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Catena di San Libero n. 346

21 marzo 2007 - Riccardo Orioles

Beh, chiamarlo computer forse e' eccessivo, certo e' un aggeggio cosi'
su una nave non s'e' piu' visto fino al Seicento (milleseicento), coi
suoi ingranaggi, i display di lettura a doppia faccia, il calcolo in
tempo reale di angoli, distanze, movimenti stellari e impostazioni di
rotta. Stiamo parlando dell'apparecchio ritrovato tanti anni fa in
fondo all'Egeo e di cui si e' riusciti solo ora a capire il
funzionamento: era un (non tanto) rudimentale strumento di
navigazione, niente di elettronico certo ma incontestabilmente
superiore a un astrolabio portoghese (tredicesimo secolo) o anche a un
buon vecchio sestante da bucanieri (1600 e seguenti). Il fatto e' che
l'aggeggio, probabilmente fabbricato a Rodi (citta' greca
specializzata in robe di mare) e' stato prodotto fra il primo e il
secondo secolo avanti Cristo, e cioe' piu' di mille anni prima di ogni
altra analoga tecnologia occidentale. L'Europa, cioe', per un certo
periodo ha prodotto tecnologie raffinate (non solo strumenti nautici:
ad Alessandria si facevano esperimenti col vapore gia' ai tempi di
Eratostene). Poi s'e' fermata. Poi sono passati mille anni. E poi ha
ricominciato da zero.

Il punto di massimo sviluppo, dal punto di vista della ricerca
tecnologica, e' verso la fine dei regni ellenistici (Egitto,
Seleucidi, ma ci metterei anche Siracusa), quando era appena finita la
Seconda Guerra Mondiale (che allora si chiamava Punica) ma l'impero
vincitore non aveva ancora provveduto a normalizzare il resto del
mondo. Seguirono un centinaio di anni sulla spinta di quel che c'era
gia', globalizzando le cose piu' digeribili (per esempio
l'aministrazione pubblica egiziana o il diritto della navigazione di
Rodi) e andando avanti alla meno peggio su tutto il resto. Certo, le
scoperte nuove non mancarono: i Galli per esempio inventarono il vino
moderno (cosa per cui hanno tutta la mia riconoscenza); ma tecnologia
avanzata piu' niente.

E come mai? Secondo me, perche' in effetti non c'era piu' questo gran
bisogno di tecnologia. I romani, infatti, avevano risolto il problema
energetico alla radice. Schiavi. E non qualcuno qua e la', come prima,
ma proprio a livello di massa. Per cui un mulino a vapore (o anche a
vento, o magari anche ad acqua migliorato) in fondo non serviva a
nessuno, visto che con un centinaio di schiavi potevi far girare tutte
le mole da macina di cui avevi bisogno. Niente incentivo
"capitalistico", dunque. Niente industriale che finanzia gli
esperimenti col vapore, niente Cugnot e niente Stevenson. Nella
tranquillita' generale, e senza che nessuno se ne avvedesse, il mondo
andava scivolando sempre piu' indietro.

Problemi immediati per il momento non ce n'erano, visto che gli
schiavi facevano tutto. Pero' i problemi di lungo periodo aumentavano,
ed erano piuttosto gravi. Primo, bisognava tener sotto non qualche
migliaio, ma milioni e milioni di schiavi: percio' addio politica,
visto che tener sotto gli schiavi assorbiva ogni altra istanza.
Secondo, bisognava procurarsi in continuazione schiavi nuovi, percio'
dagli a bombardare e invadere oggi gli armeni, domani i daci. Terzo, e
peggio di tutto, non si faceva piu' ricerca scientifica, e quella poca
che s'era fatta in passato si confondeva sempre piu' con letterature,
filosofie e religioni. Altro che nuovi strumenti di navigazione! Dal
quarto secolo in poi, si ricomincio' a navigare a vista. Non
riuscivano piu' neanche a inventarsi sciocchezze come mettere le
staffe ai cavalli, perche' lo stesso esercito era diventato un
complesso militare-industriale mirato essenzialmente alla riproduzione
di se stesso. Cosi' quando arrivarono i barbari, ben saldi grazie alle
staffe, l'impero prese piu' batoste di Bush e alla fine ando' a
ramengo.

* * *

"Ah, l'avessero inventato i greci, il computer!". Magari sarebbero
partiti dai giochi e non dalla crittografia, da Netscape e non da
MsDos. Ma non l'hanno inventato, accidenti: s'e' dovuto aspettare
duemila anni, e alla fine l'hanno inventato questi altri qua. Eppure -
eppure avrebbero pure potuto inventarlo i greci: attorno all'800-900
dopo Cristo, circa mille anni dopo le prime sperimentazioni a vapore,
in una situazione sociale di capitalismo avanzato (la Bella Epoque di
Alessandria, l'affluent society di Alicarnasso e dintorni, Clinton
presidente della Grecia Unita) perfettamente plausibile se si pensa
che la monarchia premoderna (i Valois, i Tudor e compagnia) nel
Mediterraneo orientale c'era gia' nel 200 avanti Cristo. E allora?

