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Catena di SanLibero n. 203

3 novembre 2003 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


S. T. V. B. E., E. V.
Caro Cornelio, ti mando volentieri le delucidazioni che mi hai chiesto:
come vecchio prefetto, mi sembra mio dovere illuminare i colleghi piu'
giovani sulle questioni essenziali del servizio. E veniamo alle tue
domande. La croce non e' assolutamente uno strumento di tortura. O
meglio, lo e' anche, ma devi considerarlo soprattutto uno strumento
politico, un mezzo di comunicazione, uno dei media. In un certo senso,
essa e' il simbolo del nostro impero. Prima di noi, infatti, la pena di
morte veniva applicata a singoli individui colpevoli, e in maniera
kitsch, da terzo mondo (pensa allo scorticamento dei Cartaginesi). Noi
invece siamo stati i primi a usarla civilmente e a livello di massa. Da
noi non e' affatto necessario, per finire sulla croce, di aver commesso
un reato individuale: basta appartenere a una categoria o gruppo
sociale che, qui e ora, abbia commesso *collettivamente* un reato.
Esempio: quelli crocifissi da Crasso lungo la via Appia (seimila, mi
pare). Mica tutti spartachisti, ovviamente. Pero' s'erano trovati la',
ed erano degli schiavi. Oppure, tanto per fare un esempio piu' recente,
gli schiavi della casa di Pedanius, dopo la misteriosa morte del
padrone. Il pretore decise che era omicidio, e in questi casi la legge
e' formale: crocifissione per tutti gli schiavi della casa. Erano in
quattrocento e finirono appesi tutti. Non per colpe individuali,
ovviamente, ma semplicemente perche' a) erano schiavi b) si trovavano
nel posto sbagliato. Devo dire che ai senatori (tranne quel vecchio
stronzo di Aemilius Fides) non piacque affatto questa storia di dover
appendere almeno 399 innocenti. Ma non era un capriccio. Lo schiavo
deve sapere che cosa succede se l'idea di una rivolta lo sfiora anche
solo per caso.
Riepilogando: la croce e' quella cosa che serve a tenere al loro posto,
giusto o ingiusto che sia, gli schiavi. Senza i quali, come tutti
sappiamo, non ci sarebbe ne' economia ne' impero ne' societa' ne'
niente.
Tecnicamente, presenta il vantaggio di essere relativamente pulita,
altamente spettacolare (la gente fa le scommesse sul tempo che uno
impiega a crepare), abbastanza tranquilla, e soprattutto mirata.
Quest'anno, dei 6457 soggetti messi in croce nell'Urbe, 5945 erano
extraitalici, per lo piu' gia' schiavi. Anche il 79,9 per cento dei
condannati alle galee e' costituito da extra, e corrisponde al 28 per
cento di tutti i maschi adulti di colore compresi fra i 17 e i 25 anni
e al 22,5 per cento di quelli compresi fra i 26 e i 49 anni (l'eta'
militare, insomma). Ricordati bene queste statistiche: il mio e tuo
lavoro consiste essenzialmente nel mantenerle entro i giusti valori,
che sono gli unici compatibili con l'Impero.
Che altro, sulla croce? A volte si stabilisce una sorta di strana
solidarieta' fra centurioni e briganti - gli uni a guardia della croce,
gli altri sopra. Mi spiego. Tu sai che, su una croce, il modo migliore
per starci e' coi piedi non appoggiati a niente, e lasciandosi il piu'
possibile cadere. Se infatti hai dove puntare i piedi, puoi issarti su
qualche istante, respirare e dunque prolungare di diverso tempo la
faccenda. Ed e' esattamente quel che fai se non ci avevi mai pensato
prima - se sei un brav'uomo insomma, uno dei 399 o magari uno dei
seimila. Se invece il tuo mestiere ti portava a considerare la croce
come un rischio professionale, allora sai perfettamente cosa fare:
chiudi gli occhi e ti lasci andare. Pedanius (il centurione della
Quinta, l'hai conosciuto) aveva l'abitudine di venire incontro a quelli
che avevano l'esperienza e le palle di morire da professionisti: un bel
colpo di pilum al torace, e chiudeva l'esecuzione in pochi istanti. Una
volta, il compare la' in alto (si cacciavano a vicenda da due o tre
anni) gli ha semplicemente fatto una strizzatina d'occhio, senza
bisogno d'altro: e subito Pedanio lo riconosce, sorride, gli strizza
l'occhio a sua volta e lo termina con un colpo secco al cuore.
Basta, a furia di chiacchierare (beh, voglio vedere te quando sarai in
pensione) mi ero quasi scordato dell'altra tua domanda. Io
personalmente non ne ho mai incontrati, ma il mio amico Pontius (e' in
pensione anche lui) si'; e non uno qualunque, ma addirittura il capo,
prima di farlo appendere per ribellione e tutto il resto. Lui dice che
era un ragazzo simpatico, una specie d'intellettuale. Boh. In ogni
caso, mi pare francamente impossibile che qualcuno, persino i peggiori
estremisti, vada a prendere proprio la croce come proprio logo. Il
simbolo dei "cristiani" (o esseni, o galilei, o come li vuoi chiamare:
in effetti sono semplicemente dei sadducei piu' estremisti) in realta'
e' un pesce, non ho mai capito perche' (il capo e' pescatore?); non e'
affatto vero che adorano un asino, e nemmeno che fanno sacrifici umani.
Sono semplicemente rompicoglioni; ma siccome fanno propaganda
soprattutto fra gli schiavi noi siamo costretti a prendere le nostre
misure. Per il resto, figurati quanto ce ne frega a noi se uno vuole
adorare qualcosa invece di qualcos'altro.
Comunque questa della croce e' buona: chi te l'ha raccontata? E come
farebbero poi se per caso finissero al potere? Dovrebbero subito
abolire la pena di morte e quindi per coerenza anche la schiavitu' e
gli schiavi!
Come barzelletta fra di noi, va bene; ma sul lavoro non affacciare mai
un'ipotesi del genere, nemmeno per scherzo: non e' professionale. Via,
statti bene e ogni tanto scrivimi come te la cavi. E se passi da Baia
magari fatti vedere un po' in villa col tuo efebo. Ave atque vale.

