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Catena di SanLibero n. 204

10 novembre 2003 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


Promemoria. Alfredo Galasso, il piu' noto avvocato antimafioso
siciliano, ha seguito per conto dei familiari della vittima il processo
per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli per il quale, dopo una
prima condanna, sono stati assolti il boss Tano Badalamenti e il
politico Giulio Andreotti. Il presidente della Repubblica Ciampi si e'
immediatamente congratulato con il secondo dei due assolti, mentre il
presidente del Senato Pera ha senz'altro annunciato che negli anni
dell'antimafia "una certa magistratura ha tentato di rovesciare il
sistema". La maggior parte dei magistrati "antisistema" - Falcone,
Borsellino, Ciaccio Montalto, Costa, Terranova, Chinnici - non e' in
grado di rispondere a Pera. Abbiamo chiesto a Galasso chi era
Pecorelli, e perche' e in quale contesto e' stato ucciso.
* * *
Il 20 marzo del 1979 a due passi dalla Corte di Cassazione a Roma viene
ucciso, con una pistola calibro 7.65 munita di silenziatore, il
direttore del settimanale OP "Mino" Pecorelli. Ma chi era Carmine
Pecorelli detto Mino? A diciassette anni se n'era andato di casa, da
Sessano in Molise, per andare a combattere contro i nazisti. Dopo la
guerra s'era trasferito a Roma, dove aveva infine fondato "Osservatorio
Politico", OP. Dapprima come agenzia stampa e poi come rivista
settimanale, OP scoperchia il pentolone di tanti malaffari (Mifobiali,
Italcassa, ecc.) e fa conoscere agli italiani vicende come quelle che
portano alle dimissioni del presidente Leone. Pecorelli e' un vero
poliziotto delle notizie: si infiltra negli ambienti piu' putridi per
entrare in possesso di segreti inconfessabili e di verita' scomode da
denunciare e far conoscere al Paese. Non nasconde simpatie verso alcune
idee e personaggi di Destra, ma non esita a ricredersi quando si
accorge che c'e' qualcosa di sporco dietro. OP non trova neppure una
lira di pubblicita'. Troppo scomodo, troppo pericoloso.
Qual e' il clima in cui matura l'omicidio di Pecorelli? Da meno di un
anno si e' concluso tragicamente il sequestro di Aldo Moro; e' in corso
il disperato tentativo di Michele Sindona di salvare dal fallimento le
sue banche e i soldi che in buona parte provengono dai traffici di Cosa
Nostra; questo tentativo si concludera' nell'estate del '79 con
l'omicidio dell'avvocato Ambrosoli, commissario liquidatore delle
banche sindoniane. Qualche settimana dopo l'omicidio di Pecorelli,
viene ucciso con un'azione spettacolare nel centro di Roma Antonio
Varisco, ex ufficiale dei carabinieri, collaboratore del generale Dalla
Chiesa e amico di Pecorelli. In Sicilia, intanto, inizia la stagione
degli omicidi eccellenti. Il 1979 e' l'anno dell'omicidio di Michele
Reina, segretario provinciale Dc, e di Boris Giuliano, capo della
squadra mobile di Palermo. Negli anni successivi cadranno vittime
Piersanti Mattarella, Gaetano Costa, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla
Chiesa e Rocco Chinnici.
Pecorelli da mesi ha un pallino fisso: il sequestro e l'omicidio di
Aldo Moro. Pensa che lo statista sia stato volutamente abbandonato al
suo destino di morte. Negli articoli pubblicati nei mesi, nelle
settimane e nei giorni immediatamente precedenti il suo omicidio,
Pecorelli racconta una precisa serie di fatti. Mentre Moro era ancora
vivo il "generale Amen" (cioe', nel linguaggio criptosatirico del
giornalista, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa) si era recato dal
ministro degli Interni riferendogli che Moro poteva essere liberato;
Cossiga aveva preso tempo rispondendogli che si sarebbe dovuto
consultare con la "Loggia di Cristo in Paradiso"; il progetto fu
abbandonato e mantenuto segreto per non provocare stravolgimenti nella
vita politica nazionale; il generale sarebbe stato ucciso proprio a
causa del segreto da lui conosciuto; il memoriale Moro dattiloscritto