Allora niente. Sono arrivati un sacco di tizi piuttosto burini sul
piano tecnologico e culturale, ma straordinariamente bene organizzati
sul piano militare. Hanno preso l'Egitto, hanno guardato con
curiosita' la statua che faceva rudimentali movimenti spinti dal
vapore, hanno portato (o "procurato" sul posto) qualche decina di
migliaia di schiavi, e via col latifondo. Di agricoltura moderna
(mulino, mulino a vapore, tecnologia) se ne parlera' fra un paio di
migliaia di anni. Adesso, lasciateci fare in pace l'impero.

Ok, tu ora leggi queste quattro scemenze alla luce di una lampadina
elettrica (inventata centocinquant'anni fa) dentro una casa di cemento
armato (trecento anni fa) su un computer Windows (vent'anni fa, due
secoli per un computer). Domattina salterai dentro una scatola con
motore a scoppio (centoventi anni fa) e ricomincerai la tua giornata,
come sempre. E non ci sono piu' neanche i barbari, accidenti.

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E che c'entra Alessandria d'Egitto col fatto - per esempio - che in
intere regioni d'Europa (Sicilia e Calabria, ad esempio) comandano i
mafiosi, che i piu' pagati giornalisti italiani (Farina e Guzzanti,
per esempio) non fanno giornalismo ma servizi segreti, che i giornali
vicini all'imprenditoria "sommersa" napoletana (Corriere di Caserta,
ad esempio) linciano gli scrittori anticamorra come Saviano, che
parlare di brogli il giorno dopo le elezioni (Berlusconi) merita
applausi mentre parlarne sei mesi dopo (Deaglio) merita "notizie false
e tendenziose"? Niente, non c'entra niente. O meglio c'entra si',
c'entra molto; ma facciamo finta che non c'entri niente, cosi' almeno
abbiamo la soddisfazione di parlare d'altro.

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Morgantina (Sicilia). Ancora nessuna notizia di Venerina G., la
giovane rapita anni addietro da una banda di criminali specializzati
per incarico - sembra - di un facoltoso uomo d'affari d'oltreoceano.
Dopo lunghe e faticose indagini i carabinieri sono riusciti ad
accertare che la ragazza si trova quasi sicuramente a Malibu' in
California, in una proprieta' del multimiliardario Paul Getty. I
legali della famiglia Getty - secondo fonti diplomatiche italiane -
non escludono la presenza della giovane nella proprieta' di famiglia:
affermano tuttavia che ella (a parte la mancanza di alcune dita della
mano sinistra) sta bene, e che comunque non la si e' mai sentita
lamentarsi del trattamento ricevuto. Per questi motivi, e anche per il
fatto che le leggi americane non prevedono la restituzione a Paesi
stranieri, i legali ritengono di non dover riconsegnare Venerina ai
suoi.

Nonostante l'intervento dell'Ambasciata italiana e del nostro
ministero, il caso della ragazza di Morgantina resta dunque
drammaticamente aperto. "Solo un intervento diretto del Santo Padre -
commentano - potrebbe forse convincere gli americani a lasciare
tornare a casa la nostra Venera". Piu' aperte le prospettive per il
rientro del giovane rapito in circostanze analoghe vicino a Fano nelle
Marche: per lui gli americani offrono un periodo di "comproprieta'" di
quattro anni, in attesa di ulteriori sviluppi della situazione. Si
spera che il ragazzo riesca a resistere tanto a lungo, anche grazie
alla faccia di bronzo (opera di Lisippo) di cui e' dotato.

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Allora: se io scrivo che l'industriale veneto Giorgio Panto, ucciso in
un incidente aeronautico presso Venezia, era l'uomo piu' odiato da
Berlusconi sicuramente diffondo una notizia falsa e tendenziosa o una
semplice associazione d'idee (Panto, con un suo piccolo partitino
leghista-dissidente, gli tolse esattamente i voti che gli servivano
per battere il centrosinistra, e di cio' il Cavaliere amarissimamente
si dolse)? Diremo allora che, nei pressi di san Pietroburgo, un
elicottero con dentro l'imprenditore moscovita Pantovic e' precipitato
per cause del tutto naturali, e che Pantovic aveva recentemente
litigato con Putin, che lo accusava di avergli sottrattto dei voti
decisivi. Certo, siccome Putin e' un capo di stato democratico e
notoriamente alieno da ogni violenza...

No, cosi' non funziona. Ormai Putin e' troppo sputtanato, e l'idea che
possa elicotterare un avversario politico non stupirebbe piu' proprio
nessuno. Ho scelto male l'esempio: scusate. (Di chi era amicissimo in
Italia il comunista kgbista Putin, chi se lo portava ogni momento in
villa, sullo yacht, sulla Costa Smeralda? Ma quel communista di Prodi,
naturalmente).