Siringhe caricate a sonnifero, sparate con lanciarazzi; raggi
paralizzanti ad alta temperatura; schiuma autoadesiva al peperoncino;
missili filoguidati che gettano reti di gomma. Sono solo alcune delle
proposte tecniche allo studio degli esperti militari di esercito,
marina, aviazione, artiglieria e giornali vari per bloccare in alto
mare gli emigranti che cercano di raggiungere le coste del Belpaese.
Questo naturalmente nel quadro di un'integrazione civile e democratica,
dei diritti umani ecc. ecc. All'ultimo funerale di annegati infatti
sono andati tutti i politici e si sono commossi per quasi tre ore di
fronte a tredici salme, le uniche tornate a galla.
Il Senatore Adornato, ex comunista, ex socialista, ex liberale, ex
adornista e finalmente funzionario di Berlusconi, sottolinea la
necessita' dell'assoluta coerenza con le proprie radici culturali. Il
Gran sacerdote del dio Po richiama il papa alla necessita' di difendere
la cristianita' minacciata. Il ministro degli Esteri De Michelis
denuncia le irregolarita' amministrative degli emigranti. Il signor
Leoluca Bagarella esprime preoccupazione per il pericolo costituito
dall'importazione in Italia di organizzazioni criminali straniere.
L'unico a non aver bevuto di prima mattina, Dino Frisullo, ha detto
l'unica cosa sensata che c'era da dire: piantiamola con tutto 'sto
clandestino, con tutte 'ste guardie e 'sti scafisti; in fondo di che si
tratta? di venire in Italia? e che male c'e'? "Ma insomma, perche' lo
stato non mette un traghetto regolare per questa gente, cosi' non hanno
piu' bisogno di crepare annegati per diventare italiani?". Li aveva
quasi convinti, perche' lui e' uno che sa parlare. Alla fine pero' un
onorevole riscuotendosi improvvisamente gli ha puntato contro un dito:
"Un momento. Ma lei e' morto! Non ha diritto di parola!".
"Effettivamente si'", ha ammesso Dino. E tutto e' ricominciato come
prima - guardie, scafisti, politici commossi e negri annegati.