trovato in via Montenevoso a Milano l'1 ottobre 1979 era solo una parte
del ben piu' ricco memoriale manoscritto dallo statista democristiano;
questo secondo piu' corposo memoriale non era stato divulgato per
salvaguardare la carriera politica di Giulio Andreotti; il nome
dell'assassino di Aldo Moro era "Maurizio, detto il macellaio". Queste
le principali notizie pubblicate da Mino Pecorelli poco prima della sua
morte. Vere, false: chissa'? Certo e' che nel corso degli anni molte
notizie diffuse in quelle drammatiche settimane da Carmine Pecorelli
sono risultate essere vere o estremamente verosimiglianti.
Ad esempio, l'ex deputato Dc Benito Cazora ha affermato che per ben due
volte comunico' a Cossiga e ad alti dirigenti del ministero degli
Interni il quartiere e perfino la via di Roma dov'era tenuto
prigioniero Aldo Moro e che per ben due volte il ministero degli
Interni disattese le informazioni; del comitato di crisi costituito
presso il ministero degli Interni facevano parte uomini iscritti alla
loggia P2.
Nei mesi successivi all'omicidio Moro. si penso' di uccidere, ad
iniziativa di alcuni capi di Cosa Nostra, il generale Dalla Chiesa;
Buscetta ha raccontato che nella primavera del '79 parlo' a nome di
Bontade con un membro delle Brigate Rosse al fine di chiedere se
l'organizzazione terroristica sarebbe stata disposta a rivendicare
l'assassinio del generale Dalla Chiesa ove fosse stato commesso da Cosa
Nostra. La risposta fu negativa. Ma c'e' da chiedersi perche' tre anni
prima che il generale dei carabinieri andasse a Palermo come
superprefetto antimafia Cosa Nostra aveva interesse ad ucciderlo e
perche' occorreva che qualche altra organizzazione criminale
rivendicasse la paternita' dell'azione.
E' risultato inoltre che il memoriale Moro ritrovato nel 1979 era solo
una parte di un piu' lungo memoriale manoscritto rinvenuto nel 1990;
questo secondo memoriale conteneva, tra le altre, notizie sui legami di
potere e di "ambiente" esistenti tra Andreotti e Sindona. Si e' appreso
ancora che colui che aveva materialmente ucciso Aldo Moro era Mario
Moretti, il cui nome di battaglia era appunto "Maurizio".
Dunque, molte notizie vere. Con Pecorelli muore un giornalista scomodo,
eliminato - come Mario Francese, Peppino Impastato e Pippo Fava - per
permettere ad un gruppo corrotto e colluso di portare avanti i propri
interessi di potere.
Dopo dieci anni di processo, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione
hanno assolto i sei imputati dell'omicidio del 20 marzo 1979: Giulio
Andreotti, Gaetano Badalamenti, Claudio Vitalone, Giuseppe detto Pippo
Calo', Michelangelo La Barbera, Francesco Carminati. La vicenda del
giornalista scomodo al pari di altre vicende di affari, mafia e
politica e' ritornata nell'oscurita' dei delitti dei soliti ignoti. Il
teatro politico ha messo in scena la celebrazione dell'innocente Giulio
Andreotti e ha allestito un girotondo destinato a rinverdire i fasti
della Dc.
Io sono tra quelli convinti che oggi, politicamente parlando, stiamo
peggio che nell'era democristiana, ma di quell'epoca non ho alcun
rimpianto. Vorrei soltanto che non si spegnesse, specialmente tra le
giovani generazioni, la memoria che nell'ultimo ventennio del ventesimo
secolo sono stati assassinati dalla mafia magistrati, poliziotti,
carabinieri, uomini politici, imprenditori, giornalisti che esercitando
null'altro che il proprio mestiere con dignita' si erano trovati a
contrastare il sistema di potere politico-mafioso e a mettere in
pericolo l'impunita' di tutti i suoi protagonisti, dai capimafia ai
capicorrente agli imprenditori collusi. E' stato questo sistema
corrotto e sanguinario (non la smania persecutrice di Luciano Violante,
presidente prudentissimo della Commissione antimafia 92-94) a
determinare la crisi politica e morale del nostro Paese; che come ogni
rivoluzione cosiddetta passiva e' approdata all'era - si fa per dire -
berlusconiana.
Per tutto questo di Mino Pecorelli non dobbiamo dimenticarci.
(Alfredo Galasso)