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Donne armate. Quanti omicidi avvengono ogni anno in Italia? Quanti
commessi da uomini? Quanti da donne? E' piu' pericolosa un'arma in
tasca a un uomo, oppure nella borsetta di una donna? In Italia, fra il
1997 e il 2002, mezzo milione di donne sono state violate, o si e'
cercato di farlo: questo dato dell'Istat, che per un giorno ha
riempito i giornali, e' stato ormai digerito e dimenticato.

Perche' non dare alle donne la possibilita' di difendersi (per esempio
con uno spray urticante, o roba del genere) con un porto d'armi
differenziato? La stessa "arma" potrebbe essere vietata agli uomini e
concessa alle donne, per legge: non sara' politicamente corretto, ma
cambierebbe tanti rapporti di forza e statisticamente non porterebbe
certo a un aumento della violenza. Quante donne andrebbero a rapinare
una banca col loro spray defender legalizzato? Non credo che sarebbero
in molte ad approfittare dell'"arma" per commettere a loro volta
illegalita'. E in compenso diventerebbe meno scontato aggredire come
una preda una donna sola.

Vorrei una leggiaccia del genere, e vorrei anche che nelle scuole
s'insegnasse l'uso dello spray defender alle ragazzine. Ci sono gia'
tante cose stronze in giro, che una piccola cosa stronza in piu' (e
questa lo e' sicuramente) non cambia niente.

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Placanica. Allora e' vero che, quando Carlo era a terra, lo presero a
calci in testa. Chi e' il ministro dell'interno a cui dobbiamo dirlo
adesso? E quello della difesa?

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Bilal Hussein e' una delle 14.000 persone detenute dagli Stati Uniti
fuori dal loro territorio, 13 mila delle quali si trovano in Iraq. I
militari-poliziotti-pacificatori-esportatori di democrazia che
indossano una divisa a stelle e strisce hanno delle ottime ragioni per
averlo messo in gabbia: Bilal e' un cittadino iracheno nato a Falluja,
e gia' questo basta a renderlo persona sgradita a chi ha colpito con
bombe al fosforo bianco tutti i suoi concittadini, ma il suo peccato
piu' grave e' quello di essere un fotografo dell'Associated Press, una
attivita' che lo ha portato dietro le sbarre per "imperative ragioni
di sicurezza". Bilal e' in galera dal 12 aprile senza essere accusato
di niente, e questa prolungata detenzione ha spinto ad una presa di
posizione "politica" perfino la statunitense AP, una delle quattro
piu' grandi agenzie di stampa del mondo, che non ha di certo vinto 29
photo Pulitzer facendosi soffiare sotto il naso i fotografi dai primi
ufficiali di passaggio. "Vogliamo che le regole del diritto siano
rispettate" - ha dichiarato Tom Curley, il presidente della AP. -
"Bilal deve essere formalmente accusato di qualcosa oppure rilasciato,
un arresto indefinito non e' accettabile".

Le foto di Hussein parlano da sole, e chi le osserva in rete sul sito
della AP si trova davanti a un racconto per immagini fatto di persone
ferite, umiliate, uccise, in uno scenario ben lontano da quella
pacificazione descritta dalla retorica militarista. Nel frattempo
l'amministrazione Bush ha decretato che anche gli immigrati arrestati
sul suolo Usa potranno essere detenuti indefinitamente se sospettati
di attivita' terroristiche, e non potranno difendersi presso i normali
tribunali civili, e per loro varranno le stesse sospensioni del
diritto applicate a Guantanamo.

Dietro Bilal Hussein ci sono altri 14 mila detenuti senza nome,
privati della liberta' dalla legge del piu' forte. Questi prigionieri,
in nome di una guerra al terrorismo sempre piu' simile al male che
vuole combattere, "sono tenuti in un limbo dove pochissimi sono
accusati di un crimine specifico, e nessuna corte o tribunale si
battera' per la loro liberta'". Il testo tra virgolette non e' di Al
Jazeera, ma di Associated Press. [carlo gubitosa]

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Lorenzo Misuraca wrote:
< Da alcuni mesi, su www.cuntrastamu.org, stiamo cercando di mettere
su una web radio centrata sull'informazione antimafia. Ci siamo
occupati di racket, camorra, Provenzano, Borsellino e cosi' via. Ora
il server a cui ci affidavamo, ci fa sapere che le tariffe per gli
abbonamenti sono cambiate. Per tenere la radio online, con un minimo
di archivio, ci vogliono 500 euro. Chi conosce Enrico e Maria, i
fondatori del progetto, sa quali sacrifici anche economici, gli costi
questo sogno di informazione vigile sulla criminalita' organizzata.
Vorrei sapere se tra gli appassionati della Catena ce n'e' qualcuno -
magari uno smanettone hacker - che conosce alternative per poter
ospitare Radiocuntra sul web, senza spendere tutti questi soldi. Lo
spazio necessario sarebbero 20 Giga >

Contatti: info@cuntrastamu.org

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Umberto Saba (by nbawac@tin.it ) wrote:

< Dalla marea che un popolo ha sommerso,
e me con esso, ancora
levo la testa? Ancora
ascolto? Ancora non e' tutto perso? >

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semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
riccardoorioles@sanlibero.it -- Fa' girare.
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