Kameraden. La Padania del 24 ottobre denuncia "l'accanimento italiano"
contro il povero vecchio Erich Priebke. Perche' tenere in carcere
proprio lui, si chiedono i padani? E' un'ingiustizia. In fondo il capo
della Gestapo di Genova Friedrich Engel, "che ordino' la strage del
Turchino e che sovrintese personalmente alle torture" e' vivo e vegeto
nella sua casa ad Amburgo. A Torino lo hanno condannato all'ergastolo
ma la Germania alla richiesta di estradizione "ha risposto ciccia". Gli
italiani hanno addirittura dato la medaglia d'oro - osserva con
raccapriccio il giornale - ai partigiani che uccisero i tedeschi a via
Rasella... perche' dunque questa ingiustizia verso il povero Priebke?
La detenzione di Priebke in effetti e' un'ingiustizia: avrebbe potuto
essere fucilato immediatamente, appena preso. La generosita' degli
italiani gli ha concesso la vita, e non in carcere ma ai domiciliari a
casa sua. La stessa generosita' (che meriterebbe pero' un altro nome)
che permette di pubblicare in Italia un foglio apertamente antiitaliano
e filonazista come la Padania.

Gli amici degli emigranti. Ricordate il comune di Delia, il paesino in
provincia di Caltanissetta che e' stato il primo a dare il voto agli
immigrati? A Nadia Scarleoni la notizia e' piaciuta, e ha fatto un po'
di approfondimento. < E' una piccola cittadina di circa 4700 abitanti,
proprio al centro della Sicilia. Nella sua campagna crescono mandorli,
ulivi, viti e peschi. La vita che vi si svolge e' fatta di rapporti
quotidiani e amichevoli fra le persone. Il clima mite e il carattere
socievole dei suoi abitanti trasformano le strade del paese in luoghi
d'incontro. La citta' ha accolto numerose famiglie provenienti dai
paesi nord africani, ormai bene inserite nella vita economica del
paese. Gli abitanti vivono di agricoltura, artigianato e commercio. Il
nome "Delia" ha origine araba, "Daliyah", e vuol dire vigneto >

Bookmark: http://www.comune.delia.cl.it


Gli amici dei mafiosi. Mentre a Delia (comune Ds) aiutano gl'immigrati,
a Enna (sempre Ds) parlano di Europa con l'appena intercettato (mentre
chiacchierava d'affari col boss locale) Vladimiro Crisafulli: mille
persone in sala e mille fuori col megaschermo. A un certo punto gli
applausi sono talmente forti che il buon Crisafulli al microfono si
concede la battuta modesta: "Ehi manco a Mosca fanno piu' cosi'... E
chi sono, lo zar?". Lo zar no, ma il prossimo candidato Ds alle europee
forse si'. Basta che non lo sappia Vladimir (quello vero, u figghiu di
Ilia): lui gli zar non li poteva vedere, e manco i mafiosi. (Tonyquo)

E altri amici. Secondo il direttore di RaiUno e' normale, "frequentando
gli ambienti musicali negli Stati Uniti", imbattersi in boss mafiosi.
Per questo motivo Tony Renis non puo' essere emarginato per le sue
amicizie con Joe Adonis, i Gambino, gli Spatola e altri boss mafiosi. Le
accuse diventano vere solo quando vengono provate. Tuttavia Nando dalla
Chiesa, che ha provato sulla base di documenti giudiziari l'amicizia di
Renis con Adonis, i Gambino, gli Spatola e gli altri, e' un "diffamatore
con evidenti fini politici". Domande: 1) che cosa pensa l'ambasciatore
americano del fatto che in Rai sono convinti che gli "ambienti musicali
degli Stati Uniti" sono pieni di mafiosi? 2) Perche' un direttore RaiUno
difende gli amici dei mafiosi? 3) Perche' dopo Santoro nessuno in Rai (e
fuori) ha piu' avuto il coraggio di mostrare l'intervista a Borsellino su
Berlusconi?

(Sarebbe bello scrivere come cantava Paolo Conte).

Giornalismo. "Essere cinici e' un atteggiamento inumano, che allontana
automaticamente dal mestiere di giornalista, almeno se lo si concepisce
in modo serio" (Rysard Kapuscinski). Sono le prime righe trasmesse da
"Reporter Associati", un gruppo di reporter e fotoreporter indipendenti
che ha realizzato un "independent media" on-line. "Vogliamo analizzare,
commentare e produrre informazione sui fatti di politica
internazionale, sul tema della globalizzazione e sulle questioni che
riguardano i diritti umani. Non riceviamo e non accettiamo contributi
da organizzazioni politiche ne' da aziende nazionali o multinazionali.
Ci finanziamo col lavoro degli associati e coi contributi volontari di
quanti apprezzeranno il nostro lavoro". In redazione: Roberto di
Nunzio, Rosarita Catani, Michele Corleone, Franco Fossi, Patrizia
Viglino, e inoltre Carlo Gubitosa di PeaceLink, Paolo Oddone di
WarNews.it e Roberto Vignoli di Nuovi Mondi Media.