Tagli. Il buffo dibattito sulle pensioni. In realta' le hanno *gia'*
diminuite di quasi un terzo: nel giro di due anni, tutto cio' che viene
acquistato dai pensionati (pasta, pane, frutta, autobus, sigarette) e'
aumentato di oltre il venti per cento. Un giocattolo per il nipotino,
un povero giocattolo di plastica preso in bancarella, ora costa dieci
euri; prima, diecimila lire. L'inflazione ha toccato la borsa della
spesa molto di piu' dei viaggi alle Seychelles.

Servizi. "Questo cervello deve smettere di funzionare", disse il capo
del governo, che all'epoca non andava a televisioni ma a manganelli e
altoparlanti a tromba. Il cervello era quello di Antonio Gramsci,
direttore di un giornale non allineato. E fu cosi' che l'Unita' spari'
dalle edicole la prima volta.
Le minacce - perche' di questo si tratta - dei portavoce governativi
contro l'Unita' di ora non "mettono in discussione" la democrazia: la
mettono senz'altra da parte, perche' qualunque paese appena un po'
democratico si basa sulla liberta' di giudici e giornalisti rispetto ai
governi. In Italia, i primi sono intimiditi ormai da anni e i secondi,
se vogliono continuare a lavorare, debbono stare molto ma molto
attenti.
Certo, Caselli e Colombo sono ancora vivi, ma e' indubbio che la
serenita' del medio giudice oggi e' in qualche misura offuscata dal
terrorismo mediatico antimagistratura. Certo, l'Unita' e il Diario
escono ancora, ma il giornalista qualunque oggi ci pensa due volte
prima di scrivere un pezzo. Santoro e' stato semplicemente cancellato
dalla faccia della terra: ma per un Santoro famoso, il cui bavaglio e'
evidente, ci sono decine di santori piu' piccoli che vengono
imbavagliati senza che ci faccia caso nessuno.
La cosa che piu' ci ha colpiti, quando Berlusconi ando' al governo, e'
stata l'immediata concentrazione nelle sue mani del controllo di tutti
i servizi segreti. I servizi segreti italiani hanno, nella loro
componente "deviata", una lunga tradizione di stragi e terrorismo
politico. E il signor B. e' della P2. Non vorremmo che in un domani
qualcuno (qualche "pazzo isolato" naturalmente: il classico Lee Oswald
o Van der Lubbe o Bertoli) risolvesse il problema dell'Unita' con una
bomba. Col Manifesto ci hanno gia' provato.

Copenhagen. E' stata concessa la denominazione ufficiale di "comunita'
religiosa" ai seguaci del Forn Sidr, la "chiesa" di Odino, Thor e delle
altre tradizionali divinita' nordiche. Come tutte le altre confessioni
religiose del Paese, avranno diritto a ogni facilitazione per lo
svolgimento dei loro riti (incluso il matrimonio religioso riconosciuto
dallo stato) ma non potranno imporre il Martello di Thor come simbolo
unico nei luoghi pubblici e nelle scuole.

Cronaca. Sezze Romano. Cinque studenti "di buona famiglia" dai diciotto
ai ventidue anni arrestati per una serie di agguati a immigrati con
spranghe e mazze da baseball. Motivo: "In citta' ci sono troppi
stranieri". Le ultime vittime erano due lavoratori rumeni.. Dei cinque
picchiatori, nessuno aveva mai lavorato un giorno in vita sua.

