui c'era lo scheletro di una vecchia barca morta gia' da molto tempo ma ancora in grado di galleggiare, c'era solo la carena poi era tutta distrutta e il vecchio lupo penso': "Eppure non sono mai stato un lupo di mare, adesso provo", e con i denti spinse il relitto fino a riva, poi un'onda se lo porto' e lui lo segui' per un po', per vedere se galleggiava, andava benissimo! Allora vi sali', e fu cosi' che divenne un vecchio lupo di mare.
[antonella consoli]
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Marcello wrote:

< Fava, Impastato, Francese, De Mauro
tutti furono uccisi, non ebbero riparo.

Avevano osato, con le loro idee, sfidarli:
bisognava inesorabilmente eliminarli.

Chi mori' di lupara bianca
e una tomba ancora gli manca

altri morirono di semplice lupara
ed ebbero la fortuna di una bara.

Peppino Impastato lo dilanio' una bomba
ma anche i suoi resti han trovato una tomba.

A tanti giornalisti impartirono la punizione
per cancellare la liberta' d'espressione,

ma la liberta' di manifestare il pensiero
giammai potra' andare in cimitero >

(Marcello e' uno studente di Catania e la sua poesia si trova in "Peppino e' vivo, poesie e canzoni per Peppino Impastato", curato da Salvo Vitale)

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