Info: redazione@reporterassociati.org


Nonviolenza. Due appuntamenti: 7-8 novembre, a Viterbo, con Lorenzo
Chiarinelli, don Alberto Canuzzi, Miguel Alvarez, don Maurizio Boa,
padre Alex Zanotelli, don Lush Gjergji, Alberto Capannini, mons.
Giorgio Biguzzi, mons. Samuel Ruiz Garcia, don Oreste Benzi, don Albino
Bizzotto e Daniele Aronne.

Info: 0761220168, viterboconamore@libero.it .


8 novembre, a Verona, con Lidia Menapace, Mao Valpiana e Giovanni
Benzoni, sulla proposta della Convenzione di donne contro le guerre
"per un'Europa neutrale e attiva, disarmata e smilitarizzata, solidale
e nonviolenta".

Info: 0458009803, azionenonviolenta@sis.it


Toni wrote:
< "sarei curioso di leggere la lista P2 al completo. Dove posso
trovarla?". Ecco:
http://www.cattiviragazzi.org/biografie_storie/storie/loggiap2 >

Ernesto wrote:
< Dicono che l'inflazione a ottobre e' scesa al 2,6 per cento.
Supponiamo che cio' voglia dire che la differenza di prezzi tra
settembre e ottobre (e non tra ottobre 2002 e ottobre 2003) e' del 2,6
per cento e supponiamo inoltre che da gennaio 2002 ogni mese ci sia
stata un'inflazione del 2,6 per cento. Quanto e' stata l'inflazione da
gennaio 2002 a ottobre 2003?
Il 71 per cento mi sembra un dato credibile. Quanto alle discussioni
sul plurale dell'euro, direi che si potrebbe cambiare nome e sceglierne
uno piu' pesante che corrisponda al valore che sta raggiungendo.
Sesterzi e' importante ma un po' arcaico. Io li chiamerei vitruvi dal
simpatico omino che figura sul retro >

giofederle@tin.it wrote:
< Scandire (da una vecchia edizione del Nuovo Zingarelli): isolare
l'uno dall'altro i piedi del verso. È esattamente quello che fa lo
scanner (parola che attraverso l'inglese deriva pur sempre dal latino)
lo strumento isola l'uno dall'altro i pixel dell'immagine. Quindi
scansione il sostantivo ma scandire il verbo: semplicemente, senza quei
passaggi orribili che dal latino originale passando per l'inglese si
arriva ad un pessimo italiano >

mauroraimondo@libero.it wrote:
< Scanner: se il sostantivo e' scansione perche' il verbo non e'
scandire? Perche' dovremmo inventare il verbo scansionare (anche
bruttino)? D'altra parte "scanner" e' sostantivo derivato dal verbo "to
scan", praticamente la traduzione del nostro "scandire". Mi pare
improprio voler limitare l'uso di un verbo (scandire) solo ad alcuni
significati giudicati buoni, belli e degni (il tempo, le parole) e non
volerlo applicare all'azione di quel simpatico aggeggio che va sotto il
nome di scanner >

alessandro wrote:
< Esercizio di precarizzazione n. 1
Sei un contabile di una grande azienda, a tempo indeterminato. Grazie
alla legge Biagi, l'azienda si spezzetta in piccole unita' produttive.
Verrai ri-assunto (forse) a contratto nella nuova sub-aziendina di
servizi contabili.
Chi precarizza frega anche te. Digli di smettere.
* * *
Esercizio di precarizzazione n. 2
Il comune ha 100 euro per l'assistenza sociale. Esternalizza a una
azienda, che trattiene 30 euro e subappalta. La "sub-azienda" trattiene
30 euro e retribuisce il lavoratore con contratto di consulenza, non
pagando contributi. 100 euro di soldi nostri diventano 40 euro - lordi
- di servizi, e 0 euro all'Inps.
Chi precarizza frega anche te. Digli di smettere >