Cronaca. Caserta. Numerosi casi di cancro - non si sa ancora
esattamente quanti - sono stati causati da depositi di rifiuti tossici
provenienti da industrie del nord e collocati "clandestinamente" nella
zona. Il traffico dei rifiuti e la gestione dei depositi erano affidati
alla camorra. I magistrati indagano per scoprire altre mega-pattumiere
clandestine, protette da mafia e camorra, nel sud.

Cronaca. Milano. Archiviata l'inchiesta penale sulla morte del
fotoreporter italiano Raffaele Ciriello, ucciso a Ramallah il 13 marzo
2002 da militari israeliani mentre ne riprendeva le azioni.
L'archiviazione e' dovuta, secondo il magistrato italiano, alla
"mancata collaborazione" delle autorita' israeliane nelle indagini.

Cronaca. Lotta alla mafia 1. Assolti in Cassazione i boss Badalamenti e
Calo'.

Cronaca. Lotta alla mafia 2. Quattordici minorenni sorpresi a fumare
hascish e marijuana in un casolare abbandonato a Loreto Aprutino
(Pescara) dove avevano organizzato una festa per Halloween. Fatta
irruzione nel casolare, i carabinieri hanno trovato e sequestrato sei
grammi di hascisc e cinque di marijuana, nonche' sedici spinelli.
Tutti segnalati alla Prefettura come consumatori di sostanze
stupefacenti.

< Siamo i missionari comboniani di Castel Volturno (Caserta). Vi
proponiamo una Azione Ecclesiale Nonviolenta: il rilascio dei permessi
di soggiorno "in Nome di Dio", davanti alla Questura di ognuna delle
vostre citta' sabato 15 novembre, vigilia della Giornata Mondiale delle
Migrazioni.
Il Governo Italiano ha reso sempre piu' difficile la regolarizzazione
degli immigrati favorendo cosi' il crescere di un mondo sommerso
facilmente vittima della criminalita' organizzata e di datori di lavoro
senza scrupoli. La legge Bossi-Fini e' lesiva dei diritti umani
fondamentali degli immigrati, e' l'espressione di un governo e di una
societa' incapaci di accogliere e di vedere le ricchezze di cui gli
immigrati sono portatori. E' la legge del Governo, ma non e' la legge
di Dio. Nel piano di Dio nessuno e' straniero e quando i sistemi e i
governi creano differenze tra cittadini e stranieri, Lui fa causa
comune con gli stranieri e chiede il rispetto dei loro diritti. Per
questo in "nome di Dio" vi invitiamo a rilasciare il permesso di
soggiorno agli immigrati, perche' Dio da' loro questo diritto >

Info: 338.8562963, combonianicastelvolturno@hotmail.com


Spot. Survival e' un'organizzazione di sostegno ai diritti dei popoli
tribali. Ha cominciato a pubblicare un'e-news anche in italiano. È
gratuita, basta chiederla. Sul primo numero: Sudafrica/ La Corte
costituzionale vieta di espropriare le terre degli indigeni;
Bangladesh/ Coloni attaccano villaggi tribali; Europa/ Risoluzioni del
Parlamento a sostegno dei popoli indigeni dell'Africa.

Info: 02.8900671, info@survival.it


Spot. Scuolaonline. Vi ricordate di quei professori che avevano deciso
di prodursi da se' i libri di testo e metterli gratuitamente in rete?
Il progetto va avanti. E' stato terminato (come avevamo annunciato) il
capitolo di letteratura sullo Stilnovo (42 pagine pdf) e adesso si sta
lavorando alla Scuola Siciliana e alla prosa del '200. Non solo
letteratura: sul sito c'e' l'indice di un manuale di informatica, e sta
partendo quello di chimica. Tutti i testi sono pensati per l'uso
scolastico, si possono scaricare in rete e sono gratis.