Sandro wrote:
< Vedo che oggi siamo sull'abbattuto, un po' di pessimismo va bene ma
qui si esagera! Ok, la mafia sta impossessandosi dello stato e questo
mi pare realista ma nulla vieta che domani cada il governo e che ne
subentri uno antimafia... >

guadagnare@davvero.it wrote:
< Questo e' il giorno piu' fortunato della tua (della mia - ndr) vita!
Sei uno dei fortunati italiani a ricevere questa famosa e-mail della
quale tutti parlano! L'unico sistema al mondo che ti permette una
vincita multipla: si vince ogni 6 settimane, fino a quando si decide di
ritirarsi perche' se ne ha abbastanza di tutto quel denaro. Eccetera,
eccetera >
Seguono altre 32.508 battute spazi compresi. Riassunto: Il signor O.
deve avere la cortesia di inviare 5 dollari a 5 indirizzi secondo le
modalita' ivi indicate. Nell'arco di sei settimane egli ricevera' da
anonimi benefattori 1,5 milioni di dollari. "Ci sono giocatori che per
ragioni sconosciute spediscono i contanti nella valuta del loro paese",
ma si auspica che il signor O. vorra' accettarli egualmente senza far
caso a questa piccola irregolarita'.

Renzo Carlini wrote:
< Un bel giorno sullo schermo (non monitor!) del mio ordinateur hanno
cominciato a comparire i numeri della Catena. Continui pure a
mandarmela, ma purgandola - se possibile - di tutti quegli orribili
termini in e-pidgin english (del tipo forwardare etc.) che tanto mi
fanno rivoltare le viscere. Se Lei usasse termini tedeschi o spagnoli o
russi o turchi o persiani o indonesiani o magari papuasi la cosa potrei
trovarla anche divertente. Ma quell'inglese trasformato ormai in
lingua-spazzatura (anche questo un orribile calco dall'inglese!) che
con gusto sado-masochistico proprio i "progressisti" ci/si propinano ad
ogni pie' sospinto mi provoca reazioni allergiche violente e molto
preoccupanti. Me lo risparmi, La scongiuro! >
* * *
Beh, proviamo. Il computer, naturalmente, in mano all'amico di Prato
diventera' un computiere. Col suo bravo monitore, il suo sorcio e il
disco duro (da almeno 20 gigambotti). Il file lo manterrei come filo,
nel senso di concatenazione. La tastiera c'e' gia', per scannare non
c'e' problema, il morbidaio sara' il software e l'hardware il robadura.
Lo scannatoio, il tostadischi, la stampatrice, il compaddisco... La
nostra, naturalmente, sara' un'elettrogazzetta, che viaggia
sull'elettroposta insieme con le normali e-missive. "O tu, mandami un
po' quel filo nel disco duro!". Alla fine, tuttavia, dovremo quittare
anche noi, perche' uscire dall'uscio col computiere non si puo'. Del
resto, ahime', quittent anche i francesi.

Mauro wrote:
< Ascoltando le recenti insopportabili polemiche su "croce-si-croce-no"
in cui sguazzano tutti gli integralismi ottusi e prepotenti, i
politicanti gracchianti, i giornalisti e commentatori
"audienceescandalo", etc., mi sono tornate in mente le croci di carne e
di sangue dei somali inchiodati nel nostro mare, dei poveri cristi
vittime delle guerre in corso, moltissimi non arrivati mai neanche a 33
anni >

Giovanni Colombo, presidente della Rosa Bianca, wrote:
< I cristiani ormai sanno che il pluralismo religioso dell'Europa di
oggi e di domani non e' una provvisoria sfortuna da cui pregare di
essere liberati, ma la condizione concreta entro cui dar ragione della
propria speranza. Voler di nuovo rendere obbligatorio cio' che e' il
segno radicale della gratuita', delle braccia spalancate verso tutti,
sarebbe profondamente anti-evangelico >
* * *
Idea banale : togliere il crocifisso obbligatorio e permettere invece
ai ragazzi di appendere al muro ognuno cio' che vuole, purche' non
offensivo per altri. Corano, Che Guevara, Padre Pio, Dalai Lama...
Tutto quel che volete, purche' siano i ragazzi a mettercelo, e non
l'Autorita'. Io credo che non mancherebbero neanche i crocifissi: ma
sarerebbero croci libere, e non croci di Stato.

Fausto Caffarelli wrote:
< Comunque la pensiate vi voglio solo dire una cosa. Don Lorenzo
Milani, nella sua scuola di Barbiana, il crocifisso l'aveva tolto.
Punto. >

Carnazzo wrote:
< File REALITY.SYS danneggiato. Riavviare l'universo? [S/N]

AntonellaConsoli libera@libera.it > wrote:

Le navi che partono - I

< Le navi che partono all'alba
si portano via anche le
ancore
e tu resti li', fermo
senza piu' nessun desiderio >

* * *

Le navi che partono - II

< Le navi che partono
comunque grandi madri
stavolta pero'
sono loro a partire
e' per questo che non
ci sconvolgono >

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