Info: faillaci@tiscalinet.it
Bookmark: http://www.scuolaonline.wide.it


Spot. Modena. Sabato 10 alle ore 20 al circolo anarchico "La Scintilla"
in via Attiraglio, Mostra internazionale d'arte postale "Il Bandito in
Bicicletta", in memoria di Horst Fantazzini.

Comitato di Redazione de L'Ateo, organo dell'Unione Atei e Agnostici,
wrote:

* * *
A Roma, alla Sala dei Dioscuri in via Piacenza 1, nei giorni 29 e 30
novembre 2003 avra' luogo un convegno su "La laicita' indispensabile
per l'uguaglianza dei cittadini davanti alle istituzioni". Prolusioni
dei Professori: Florian Ballhysa, Giorgio Bogi, Adam Cioch, Anthony
C.Grayling, Georges Lienard, Mario Alighiero Manacorda, Marianne
Marchand, Valerio Pocar, Nicolas Pomie's, Giuseppe Ugo Rescigno, Henri
Pena-Ruiz, Monika Zorn. Proiezione del Video "2500 anni di pensiero
libero" prodotto dal Centro di Azione laica, Bruxelles.

alessandro.paganini@iol.it wrote:
< Su Grazia n.43 (gruppo Mondadori-Berlusconi) leggo che il 13 per
cento dei top manager fa uso di cocaina, il 31 per cento di
psicofarmaci, il 45 per cento di alcool. Dopo lo scandalo al Ministero
dell'Economia, una conferma che la crema dell'economia, i
super-efficienti alfieri del libero mercato, gli strapagati condottieri
della crescita infinita, fanno uso di droghe pesanti. Non tutti,
ovviamente! Diciamo uno su dieci. Avanzo una modesta proposta: provate
la cannabis, che non e' pericolosa, e' calmante, e' naturale, e puo'
tranquillamente esser fatta crescere in vaso nel vostro superattico. Io
dico che l'economia migliorerebbe >

enricard4@hotmail.com
< Visto che vivo in Spagna ti segnalo un paio di perle di J.M.Aznar: 1)
Ha detto che appoggio' la guerra per non mettere in cattiva luce i
quaranta milioni di ispano parlanti che vivono negli Stati Uniti (ma
quando nega la estradizioni ai carnefici delle dittature di Cile e
Argentina richieste da giudici spagnoli dov'e' questo patriottismo
trans-oceanico?); 2) Ha detto che si augura che per la pace e la
democrazia nel mondo Bush vinca di nuovo le elezioni >

avv. Lina wrote:
< Una dipendente del Comune di Giarre (Catania) chiede il passaggio
all'Inps, in applicazione del diritto di mobilita' tra Enti diversi.
L'Inps risponde che non si puo': il suo Consiglio di amministrazione ha
deciso di escludere la mobilita' per gli aspiranti che sono sopra i 50
anni. Nessuna legge o contratto prevede e contempla una simile
limitazione. La donna allora scrive all'Inps di Catania: le rispondono
che per ragioni di privacy non possono darle delibera del Consiglio di
amministrazione; deve scrivere a Roma, all'Inps nazionale. A Roma le
dicono ancora di no: "Esperisca la procedura - le dicono - per
l'esercizio del diritto di accesso ai documenti di cui alla legge
241/90". A questo punto il suo avvocato fa ricorso al giudice del
lavoro di Catania, denunciando la vicenda anche al Ministero del
lavoro. Il giudice nega un provvedimento urgente a favore della
lavoratrice, dicendo che l'Inps puo' decidere lei i requisiti per la
mobilita'. E il ministero? Al ministero dicono che loro hanno chiesto
le carte all'Inps di Roma, ma questa si e' rifiutata del tutto di
dargliele >

Stefano wrote:
< Penso che la cosa non andasse strombazzata con l'enfasi
dell'importante operazione antidroga tuttavia credo che sia stata una
lezione che questi ed altri ragazzi hanno meritato: in primo luogo e'
una questione di educazione e di rispetto; in secondo luogo la vedo
anche come una questione di salute: non riesco a trovare alcuna ragione
valida per fumare tabacco, figuriamoci altro. In terzo luogo con questi
traffici ci campano strani personaggi e qualsiasi danno fatto a questi
tizi mi vede favorevole. Insomma, invoco sani scapaccioni per gli
studenti che "fumano" perche' invoco dal basso quel rispetto per le
istituzioni che tanti esempi dall'alto mostrano di non avere >

paolino ruggiero wrote:
< Potresti usare le vocali accentate al posto dell'apostrofo? Lo so,
questa e' una abitudine di chi ha cominciato a scrivere con "l'olivetti
lettera 35" ed ha soggiaciuto al passaggio al digitale con molta
diffidenza >
* * *
No, non posso. Il formato .txt (il piu' leggero e universale) legge gli
accenti in maniera diversa in Mac e in Win. Percio' sono costretto a
usare gli apostrofi, lasciando gli accenti solo nelle versioni .htm e
.rtf. (La mia era una Lettera 22).

supermegamanager@libero.it wrote:
< Gentile Cliente, e' partita la rivoluzione dell'offerta di posta
elettronica volta al miglioramento della qualita' dei servizi offerti.
Da Novembre la fruizione in modalita' POP3/Imap4 continuera' ad essere
garantita solo per i clienti di LiberoADSL, Libero Free, Inwind e di
tutti i servizi di collegamento a Internet forniti da Wind. Per
continuare a consultare la posta in modalita' POP3/Imap4, Le ricordiamo
le nuove e convenienti offerte per il collegamento a Internet da poco
introdotte >
* * *
Ok, abbiamo capito. E' finito l'internet gratis. La Catena di San
Libero all'inizio s'e' chiamata cosi' proprio dal nome di
www.libero.it: che adesso pero' libero non e' piu', e farebbe meglio a
chiamarsi www.esoso.it
Fra l'altro ormai e' uno dei provider piu' lenti sul mercato: a volte
per cliccare sulla posta devi avere un riflesso da giaguaro, perche'
all'improvviso ti passano davanti cazzate pubblicitarie che
s'interpongono fra il tuo mouse e quello che vuoi cliccare. Va bene,
vuol dire che prima o poi passeremo a un provider un po' piu' serio
(diversi nostri lettori l'hanno gia' fatto). Nel frattempo, saremmo
curiosi di sapere quanto vale la pubblicita' gratuita che per anni
tutti quanti abbiamo fatto a questi signori coi nostri @libero.it

Persone. E' morto Nino Recupero, che era mio amico da piu' di
trent'anni (insegnava gia' a Messina quando io ero al primo anno di
fisica: io di Lc e lui nei marxistileninisti) ed e' stato quello che mi
ha convinto ad andare a conoscere Giuseppe Fava con quel suo nuovo
giornale a Catania.
Quand'eravamo giovani, era uno dei piu' brillanti giovani storici
italiani; adesso insegnava alla Statale di Milano, non piu'
semplicemente un professore ma proprio un maestro. E' stato uno di quei
grandi intellettuali civili catanesi - Fava, D'Urso, Catanzaro,
Compagnino, Muscetta, Cazzola, Scida', Addamo e due o tre altri - che
hanno meritato questo titolo nella maniera piu' totale, illuministi nel
metodo e politicamente giacobini. Lascia un vuoto grandissimo
nell'ormai semibarbara Catania, nella Milano infelice di questi anni e
nella cerchia dei suoi amici giovani, che l'avevano per saggio e
ironico maestro. A noi della sua generazione lascia un sorriso mite e
scettico, che uccide lo sgomento del perderlo e ci richiama avanti.

Bookmark: http://www.ninorecupero.it

Filita phil@palatina.el > wrote:


< No, non ti piangero', amico mio: che' cose
bellissime hai vissuto... >

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